Alan Moore, un uomo straordinario

Tributo ad Alan Moore di Zoa Studio
Tributo ad Alan Moore di Zoa Studio

Celebrando il compleanno di Alan Moore, torniamo a parlare di uno dei temi preferiti di questo blog, il mondo dei fumetti e dell’illustrazione. Era infatti da qualche settimana, esattamente dal racconto della vita e delle opere di Roy Lichtenstein, il re dei fumetti che non affrontavamo l’argomento. Ma, come i migliori fumetti, anche per noi un nuovo episodio sul tema!

Alan Moore è uno scrittore e sceneggiatore di fumetti britannico il quale, dopo aver lavorato per diversi anni con la DC Comics prima di passare a case editrici indipendenti, è noto soprattutto per i fumetti di Watchmen, V per Vendetta, From Hell e La Lega degli Uomini Straordinari. Due cazzate, insomma!

Come ci piace fare, vi “illustriamo” la sua storia!

Gli inizi difficili di Alan Moore

Alan Moore è nato il 18 novembre 1953 . Vivendo in una piccola casa con precarie comodità con i suoi genitori, suo fratello minore e sua nonna materna, Moore cresce in una delle zone più povere dell’Inghilterra: i distretti di Northampton.

I suoi genitori, però, vogliono dare ai figli una buona educazione e incoraggiare la lettura. Dall’età di 5 anni, Alan divora libri, soprattutto fiabe e storie fantastiche, oltre a fumetti, principalmente americani. Primo della sua classe alle elementari, si disillude presto al college. Le sue origini sociali e il diverso livello di istruzione con i suoi coetanei della classe media trasformano il bravo studente in un sognatore indisciplinato. Disinteressato alle lezioni, inizia a disegnare e scrivere poesie, creando anche una piccola rivista dedicata a questo genere letterario con alcuni amici.

Da adolescente, frequenta laboratori di artisti presso il Northampton Arts Laboratory. Ma l’arte non è l’unica via di fuga per l’adolescente, che fa uso di cannabis e LSD. Un Lewis Carroll in erba!

A 18 anni, Moore viene cacciato dal liceo e bandito in tutti gli altri istituti della città dopo essere stato sorpreso a contrabbandare droga nella scuola. Senza diploma, accumula lavoretti continuando a frequentare l’Arts Laboratory, sostituito nel 1972 dal Northampton Arts Group, dove conosce la sua prima moglie, Phyllis Dixon.

Gli anni ’70

A metà degli anni ’70, decise di lasciare l’incarico amministrativo che era riuscito ad ottenere per tentare la fortuna come designer. Iniziò quindi a vendere alcune tavole ea disegnare mini-fumetti per diversi giornali. L’arrivo della figlia Leah nel 1978 complica però la situazione della coppia. Se finisce per ottenere diversi progetti di serie di fumetti più regolari, Alan si rende conto che il disegno sta occupando troppo tempo e decide di dedicarsi interamente alla sceneggiatura.

Nel 1979 inizia a lavorare come illustratore per il settimanale musicale Sounds, sotto lo pseudonimo di Curt Vile, ma rinuncia presto a dedicarsi alla scrittura. Da lì, ha fornito sceneggiature per Doctor Who, Star Wars Weekly e 2000 AD settimanali in base ai quali ha creato diverse serie popolari, come The Ballad of Halo Jones, Skizz e DR & Quinch.

Il successo come sceneggiatore

Dopo aver scritto diversi racconti per il settimanale britannico di fantascienza 2000 AD, Alan Moore attira l’attenzione della Marvel UK, che gli ha chiesto di ridare energia alla serie Captain Britain, oltre a lavorare alla creazione di Night Raven.

Diversi conflitti di interesse hanno comunque spinto Alan a smettere di collaborare con la Marvel nel 1984. Padre di 2 figlie, lo sceneggiatore fortunatamente non ha carenza di progetti, dal momento che ha già collaborato con Dez Skinner all’Antologia del guerriero per 2 anni. È in questo contesto che ha creato V per Vendetta, una serie disegnata da David Lloyd.

Nel 1983 Alan inizia a lavorare anche per la DC Comics, casa editrice americana, che gli affida la scrittura di sceneggiature per una nuova creazione che fatica a decollare: Swamp Thing (1983-1987). Lo stile innovativo dell’autore ha portato al successo della serie, che ha spinto la DC Comics a proporgli altri progetti, tra cui alcuni album per Batman, il più famoso scritto da Alan è Batman: The Killing Joke (1988). Quello che ha ispirato il primo Batman di Tim Burton e il Joker con Joaquin Phoenix.È stato anche alla DC Comics che lo sceneggiatore ha stabilito la sua reputazione immaginando la serie Watchmen (1986-1987).

Il trionfo è tale che l’autore diventa molto pubblicizzato. La fine degli anni ’80, tuttavia, segnò la rottura di Alan con la DC Comics e i fumetti tradizionali, nonché la fine del suo matrimonio con Phyllis.

Lo specchio dell’amore

Nel 1988 Alan Moore possedeva una casa editrice: la Mad Love Publishing. Pubblicò una antologia fumettistica intitolata AARGH!, un acronimo che stava per “Artists Against Rampant Government Homophobia” (cioé Artisti contro la dilagante omofobia del governo), ideata per combattere la proposta omofoba avanzata in Inghilterra e denominata “Legge 28”. Erano gli anni in cui gli attivisti gay avevano ottenuto risultati concreti, ma la crisi dell’AIDS metteva a rischio i risultati ottenuti.

Il titolo Lo Specchio dell’Amore riprende un frontespizio inedito di Aubrey Beardsley, ideato per un libro di poesie da dedicare al suo amante, ma censurato perché rappresentava un angelo ermafrodita. Alan Moore usa questo spunto per scrivere un poema sulla storia dell’omosessualità attraverso la storia d’amore tra due angeli ermafroditi, immagini speculari l’uno dell’altro.

Nella prima edizione le poesie di Alan Moore sono accompagnate da illustrazioni di Steve Bissette e Rick Veitch, ma nell’edizione che possiamo trovare ancora nelle librerie, i disegni sono stati sostituiti da una serie di fotografie struggenti di José Villarubbia (Lo Specchio dell’Amore -ediz. illustrata).

Nella nuova edizione, le fotografie ripercorrono gli spunti e i personaggi citati da Alan Moore: Omero, Saffo, William Shakespeare, Emily Dickinson, Mata Hari, Oscar Wilde, Colette, fino a Judy Garland, Allen Ginsberg e le rivolte di Stonewall.

Alan Moore dagli anni ’90

Vediamo poi il fumetto From Hell (1991-1996), da lui realizzato in collaborazione con il disegnatore Eddie Campbell, poi Lost Girls (1991-1992, 2006), fumetto erotico realizzato con la disegnatrice Melinda Gebbie, che ‘sposò nel 2007.

Tuttavia, è tornato nel mondo dei supereroi nei primi anni 2000 creando per la casa editrice Wildstorm di Jim Lee la raccolta America’s Best Comics, che comprende, tra gli altri, La Lega degli Uomini Straordinari (2001-2015), disegnato di Kevin O’Neill, Tom Strong (1999-2006), illustrato da Chris Sprouse, o anche Promethea (1999-2005), illustrato da JH Williams III.

Dal 2003, Alan Moore si è dedicato a progetti più sperimentali e ad altre forme d’arte. Qualche anno fa ha pubblicato il suo secondo romanzo grafico, Jerusalem (2017) che, come il suo primo romanzo, The Voice of Fire (1996), è dedicato alla sua città natale, Northampton.

Uno dei principali riferimenti per Jerusalem  é l’omonima opera di William Blake. Infatti avevamo incontrato Alan proprio parlando di questo artista visionario. Dopotutto in William Blake illustrazione e parola si fondono quasi magicamente: un perfetto connubio che Alan Moore ha inseguito lungo tutta la sua carriera.

Nel 2017 -2018 c’è il lavoro su Providence, la cui ispirazione è da trovarsi in H.P Lovecraft, di cui il mago di Northampton è un fervente ammiratore.

Nel 2018, Moore ha contribuito all’antologia comica 24 Panels. La pubblicazione è stata curata da Kieron Gillen e mirava a raccogliere fondi per le persone colpite dall’incendio della Grenfell Tower del 2017.

Con la fine del quarto volume di League of Extraordinary Gentlemen, la conclusione della sua sequenza di Lovecraft e alcuni racconti apparsi in Cinema Purgatorio, Moore si è ritirato dai fumetti a metà del 2019.

Adattamenti cinematografici

Finora i film basati sulle opere di Alan Moore sono stati adattamenti di Hollywood che alla fine hanno poco a che fare con l’originale, al punto che Moore si è persino rifiutato di riscuotere i diritti per i film basati sulle sue opere. Dà poco credito al cinema che non gli sembra concedere la stessa libertà di espressione della scrittura.

Di seguito alcuni esempi tratti dai lavori del nostro protagonista di oggi.

Rilasciato nel 2001, From Hell è adattato dai fratelli Hughes e interpretato da Johnny Depp, Heather Graham e Ian Holm.

Nel 2006, James McTeigue ha diretto l’adattamento di V per Vendetta, da una sceneggiatura delle sorelle Wachowski.

Nel 2009, Watchmen è stato adattato al cinema dal regista Zack Snyder. Un primo progetto di adattamento di “Watchmen” di Terry Gilliam era stato abbandonato dal produttore Joel Silver.

Nel 2005 Alan Moore disse di From Hell e di un’altra produzione Fox:

“Sono film stupidi, senza la minima qualità, un insulto a tutti i registi che hanno fatto del cinema quello che è, maghi che non avevano bisogno di effetti speciali e immagini computerizzate per suggeriscono l’invisibile… per consentire agli adolescenti con difficoltà di lettura di trascorrere due ore della loro vita stanca. La maggior parte della produzione è scadente, qualunque sia il mezzo. Ci sono film scadenti, dischi scadenti e fumetti schifosi. L’unica differenza è, se faccio fumetti schifosi, non costano cento milioni di dollari.”

Parole piuttosto forti, che fanno accenno alla magia. Non dimentichiamo che Moore, vegetariano e noto per le sue opinioni anarchiche, si presenta anche come un mago e adoratore di Glycon, una divinità serpente romana. È dal 1993 che Alan Moore si presenta come un mago: l’Aleister Crowley contemporaneo.Per lui, infatti, non può esserci arte senza magia e scrivere è un atto magico.

I molti trionfi di Alan Moore

Anche se non desidera ricevere alcun premio dal 2017, Alan Moore può vantarsi di avere un’incredibile collezione di trofei.

La sua collaborazione con Warrior Magazine per Marvelman e V per Vendetta gli è valso il British Eagle Award come miglior scrittore di fumetti nel 1982 e nel 1983.

Dopo aver ricevuto il premio Inkpot nel 1985 e 3 premi Jack Kirby per la migliore serie e il miglior sceneggiatore per Swamp Thing nel 1985 e nel 1986, poi per Watchmen nel 1987, ha raccolto circa 40 premi. Il suo record include 3 premi Sproing, 12 premi Eisner e 10 premi Harvey, incluso il miglior sceneggiatore per tutti i suoi lavori nel 1999.

I suoi albi più premiati sono Watchmen, From Hell, V for Vendetta e The League of Extraordinary Gentlemen, tutti realizzati per il cinema. È stato anche riconosciuto più volte per il Lifetime Achievement, tra cui l’Outstanding Max and Moritz Award nel 2008, la Will Eisner Hall of Fame nel 2014 e il Bram Stoker Grandmaster Award nel 2016.

Per essere uno che non vuole ricevere premi, appare evidente che il più premiato Alan Moore ha lasciato un segno indelebile nel mondo dei fumetti. E chissà che non ci ripensi a riprendere la sua carriera, d’altra parte il “tornare sulle scene” potrebbe essere un colpo di testa rock and roll che ben gli si adatta.

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