Mata Hari, la spia che sedusse l’Europa

Mata Hari
Ritratto a matita di Mata Hari e scialle con frange di ZOA STUDIO ( www.etsy.com/ZoaStudio/listing/620267273 )

Spia, ballerina, orientale, appassionata di moda, prostituta, precursore del burlesque …questi sono tutti epiteti attributi a Mata Hari, ma quali di questi sono veri?

Raccontiamo brevemente la sua storia oggi 7 agosto, nel giorno del suo compleanno, giocando a “vero o falso”.

Mata Hari era orientale: FALSO.

Sfatiamo subito questa credenza su di lei. Mata Hari all’anagrafe nacque Margaretha Geertruida Zelle, il 7 agosto 1876 in Olanda. Ciò che ha fatto pensare al pubblico che Margaretha fosse orientale era il suo aspetto: aveva infatti carnagione scura e occhi e capelli neri, cosa che la differenziava notevolmente dai suoi connazionali. Per molto tempo si spacciò per orientale, come lei stessa sostenne “sono nata nel sud dell’India, sulla costa del Malabar, in una città santa chiamata Jaffuapatam, in una famiglia della casata sacra dei bramini…i sacerdoti mi hanno adottato e mi hanno battezzato Mata Hari, che significa ‘pupilla dell’aurora’.

Verò è che la protagonista di oggi visse a lungo in Oriente, poiché nel 1895, a 19 anni, sposò un ufficiale, comandante della piazza di Medan, sulla costa orientale di Sumatra ma, in realtà, non era orientale. In aggiunta il suo soprannome “Mata Hari” non le fu attribuito da dei sacerdoti, ma da monsieur Guimet, industriale e collezionista di oggetti d’arte orientale. All’inizio del ‘900 infatti Margaretha si esibiva come danzatrice in Francia e ricevette da questi la proposta di esibirsi in place de Jéna, nel museo dove egli custodiva i suoi preziosi reperti, come un animato gioiello orientale. Fu però necessario cambiare il suo nome, troppo borghese ed europeo: così Guimet scelse il nome, d’origine malese, di Mata Hari, letteralmente «Occhio dell’Alba» e quindi “Sole”.

Mata Hari era Appassionata di moda: VERO.

Il padre possedeva un negozio di cappelli oltre ad un mulino ed una fattoria; per Mata Hari i cappelli costituiranno sempre un vezzo, fino alla sua morte, forse anche perché rappresentarono l’unico legame con la famiglia che perse quel negozio dopo pochi anni e costrinsero la giovane Margaretha a vivere da parenti vari e a sposarsi con un uomo di 20 anni più vecchio di lei. Molto interessante è la descrizione dell’outfit indossato prima della sua esecuzione “Mata calzò le scarpe di Paquin, indossò un abito grigio perla, buttò sulle spalle un cappotto coi bordi di pelliccia, infilò lunghi guanti e un largo cappello di paglia da cui scendeva un velo”. È evidente che Mata Hari scelse di morire con stile, evidenziando un’enorme forza d’animo e dignità anche negli ultimi momenti della sua vita.

Mata Hari era una ballerina: VERO.

Come già precedentemente detto, Margaretha, moglie del comandante McLeod, si trasferì in oriente a fine ‘800. Come moglie del comandante, Margaretha ebbe il compito di fare gli onori di casa agli altri ufficiali che, con le loro famiglie, frequentavano il loro alloggio, e conobbe i notabili del luogo. Uno di questi la fece assistere per la prima volta a una danza locale, all’interno di un tempio, che l’affascinò per la novità esotica delle musiche e delle movenze, che ella provò anche a imitare.

Qualche anno dopo, a Parigi, una sera si esibì durante una festa in casa di Molier in una danza giavanese, o qualcosa che sembrava somigliarle, dando di fatto vita alla sua carriera di ballerina. Mata Hari alternò le esibizioni, tenute nelle case esclusive di aristocratici e finanzieri, agli spettacoli nei locali prestigiosi prima di Parigi e poi di Londra, alla Scala di Milano dove incontrò il futurista Filippo Tommaso Marinetti, Berlino, Vienna e addirittura Egitto.

Mata Hari rappresenta il precursore del burlesque: VERO.

Basti pensare al tipo di spettacolo che l’artista proponeva. Mata Hari appariva vestita con sottili veli traslucidi dai quali si spogliava una dopo l’altra durante l’atto, finché non le rimanevano solo i gioielli orientali che portava. Non mostrò mai il seno nudo, perché la imbarazzava. Forse come vera antesignana del burlesque potremmo citare Salomé (vd. articolo corr. Stand inside your love ) che, dopo aver performato “la danza dei sette veli”, chiese ad Erode la testa mozzata di Giovanni Battista. Sicuramente ciò che accomuna Salomè a Mata Hari oltre al burlesque è l’aura esotica da una parte, e l’essere fondamentalmente una femme fatale, una spregiudicata seduttrice.

Mata Hari era una prostituta: FALSO.

Decisa a tentare l’avventura della grande città, nel marzo del 1903 Margaretha andò a Parigi, dove non conosceva nessuno: cercò di mantenersi facendo la modella presso un pittore e cercando scritture nei teatri ma con risultati alquanto deludenti. Forse giunse anche a prostituirsi per sopravvivere, nella vana attesa del successo. Questa fu una supposizione, non ci sono documenti o testimonianze che attestano che la donna si vendette per denaro. Piuttosto si potrebbe definire Mata Hari, con le parole con cui Giuseppe Scaraffia descrive la femme fatale nel suo libro omonimo: una donna inafferrabile. Più si concede e più sfugge a chi cerca di possederla. La sua irresponsabilità amorosa ricorda agli uomini che la vita è breve e solo chi si abbandona alla passione può sperare di averla veramente vissuta”. E attraverso questo modo d’essere da “provocatrice”, come ben riesce a cantarci Nico, un’altra femme fatale di cui abbiamo recentemente parlato qui Nico, un’icona tra luce e tenebre, che Mata Hari stregò gli uomini più ricchi e potenti dell’epoca in cui visse.

Cause everybody knows (she’s a femme fatale)
the things she does to please (she’s a femme fatale)
She’s just a little tease (she’s a femme fatale)
See the way she walks
hear the way she talks

Mata Hari era una spia: DOPPIAMENTE VERO.

La storia viene raccontata in maniera magistrale da Paulo Coelho nel libro La Spia, dove lo scrittore brasiliano lascia direttamente la parola a Mata Hari per raccontare la sua incredibile vita. Il “doppiamente vero” è volutamente utilizzato in quanto fu assoldata durante la prima guerra mondiale come spia del governo tedesco e poi fu protagonista di un gioco pericoloso mantenendosi in contatto sia con l’addetto militare all’ambasciata tedesca, Arnold von Kalle, sia con quello dell’ambasciata francese, il colonnello Joseph Denvignes, cosa che, alla fine, le costò un processo e la vita. Nel libro di Coelho, Mata Hari non si dichiara responsabile di spionaggio, cosa che negò sempre, ma di altro crimine: “Tra i crimini che ho davvero commesso il più grande è stato essere una donna emancipata e indipendente in un mondo governato da uomini”

 Mata Hari
Ritratto di Mata Hari di ZOA STUDIO.

Conoscevate l’incredibile storia di Mata Hari? Davvero una donna indimenticabile, brillante, tanto intelligente da riuscire a gestire spionaggio e controspionaggio e aver sfidato le convenzioni dell’epoca in cui visse, cosa per cui pagò il prezzo più alto.

#occhiodellalba

#femmefatale

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