Aleister Crowley…the number of the Beast

Illustrazione di Zoa Studio dedicata ad Aleister Crowley
Illustrazione di Zoa Studio dedicata ad Aleister Crowley

Aleister Crowley, protagonista del nostro articolo di oggi, è una figura avvolta da un alone di mistero ancora ai nostri giorni.  Noto anche come Frater Perdurabo e The Great Beast, Crowley è stato un influente occultista inglese, mistico, mago, poeta e alpinista, responsabile della fondazione della filosofia religiosa Thelema.

Cerchiamo di fare chiarezza sulla vita di Crowley, sul rapporto con molte celebrità di spicco nel mondo della musica e su come divenne una figura di culto dopo la sua morte, avvenuta il 1 dicembre 1947.

Biografia di Aleister Crowley

Aleister Crowley, all’anagrafe Edward Alexander Crowley, nacque il 12 ottobre 1875 in Inghilterra.

Il padre di Crowley divenne un evangelista per i Plymouth Brethren, una divisione religiosa anticonformista. Il giovane Crowley, tuttavia, formò un’avversione per il cristianesimo già nei primi anni di vita. Da studente al Trinity College, Università di Cambridge, iniziò a usare il nome Aleister.

Nel 1898 lasciò l’università senza laurearsi e l’eredità lasciatagli dal padre gli permise di viaggiare molto e di organizzare la pubblicazione dei suoi scritti. Il suo primo libro di poesie apparve proprio in quell’anno, seguito da numerosi libri.

In quel periodo, Crowley affinò le sue abilità di alpinista sulle scogliere in Gran Bretagna prima di prendere parte a tentativi pionieristici di scalare la seconda e la terza montagna più alta della Terra, il K2 e il Kanchenjunga.

Sempre nello stesso anno, il 1898, come molti altri scettici religiosi del XIX secolo, Crowley si interessò all’occultismo ed entrò a far parte dell’Ordine Ermetico della Golden Dawn, un’organizzazione derivata dai Rosacroce. Uno dei rivali di Crowley all’interno del gruppo London Golden Dawn era il poeta William Butler Yeats. In questi anni si interessò anche di Tarocchi e questo interesse non scomparve mai, come vedremo nei prossimi paragrafi. 

La nascita di Thelema

Durante una visita in Egitto nel 1904, Crowley riferì di aver vissuto esperienze mistiche, che lo portarono a scrivere Il libro della legge, un poema in prosa che, secondo lui, gli era stato dettato da un essere disincarnato chiamato Aiwass. Il Libro della Legge viene accettato come scrittura dall’Ordo Templi Orientis (O.T.O), un gruppo mistico di origine tedesca.

Nel Libro della legge, Crowley formula il suo insegnamento più famoso: “Fai ciò che vuoi, sarà tutta la Legge”. Questo pensiero non era del tutto nuovo. L’ autore francese François Rabelais lo aveva espresso più di 300 anni prima in Gargantua e Pantagruel – ma Crowley ne fece la base di una nuova religione che chiamò Thelema, (thelēma è la parola greca per “volontà”).

Thelema è una filosofia atea e magica, che nega l’esistenza di Dio e del Diavolo e afferma che “non c’è altro dio che l’Uomo”. Per Crowley, Satana diventa così un simbolo dell’ego: ribelle nei confronti di una autorità che non riconosce, alla ricerca della libertà e del proprio spazio, alla ricerca dell’autodeterminazione che può essere certificata soltanto con la consapevolezza di avere il potere di influenzare, se non imporre la propria volontà su altri. In altre parole parliamo di Supremazia dell’Ego. E possiamo capire come questa filosofia si sia sposata con il nostro tempo, con il Capitalismo, con l’idea di rockstar negli anni ’70 e con il culto del successo ad ogni costo, compresa la perdita di sé stessi, fino all’autodistruzione. Come vedremo accadde per la carriera e la fortuna di Crowley mentre era in vita.

Questa religione è caratterizzata anche dalle festività quali il compleanno di Crowley, i due solstizi e i due equinozi. Crowley nel creare Thelema si ispirò alle teorie di Friedrich Nietzsche, Eliphas Levi, Carl Jung, Sigmund Freud e James Frazer.

Intorno al 1907 Crowley fondò il proprio ordine, A∴A∴, utilizzando le iniziali che stavano per le parole latine per “stella d’argento”. Dobbiamo annotare altri due capisaldi della filosofia di Crowley: la magia sessuale e l’accesso all’estasi mistica attraverso l’uso di mezzi chimici e psichedelici, anziché duri esercizi spirituali e pratiche tradizionali estenuanti. Possiamo così capire perchè gli hippie, il flower power e la beat generation l’abbiano annoverato tra i loro padri spirituali.

Qualche anno dopo, durante la prima guerra mondiale, Crowley risiedette negli Stati Uniti, dove collaborò con il quotidiano filo-tedesco The Fatherland.

Aleister Crowley, Cefalù e gli ultimi anni

Dopo la guerra invece si trasferì a Cefalù, in Sicilia, dove trasformò una casa in un santuario che chiamò Abbazia di Thelema. Durante questo periodo scrisse Diario di un drogato (1922), che fu pubblicato come romanzo, ma si diceva fosse basato sull’esperienza personale.

La morte di un giovane seguace in Sicilia, presumibilmente dopo aver partecipato a riti sacrileghi, portò alla denuncia di Crowley nella stampa popolare britannica come “l’uomo più malvagio del mondo” e alla sua espulsione dall’Italia nel 1923. Avendo esaurito la sua eredità tra mille stravaganze, Crowley tornò in Inghilterra all’inizio degli anni ’30.

Il suo ultimo risultato degno di nota fu la pubblicazione del Libro di Thoth (1944), in cui interpretava un nuovo mazzo di carte dei tarocchi, chiamato Thoth, che aveva disegnato in collaborazione con l’artista Frieda Harris. Non è la prima volta che parliamo di tarocchi in questo blog, vi ricordate il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle?

Crowley morì in povertà e oscurità in una pensione inglese nel 1947 di bronchite cronica aggravata da pleurite e degenerazione miocardica, dopo esser diventato il più famoso mago del Novecento. Gli scandali, gli eccessi, il sesso e le droghe l’avevano anche portato nel dimenticatoio prima e in seguito all’autodistruzione.

Dopo la sua morte divenne una figura di fascino nella cultura popolare, per il suo interesse verso la magia, l’occultismo e altre pratiche, tra cui (erroneamente) il satanismo.

Restate con noi, vi raccontiamo in dettaglio l’influenza di Crowley sulla musica. Ovviamente il suo lascito si estende non solo a quest’arte, ma per oggi tiriamo fuori dal cilindro solo le rock star “crowleyane”.

L’influenza di Aleister Crowley nel mondo della musica

Iniziamo a raccontarvi di quanto Crowley sia popolare negli ambienti della musica, specie quella rock, mostrandovi come prima cosa la sua faccia, presente nella copertina dell’album dei Beatles Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Crowley è il secondo in alto da sinistra. Il rapporto tra i Beatles e Crowley lo chiariamo anche tra qualche paragrafo, perché c’è qualcosa di più oscuro di una citazione visiva.

alaister crowley e st pepper

Jimmy Page

Continuiamo il tributo della musica a Aleister Crowley parlando di uno dei maggiori collezionisti di materiali “crowleyani”, ovvero Jimmy Page, chitarrista dei Led Zeppelin. 

In varie interviste è stato proprio Page a chiarire l’influenza del protagonista di oggi sulla sua musica e sulla sua vita, difendendo Crowley dai detrattori.

“Crowley è stato parecchio frainteso. Il suo messaggio riguardava la liberazione personale. Lui incoraggiava le persone a domandarsi che cosa volessero davvero dalla vita, e le spingeva a perseguire quella cosa. Per esempio, ha scritto riguardo l’eguaglianza fra i sessi, un tema sconvolgente per la sua epoca. Non sventolava una bandiera , ma sapeva che il movimento di liberazione delle donne era un fenomeno inevitabile”.

Durante una pausa sabbatica Page aprì una libreria a Londra specializzata in testi di occultismo, magia e affini. Il nome scelto fu Equinox, come la collana editoriale curata da Crowley. Inaugurata nel 1973 chiuse i battenti nel 1978.

A proposito della sua collezione di materiali Crowleyani, Page acquistò nel 1970 un maniero precedentemente di proprietà di Crowley dal 1897 al 1918 vicino a Loch Ness in Scozia, la Boleskine House.

Inoltre chiese e ottenne che due frasi di Crowley venissero vergate sulla parte interna, non incisa, del vinile dell’album Led Zeppelin III, edito nel 1970 e, a tal proposito, affermò: “…ho inserito diversi agganci alla sua opera nella mie canzoni. Ho sempre fornito riferimenti espliciti alle fonti delle mie idee. Per esempio, nella mia sequenza immaginaria in The Song Remains the Same, ho voluto affermare in modo chiaro che cosa stava accadendo in quel momento nella mia vita, con riferimento ai tarocchi e alla ricerca della verità.

Per i più superstiziosi ricordiamo che dal 1976 al 1980 si abbatterono sull’intera band una serie di nefasti eventi tra cui una serie di morti: un socio del gruppo, la moglie dell’amministratore della tournee, un ex membro, il figlio di 5 anni di Plant e per finire John Bonham portando allo scioglimento dei Led Zeppelin.

David Bowie

Tutto il lavoro di David Bowie é intriso di gnosticismo, mistica, esoterismo, simbolismo, religione tanto da venir spesso tacciato di satanista. Soprattutto durante il periodo del Sottile Duca Bianco, un periodo particolarmente oscuro della vita dell’artista come emerge dall’autobiografia di Bowie Sono l’uomo delle stelle:  ” Ero immerso fino al collo nella magia esoterica, ma fu una fase davvero pessima.

Ma rispetto al protagonista di oggi continua: (…)”non ho approfondito Crowley, perché usa troppo il greco. Diffido sempre di coloro che dicono di essere degli esperti di Crowley perché, a meno che non abbiano una buona padronanza del greco e del latino, stanno dicendo una stronzata“. L’intervistatore a quel punto ricorda a Bowie che cita Crowley in Quicksand. E Bowie risponde: “Sì… Ha ha! beccato! Beh è stato prima che provassi a leggerlo. Ha Ha! avevo la sua autobiografia nel mio impermeabile. E da lì è venuta fuori la canzone. Era una lettura da metropolitana.

Ozzy Osbourne e Mr. Crowley

Mr. Crowley è un brano musicale composto dal cantante Ozzy Osbourne, insieme a Randy Rhoads e Bob Daisley. Esce il 20 settembre 1980 come traccia dell’album Blizzard of Ozz.

L’aneddoto sulla nascita del brano e sull’intestatario del titolo è stato chiarito da Ozzy stesso nel 1997:”Ho letto diversi libri su Aleister Crowley. Era un ragazzo molto strano e ho sempre voluto scrivere una canzone su di lui. Mentre stavamo registrando Blizzard of Ozz, c’era un mazzo di tarocchi,  ideato da Crowley, in giro per lo studio di registrazione. Beh, una cosa tira l’altra e così è nata Mr. Crowley”

E noi leggiamo la traduzione di alcuni versi:

Mr. Crowley, non ti va di cavalcare il mio cavallo bianco?
Mr. Crowley, è solo un simbolo, ovviamente
Avvicinandosi a un tempo classico
sentono il richiamo della vergine
Avvicinandosi a un tempo drastico
rimangono con le spalle rivolte al muro

Sei stato mandato qui solo per la sua vena polemica
voglio sapere quello che volevi dire
voglio sapere, voglio sapere quello che volevi dire, yeah

Per dovere di cronaca dobbiamo aggiungere che Randy Rhoads, uno dei più influenti chitarristi heavy metal della storia del rock morirà 2 anni dopo l’uscita dell’album a soli 25 anni in un incidente aereo.

Altri artisti

Marilyn Manson ha affermato di essere stato “ossessionato” da Crowley, anche se le teorie dell’occultista britannico vennero mediate dal satanista Anton La Vey prima di arrivare a Manson. Questo potrebbe essere un altro dei motivi per il quale Crowley viene associato erroneamente al satanismo.

Bruce Dickinson, cantante degli Iron Maiden, ha sempre annoverato Crowley come uno dei suoi miti, tanto che ha collaborato alla sceneggiatura di un documentario prodotto nel 2007 e incentrato sulla sua figura, The Chemical Wedding.

Restando in tema icone del rock, Mick Jagger dei Rolling Stones è un appassionato di Crowley, iniziato a quanto pare dal regista underground Kenneth Anger. Il regista nel 1967 aveva commissionato la scrittura della colonna sonora di Lucifer Rising a Jimmy Page anche se poi coinvolse lo stesso Jagger e un tale Bobby Beausoleil. Ci furono dei problemi artistici tra Page e Anger e alla fine fu Beausoleil a scrivere le musiche da dietro le sbarre a vita. L’accusa per chi non lo sapesse era omicidio volontario. L’omicidio era uno di quelli perpetrati dalla (Charles) Manson Family e Beausoleil era uno degli adepti.

Ultimi ma non per importanza i Death SS che gli hanno dedicato un intero album, Do What Thou Wilt.

Il Dakota Building

Concludiamo l’excursus sull’influenza di Aleister Crowley parlandovi del Dakota Building. Il Dakota è stato inserito nella lista degli edifici storici di New York nel 1972 ed è stato dichiarato monumento Nazionale nel 1976. Attorno all’edificio si sono creati alcune leggende che ne hanno alimentato la fama di luogo maledetto e che coinvolgono il nostro protagonista di oggi.

Nel 1918, l’anno in cui Aleister Crowley lascia la Boleskine House e si trasferisce in America, soggiorna nell’Upper West Side di Manhattan proprio al Dakota. Qui conduce le evocazioni magiche, chiamate Operazioni Amalantrah che facevano parte della cosiddetta Grande Opera, cioè la coltivazione volontaria della crescita spirituale. Lo scopo delle invocazioni, per ammissione dello stesso Crowley, era quello di aprire un portale interdimensionale che gli avrebbe permesso di accedere ad altri piani di esistenza e incontrare esseri di altre dimensioni.

Uno degli esseri che apparvero a Crowley attraverso questo portale fu chiamato LAM, anche se va inteso come un entità generica non personale. Il volto immortalato dal mago in un disegno ha una sorprendente somiglianza con l’odierno e popolare concetto di “alieno grigio” così simile a quelle stesse creature che John Lennon aveva visto in camera sua, all’interno del Dakota Building, di notte, pochi mesi prima di essere ucciso da Chapman l’8 dicembre 1980.

L’edificio inoltre era stato scelto come ambientazione cinematografica da Roman Polanski per il suo capolavoro horror Rosemary’s Baby del 1968.
Charles Manson, il mandante dell’omicidio di Sharon Tate nel 1969, avrebbe dichiarato di essersi ispirato alla canzone Helter Skelter dei Beatles tratta dall’album Sergent Pepper che, vi abbiamo raccontato prima, aveva in copertina proprio Crowley.

Sembra quasi che Crowley, dal suo passaggio al Dakota nel 1918, abbia accompagnato alcuni “residenti” con una maledizione, generando il dubbio che vi sia altro oltre le cronache ufficiali. Per le cronache non ufficiali magari ci riserveremo un articolo a parte!

Quale sia la verità non la sapremo mai, resta però quello che ha affascinato in primis Crowley, e poi la pletora di artisti che a lui si sono ispirati: la ricerca dell’occulto, dell’oscuro, di quello che non è visibile alla maggior parte delle persone. Ma, soprattutto, resta il fascino di credere in sé stessi e nel proprio potere: cosa che, come l’oscuro, non è visibile alla maggior parte delle persone.

#magick

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