Born to be (Oscar) Wilde

Illustrazione di Zoa Studio dedicata ad Oscar Wilde
Illustrazione di Zoa Studio dedicata ad Oscar Wilde

Nell’ultimo viaggio in Irlanda, in cui Il Fantasma dell’Opera mi ha trovata, mi sono imbattuta anche in Oscar Wilde. O meglio, nella sua statua e nella sua casa. Le foto a seguire lo provano!

Anche chi non lo ha studiato al liceo o all’università conosce Oscar Wilde e le sue opere, perché è uno scrittore molto dandy e molto rock and roll. Onestamente, se si fosse reincarnato in qualcuno, penso sarebbe stato David Bowie o Freddie Mercury.

In occasione dell’anniversario della sua nascita, vi raccontiamo la storia di questo scrittore irlandese, uno dei leader del decadentismo oltre che dell’estetismo. E vi parliamo anche del suo romanzo più famoso “Il ritratto di Dorian Gray”, caratteristico di questo movimento letterario.

Breve biografia di Oscar Wilde

Nato il 16 ottobre 1854 a Dublino (ecco dove ho scattato le foto), Oscar Wilde proveniva da una nota famiglia borghese. È il secondo di tre figli di William Wilde, chirurgo di fama internazionale e di Jane Francesa Elgee, poetessa impegnata.

Oscar è sensibilizzato, fin dalla tenera età, alla poesia, proprio dalla madre. Studente brillante, Oscar Wilde nel 1874 ottenne una borsa di studio al Magdalen College, uno dei college più quotati dell’Università di Oxford.

Durante questo periodo, uno dei suoi insegnanti, John Ruskin (leggete chi è, non proprio the last of the stronz), lo introdusse al movimento dell’”estetismo”, una scuola di pensiero che crede che l’arte debba essere solo una ricerca della bellezza, senza alcuna preoccupazione morale o sociale.

Nel 1878 vinse il Premio Newdigate grazie alla sua poesia su Ravenna.

Nel 1881 pubblicò la sua prima raccolta di poesie, Poems, che fu accolta abbastanza bene sia dalla critica che dal pubblico

In quegli anni, Oscar Wilde si trasferì a Londra e iniziò a frequentare l’alta società londinese. Questo dandy elegante con un intelletto veloce e cinico si crea rapidamente una reputazione nella capitale Britannica. È l’apostolo dell’estetica nelle sue poesie dai versi raffinati così come nelle sue commedie. Ma il suo capolavoro in questo campo è sicuramente il suo fantastico romanzo: Il ritratto di Dorian Gray, pubblicato nel 1891. Che vi raccontiamo tra poco.

Oscar Wilde raggiunge l’apice della sua gloria. Mette in scena una delle sue commedie, Salomé, a Parigi nel 1891 e scrive diverse commedie ciniche che lo renderanno celebre. Lo stesso anno incontra Lord Alfred Douglas di Queensberry, di cui si innamora, sebbene Oscar sia sposato e padre di due figli.

Il processo, la condanna e la morte

Oscar Wilde fu processato per questa omosessualità manifestata nel 1892. Nel 1895, il poeta fu condannato al massimo della pena. Fu mandato in prigione per due anni e in questo processo perse la sua reputazione e l’amore del pubblico. Durante questo periodo di solitudine e disperazione, Wilde compose una lunga lettera indirizzata ad Alfred Douglas che, dopo la sua morte, fu pubblicata con il nome di De Profundis.

Quando fu rilasciato nel 1897, il poeta lasciò l’Inghilterra per la Francia. Profondamente colpito dalla sua esperienza in carcere, compose la sua ultima opera su questo tema: La ballata del carcere di Reading.

Oscar Wilde morì in solitudine e miseria a Parigi il 30 novembre 1900 all’età di soli 46 anni. Pare che la causa di morte sia una meningite. Sepolto sobriamente nel cimitero di Bagneux, il suo corpo fu trasferito al cimitero di Père-Lachaise nel 1909 dopo che il suo ultimo amante, Robert Ross, aveva raccolto abbastanza soldi per pagargli una concessione. A lungo considerata scandalosa e provocatoria, la tomba di Oscar Wilde è sormontata da un monumento che rappresenta una sfinge alata, scolpito nel 1912 da Jacob Epstein.

L’angelo modernista raffigurato in rilievo sulla tomba era originariamente completo di genitali maschili, inizialmente censurati dalle autorità francesi con una foglia d’oro. Da allora i genitali sono stati vandalizzati; la loro ubicazione attuale è sconosciuta. Nel 2000, Leon Johnson, un artista multimediale, ha installato una protesi d’argento per sostituirli. Nel 2011, la tomba è stata ripulita dai numerosi segni di rossetto lasciati dagli ammiratori ed è stata installata una barriera di vetro per prevenire ulteriori segni o danni.

L’epitaffio è un verso di The Ballad of Reading Gaol,

E lacrime aliene lo riempiranno

l’urna da tempo rotta della pietà,

Poiché i suoi dolenti saranno uomini emarginati,

E gli emarginati piangono sempre

La opere di Oscar Wilde

Nel corso della sua vita, Oscar Wilde scrisse racconti (Il principe felice e altri racconti, 1888), racconti brevi (Il delitto di Lord Arthur Saville e altri racconti, 1891), seguiti da un saggio (Intenzioni, 1891). Sempre nel 1891 pubblicò Il ritratto di Dorian Gray, romanzo che gli portò grande notorietà, ma anche molte critiche. Nel 1892, il successo della sua opera Il ventaglio di Lady Windermere lo incoraggiò nella scrittura teatrale e nel 1895 compose una delle sue più grandi opere dal titolo L’importanza di chiamarsi Earnest.

Ora vi raccontiamo brevemente alcune di queste opere.

Il Principe Felice e altri racconti

Il principe felice e altri racconti è una raccolta di racconti per bambini di Oscar Wilde pubblicata per la prima volta nel maggio 1888. Contiene cinque racconti, tutti meravigliosi, ma due li ho sempre amati, perché ti spezzano il cuore.

Il Principe Felice

La statua del Principe felice, magnifica, ricoperta d’oro e di pietre preziose, è l’orgoglio della città. Un giorno, una piccola rondine in viaggio verso l’Egitto, vi atterra e si sente bagnare da delle lacrime. Sono la miseria e la sfortuna intorno a lui che rendono il principe così triste. La sua amica rondine lo aiuterà ad addolcire il destino dei suoi vicini, a rischio della sua stessa vita.

L’usignolo e la rosa

La storia inizia con un giovane studente che si lamenta nel suo giardino perché l’amore della sua vita ballerà con lui nel ballo solo se le porta una rosa rossa ma non c’è una rosa rossa nel suo giardino. L’usignolo, che vive nella quercia del suo giardino, sente il dolore di quel ragazzo e vuole aiutarlo.

L’uccello vola e va tra i vari cespugli ma non trova una rosa rossa. Alla fine l’usignolo compie un atto suicida, donando il sangue del suo cuore a una rosa bianca che lo trasforma in una bellissima rosa rossa. In questo processo l’usignolo muore.

Quando lo studente si sveglia, vede la rosa rossa sotto la sua finestra, la coglie con gioia e la porta al suo amore. La ragazza rifiuta la rosa dicendo che non si abbinerà al suo vestito blu e che qualcun altro le ha portato dei gioielli che valgono più di una rosa. Il ragazzo getta la rosa nella grondaia e un carretto ci passa sopra.

Alla fine decide che la logica è meglio dell’amore e che l’amore non è realistico. Torna a casa sua e inizia a leggere un libro.

Il fantasma di Canterville

Nel 1887, Oscar Wilde divenne caporedattore della rivista The Woman’s World. Nello stesso anno scrisse diversi racconti, il più famoso dei quali fu Il Fantasma Canterville. Questo fantastico racconto, che riprende anche le caratteristiche del romanzo gotico, racconta la strana convivenza tra un fantasma e una famiglia che ha acquistato una vecchia casa.

Ma il fantasma, abituato a terrorizzare gli abitanti della casa, si trova di fronte a una famiglia non proprio timida. Attraverso un’angolazione parodia e risolutamente comica, l’opera ripercorre poi le piccole disgrazie dello spettro che per un umiliante capovolgimento di situazione diventa esso stesso vittima della famiglia.

Se pensate, Beetlejuice racconta praticamente la stessa cosa esattamente un secolo dopo.

Il ritratto di Dorian Gray

Il 20 giugno 1890, Oscar Wilde pubblicò la prima versione del suo romanzo, Il ritratto di Dorian Gray, sulla rivista mensile di Lippincott. Per riassumere la storia, un giovane di affascinante bellezza, Dorian Gray, nutre il desiderio di poter conservare fascino e giovinezza per tutta la vita.

Questo desiderio viene esaudito quando un suo amico, pittore, dipinge il ritratto del giovane. Dorian Gray si rende presto conto che il ritratto si trasforma al suo posto: mentre non porta segni del tempo, il volto dipinto sulla tela sembra assumersi il peso delle sue passioni e dei suoi peccati.

Attraverso questo romanzo che riflette la sua preoccupazione per l’estetica, Oscar Wilde sostiene l’emancipazione dell’arte dalla morale. La descrizione della dissolutezza in cui si abbandona il protagonista principale rivela anche l’appartenenza dell’autore al movimento decadente. Accusato di promuovere l’immoralità, il romanzo è stato considerato scandaloso fin dalla sua prima pubblicazione.

L’importanza di chiamarsi Ernest

L’importanza di chiamarsi Ernest è la più famosa delle commedie di Oscar Wilde. È la storia di due scapoli, John “Jack” Worthing e Algernon “Algy” Moncrieff, che creano alter ego di nome Ernest per sfuggire alle loro vite noiose. Tentano di conquistare il cuore di due donne che, convenientemente, affermano di amare solo uomini chiamati Ernest.

La coppia lotta per tenere il passo con le proprie storie e rimane invischiata in una storia di inganni, travestimenti e disavventure. L’elaborata trama mette in ridicolo la sensibilità vittoriana con alcuni dei personaggi più amati, e in effetti bizzarri, che si trovano sul palcoscenico moderno.

Wilde lo scrisse originariamente in quattro atti, ma durante le prime prove George Alexander lo persuase ad accorciarlo a tre.

Nel 2002 uscì nelle sale anche la versione cinematografica dell’opera, con Colin Firth e Rupert Everett nei ruoli dei protagonisti Jack e Algy, affiancati da Frances O’Connor, Reese Witherspoon, Judi Dench e Tom Wilkinson.

Conclusione

Come abbiamo appena letto, Oscar Wilde è uno scrittore prolifico, di intelletto e di umorismo incredibilmente fini e sofisticati. È anche un uomo condannato per omosessualità, che ha pagato con anni di prigione l’amore per altri uomini.

Tuttavia, il suo genio non è stato mai dimenticato e ci sono numerose onorificenze postume.

Il 14 febbraio 1995, Wilde è stato commemorato con una vetrata nel Poets’ Corner nell’Abbazia di Westminster. Il memoriale, sopra il monumento a Geoffrey Chaucer, è stato inaugurato da suo nipote Merlin Holland, mentre Sir John Gielgud ha letto la parte finale del De Profundis e Judi Dench ha letto un estratto da L’importanza di chiamarsi Ernesto.

Nel 2014 è stato uno dei premiati inaugurali della Rainbow Honor Walk, una Walk of fame nel quartiere Castro di San Francisco che ricorda le persone LGBTQ che hanno “dato un contributo significativo nei loro campi”.

In aggiunta, Wilde ha ricevuto un perdono postumo simbolico. Nel 2017, Wilde era tra i circa 50.000 uomini che sono stati graziati per atti omosessuali che non erano più considerati reati ai sensi del Policing and Crime Act.

Lo stesso anno l’Oscar Wilde Temple, un’installazione degli artisti visivi McDermott & McGough, è stata inaugurata in collaborazione con Church of the Village a New York City, per poi trasferirsi allo Studio Voltaire di Londra l’anno successivo.

E vi lasciamo con una frase tratta da questa installazione, che descrive bene la vita e la visione del nostro protagonista di oggi:

Un’opera d’arte 

#theimportanceofanoscar

#artforart

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