Edward Gorey e il gusto del macabro

Edward Gorey libri con stampe Zoa Studio
Edward Gorey libri con stampe Zoa Studio

Nell’anniversario della sua scomparsa, 15 aprile 2000, vi raccontiamo la storia di Edward Gorey, famoso illustratore (ma non solo), che ha disegnato un mondo “macabro” a penna e inchiostro.

La storia di un bambino prodigio

Edward St. John Gorey nacque il 22 febbraio 1925 a Chicago. Fin da piccolo dimostrò di essere un bambino prodigio, infatti dipingeva quadri già all’età di due anni e imparò a leggere da solo all’età di tre anni. Eccellendo a scuola, saltò i primi anni delle elementari alla leggendaria Francis Parker School di Chicago. In questo, se pensate, ricorda il nostro protagonista della scorsa settimana, Isaac Asimov.

Alla Francis Parker il piccolo Edward Gorey si rivelò uno studente eccezionale, contribuendo a molti eventi scolastici, esponendo nelle mostre d’arte annuali, apparendo nelle pubblicazioni scolastiche e persino nei giornali di Chicago. E tutto questo prima di diventare adolescente.

Sempre prima dell’adolescenza, i genitori di Gorey divorziarono quando il ragazzino aveva 11 anni. Il padre si sposò diverse volte, quindi Edward si trovò a confrontarsi con varie matrigne. Una volta, una di queste, fu anche una famosa cantante di cabaret dell’epoca, Corinne Mura.

Grazie alla sua prodigiosa intelligenza e a dei punteggi altissimi a livello regionale, Edward Gorey ottenne borse di studio ad Harvard e ad altre istituzioni accademiche. Tuttavia, dopo aver terminato la scuola, e prima di iscriversi all’università, prestò servizio nell’esercito nello Utah dal 1944 al 1946.

Nel 1946 il giovane Gorey si iscrisse ad Harvard (laureandosi poi in letteratura francese) e iniziò a perseguire numerosi interessi artistici, pubblicando racconti, poesie, disegnando scenografie, dirigendo e scrivendo per l’influente Poets Theatre. Il suo nome apparve per la prima volta in un libro pubblicato nel 1950.

Edward Gorey dopo Harvard

Alla fine del 1952, una volta terminata l’università, gli fu offerto un posto alla cassa editrice Doubleday a New York.

Gorey divenne rapidamente una figura significativa nel loro dipartimento artistico, disegnando più di cinquanta copertine e, cosa più importante, fu riconosciuto anche a livello commerciale.

Nella sua orbita professionale gravitavano anche altri illustratori e vignettisti, tra cui Charles Addams. I due, di tanto in tanto, pranzavano insieme. I loro lavori venivano spesso messi a confronto, cosa che faceva irritare parecchio Gorey.  A quest’ultimo era persino stato detto che Addams lo invidiasse perché Gorey aveva una reputazione più di nicchia, più da snob, diciamo. Al contrario, Gorey ammirava il successo commerciale de La Famiglia Addams.

Gorey andò anche a lavorare per altre case editrici (Looking Glass Library, Bobs-Merrill) prima di diventare freelance a metà degli anni ’60, una posizione che mantenne per il resto della sua vita.

Non esiste un conteggio preciso del numero di libri che Gorey ha illustrato per altri, ma probabilmente sembra oltre trecento. Ha illustrato opere diverse come Dracula di Bram Stoker, La guerra dei mondi di H. G. Wells, e Old Possum’s Book of Practical Cats di T. S. Eliot. Negli anni successivi produsse  illustrazioni di copertina e opere d’arte interne di molti libri per bambini di John Bellairs.

Oltre a questo enorme carico di lavoro per terzi, Gorey iniziò a scrivere e illustrare le proprie opere (che alla fine sarebbero diventate più di 100) a partire dal suo libro del 1953, The Unstrung Harp, un romanzo illustrato di 64 pagine sulle lotte creative di un romanziere. Il libro è una sorta di meta-romanzo ma, cosa più importante, è oggi considerato uno dei primi precursori del movimento del graphic novel in cui sia il testo che l’illustrazione raccontano la storia.

Il successo degli anni ’60

Dagli anni ’50 in poi iniziò il periodo più prolifico per Gorey. Durante gli anni ’60 perfezionò il suo stile e iniziò a pubblicare sotto diversi pseudonimi scherzosi, per lo più anagrammi come Ogdred Weary, Drew Dogyear e Mrs. Regera Dowdy (altra cosa in comune con Asimov).

Gorey amava gli alfabeti illustrati; il suo più celebre è The Gashlycrumb Tinies (1962), che racconta la storia di 26 bambini, ad esempio: “M sta per Maud che fu trascinata in mare / N sta per Neville che è morto di noia”. Il suo successo come illustratore di libri, in questa fase, include due volumi di Edward Lear, (“The Dong with a Luminous Nose“), così come le opere di H.G. Wells, T.S. Eliot, Samuel Beckett, John Updike, Charles Dickens, Lewis Carroll, Virginia Woolf, ecc.

Gorey ottenne sempre più un seguito grazie alla sua scrittura e alle illustrazioni in stile gotico, alle storie umoristiche oscure, al gusto del macabro e alle ambientazioni in stile vittoriano. Oltre ai libri di altri autori, Gorey continuava anche a scrivere le sue storie, tra cui The Hapless Child (1961), The Gilded Bat (1966), The Other Statue (1968)  The Deranged Cousins: or, Wutely (1969).

Tra questi ultimi titoli ricordiamo The Other Statue perché è dedicato ad un’altra nostra conoscenza, Jane Austen. Fu lo stesso Gorey a definirla “di certo il mio autore preferito in tutto il mondo“. Aggiunse anche “le illustrazioni non dovrebbero essere più piccole del libro, ecco perché non potresti illustrare Jane Austen. Allo stesso tempo, non dovrebbero essere più grandi. I disegni di Aubrey Beardsley per la Salomé fanno sembrare Oscar Wilde in un certo senso piuttosto idiota”.

E quello degli anni ’70

Dal 1970 Gorey si concentrò maggiormente su opere per adulti, sebbene scrivesse ancora storie per bambini. Le sue antologie Amphigorey (1972), Amphigorey Too (1975) e Amphigorey Also (1983) ebbero un grande successo commerciale.

Gorey ebbe anche un notevole impatto sul mondo del teatro con i suoi progetti per il revival di Dracula a Broadway del 1977, per il quale vinse il Tony Award per i migliori costumi ed ebbe una nomination, sempre per il Tony Award, per la miglior scenografia.

A proposito di Dracula, Gorey creò anche un Toy Theatre: Edward Gorey’s Dracula: A Toy Theatre. Come scrive un acquirente entusiasta nella recensione prodotto: Come dice il titolo è un toy theatre per cui all’interno non troverete pagine illustrate come i soliti libri di Gorey, ma troverete 3 cartoncini/scenografie con personaggi e mobili di scena da montare sui loro piedistalli con un foglietto recante le istruzioni (tutto in inglese ovviamente)!!! Da avere!!!  

Lo consigliamo a tutti gli appassionati di Dracula e di Gorey!

Dagli anni ’80

Nel 1980, Gorey divenne particolarmente noto per la sua introduzione animata alla serie PBS Mystery! Nell’introduzione di ogni episodio, il conduttore Vincent Price (vi ricordate chi è? E’ l’attore “papà” di Edward Mani di Forbice) dava il benvenuto agli spettatori alla “Gorey Mansion”.

Questo spettacolo, come tante delle cose fatte da Gorey, influenzarono molto i posteri. Infatti PBS Mystery! ebbe un gran seguito in un vasto numero di serie poliziesche e film per la televisione in tutto il mondo.

Edward Gorey, in aggiunta, scrisse e diresse pezzi teatrali con i suoi pupazzi di cartapesta, conosciuti come Le Theatricule Stoique. La prima di queste produzioni, “Lost Shoelaces“, fu presentata in Massachusetts nel 1987 e l’ultima fu “The White Canoe: an Opera Seria for Hand Puppets“.

Le opere successive includono vari libri tra cui The Haunted Tea-Cozy: A Dispirited and Distasteful Diversion for Christmas (1997) e The Headless Bust: A Melancholy Meditation on the False Millennium (1999).

Sebbene, per il suo gusto oscuro e macabro, moltissimi attribuivano a Gorey una provenienza britannica, in realtà il protagonista di oggi nacque e crebbe in America. Negli ultimi anni della sua vita si trasferì a Cape Cod, in Massachussetts, che era il luogo dove la famiglia aveva passato tante estati.

Gli ultimi anni a Cape Cod

La casa di Cape Cod venne definita ‘Elephant House’ ed è il tema di un libro fotografico, ‘Elephant House: Or, the Home of Edward Gorey‘, con fotografie e testo di Kevin McDermott. Ora è anche l ‘”Edward Gorey House Museum” (cliccate per visitarla!). 

In questa casa Gorey conduceva una vita piuttosto normale. Nel volume Born to be Posthumous, l’autore Mark Dery narra che il nostro protagonista di oggi guardasse Buffy l’Ammazzavampiri in TV, con qualche gatto sulle sue spalle, magari facendo anche un cruciverba nel frattempo. Essendo inoltre un collezionista, videoregistrava ogni singolo episodio di Buffy, etichettava la videocassetta in modo maniacale scrivendo informazioni aggiuntive oltre il titolo, tipo date varie.

E in quella casa morì, il 15 aprile del 2000, dopo aver condotto una vita da recluso. Non si sposò mai, cosa che portò molti a chiedergli riguardo il suo orientamento sessuale. E Gorey diede la migliore delle risposte

Non sono né una cosa né l’altra in particolare.  … non ho mai detto di essere gay e non ho mai detto di non esserlo … quello che sto cercando di dire è che sono un persona prima di essere qualsiasi altra cosa … Beh, non sono né una cosa né l’altra in particolare. Suppongo di essere gay. Ma non mi identifico molto con questo”

Perché ricordiamo Edward Gorey

A parte per la bellissima risposta data a chi si faceva gli affaracci suoi, il nostro protagonista di oggi non poteva non diventare celebre, sapeva fare davvero tante cose (e tutte benissimo).

E’ stato capace di creare trame dall’umorismo oscuro non convenzionale e bellissime illustrazioni con  disegni e idee ambientati nell’era vittoriana ed edoardiana, senza mai una volta aver visitato l’Inghilterra!

In aggiunta ha pubblicato, nel corso della sua vita, più di 100 opere indipendenti e illustrato un’infinità di opere di altri autori, tra cui Samuel Beckett, Edward Lear, John Bellairs, Charles Dickens, TS Eliot, ecc.

Avrebbe potuto lavorare alla Settimana Enigmistica. Era infatti molto appassionato di anagrammi e ha pubblicato la maggior parte dei suoi lavora sotto diversi pseudonimi che di solito erano anagrammi del suo stesso nome.

Non dimentichiamo che ha anche scritto e diretto opere teatrali come la produzione di Broadway di “Dracula”, gli atti di Le Theatricule Stoique e lavorato sulla serie Mystery di PBS, tra le altre cose.

Goreyesque nella cultura popolare

Ma il fattore più indicativo di quanto Gorey sia diventato punto di riferimento culturale è la nascita di un aggettivo relativo al suo nome “goreyesque”. Il primo ad essere definito con tale descrizione deve essere Tim Burton, che nelle sue opere omaggia Gorey direttamente o indirettamente.

Pensiamo ad esempio a The Nightmare before Christmas che replica The Cabinet of Dr. Caligari di Gorey. O a Miss Peregrine, un chiaro ed evidente richiamo alla “stranezza vittoriana” tipica di Gorey. Oppure ancora a The Melancholy Death of Oyster Boy & Other Stories, una collezione di storie proprio di Tim Burton, illustratore egli stesso, che omaggia Gorey sia da un punto di vista stilistico che di contenuti.

Edward Gorey, negli ultimi anni della sua vita, ha anche influenzato il mondo della musica. Basti pensare al video del 1997 di Perfect Drug dei Nine Inch Nails. Nella clip ci sono donne  abbigliate con veli vittoriani da lutto  su una collina ventosa, un trio di uomini con il cappello a cilindro in una brughiera battuta dal vento, un obelisco giace a pezzi e, infine, c’è una scultura a forma di mano che richiama direttamente The Raging Tide.

Gorey è stato gotico, macabro, surrealista, vittoriano…davvero è stato tutto questo. E, alla sua morte, ha regalato il mondo a chi il mondo lo aveva regalato a lui: ha infatti lasciato la maggior parte della sua proprietà a una fondazione di beneficenza a beneficio di cani e gatti, nonché di altre specie, inclusi pipistrelli e insetti.

#theanimalinstinct

#thetheateroflife

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