Io, Isaac Asimov

Zoa Studio illustration inspired by Isaac Asimov
illustration inspired by Isaac Asimov

Oggi, con Isaac Asimov, vi sorprenderemo con una biografia davvero fantascientifica, forse alla pari di quella dei suoi personaggi!

In aggiunta, approfittiamo per riprendere varie tematiche che abbiamo affrontato sinora. Tra il mondo dello spazio , la fantascienza e il fantasy, e gli scrittori dalla biografia inconsueta, non tralasceremo anche di toccare il filone dei “trapiantati dall’Est Europa agli Stati Uniti”…vi ricordate Ayn Rand e Tamara de Lempicka?

Ecco, il protagonista di oggi parla di tutte queste storie. Vi parleremo di lui nell’anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 6 aprile 1992. Promettiamo di non farlo in maniera robotica (questa la capiremo più tardi…)

Dalle caramelle alla fantascienza

Isaac Asimov nacque il 2 gennaio 1920, a Petrovichi, in Russia. I genitori di Asimov erano Anna Rachel (nata Berman) e Judah Asimov, una famiglia di mugnai ebrei russi. Isaac ricevette questo nome dal nonno paterno, Isaac Berman.

Il 3 febbraio 1823, quando il piccolo Isaac aveva solo 3 anni, la famiglia sbarcò negli Stati Uniti, viaggiando via Liverpool sulla nave RMS Baltic. Poiché i suoi genitori parlavano sempre yiddish e inglese con lui, il bimbo non imparò mai il russo, ma rimase per tutta la sua vita fluente in yiddish oltre che in inglese.

Precisamente, la famiglia Asimov si trasferì a Brooklyn, dove i genitori di Isaac gestivano un negozio di dolciumi. All’epoca i negozi di caramelle vendevano giornali e riviste, un fatto che ebbe una grande influenza nell’ amore del giovane Isaac per la parola scritta.

Asimov imparò addirittura a leggere da solo all’età di cinque anni e la madre lo iscrisse in prima elementare con un anno di anticipo affermando che era nato il 7 settembre 1919.

Poco tempo dopo, all’età di otto anni (reale di otto anni, non l’età per la scuola), venne naturalizzato come cittadino statunitense.

Fin da prima dell’adolescenza, Isaac aveva iniziato a scrivere racconti: il suo primo tentativo risaliva agli undici anni, con The Greenville Chums at College. Il primo racconto invece ad essere pubblicato (sul giornale scolastico, alle superiori) fu Little Brothers, nel 1934, quando Asimov aveva 14 anni.

Nonostante avesse una salute cagionevole, Asimov riuscì comunque a frequentare la Columbia University, dove inizialmente seguì zoologia. Presto abbandonò questo percorso accademico, rifiutandosi di dissezionare un gatto randagio. Nel 1939, all’età di 19 anni, si laureò in chimica.

Opere principali di Isaac Asimov

Dopo la laurea, durante la Seconda Guerra Mondiale, Asimov lavorò alla Naval Aviation Experimental Station di Philadelphia insieme agli autori di fantascienza Robert Heinlein e L. Sprague de Camp.

Dopo la guerra, ottenne un dottorato di ricerca in chimica sempre alla Columbia nel 1948. Successivamente entrò a far parte della facoltà della Boston University, alla quale rimase in seguito associato.

Ma torniamo agli inizi della guerra, nel 1939. Asimov iniziò a scrivere articoli su riviste di fantascienza proprio in quell’anno. Vendette il suo primo racconto, “Marooned off Vesta” a Amazing Stories, ma era strettamente associato a Astounding Science-Fiction e al suo editore, John W. Campbell, Jr., che diventò nel tempo una sorta di mentore di Asimov.

Nightfall“, su un pianeta in un sistema a stelle multiple che sperimenta l’oscurità solo per una notte ogni 2.049 anni, portò alla ribalta Asimov tra i principali scrittori di fantascienza ed è ancora oggi considerato uno dei più grandi racconti del genere.

Le leggi della robotica di Isaac Asimov

Nel 1940 Asimov iniziò a scrivere le sue storie di robot (raccolte in seguito in I, Robot. Da queste opere è tratto il film del 2004 con Will Smith. Da questi racconti vengono postulate le famosissime 3 leggi della robotica, che qui elenchiamo.

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.

  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.

  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge

Asimov era dell’idea che se una macchina (un robot quindi) era progettata bene, non poteva presentare alcun rischio. Di conseguenza, egli implementò queste leggi  rispettando la necessità di sicurezza (la Prima Legge), servizio (la Seconda Legge) e autoconservazione (la Terza Legge) di queste macchine sofisticate.

Queste teorie furono sviluppate con il suo mentore Campbell e influenzarono notevolmente il trattamento dell’argomento da parte di numerosi scrittori a lui successivi.

Gli anni da romanziere…

Negli anni 40, liberamente modellata sulla caduta dell’Impero Romano, Asimov scrisse la “serie delle Fondazioni”, dove vengono raccontate le storie dell’Impero Galattico. Le storie, scritte tra il 1942 e il 1949, sono state raccolte come Trilogia delle Fondazioni: Foundation (1951), Foundation and Empire (1952) e Second Foundation (1953). La trilogia ha vinto uno speciale Hugo Award nel 1966 per la migliore serie di fantascienza di tutti i tempi.

I primi romanzi di Asimov (Pebble in the Sky [1950], The Stars, Like Dust [1951] e The Currents of Space [1952]) furono ambientati durante e prima dell’Impero Galattico ma non avevano alcun rapporto con la serie delle Fondazioni.

In aggiunta, sotto lo pseudonimo di Paul French, Asimov scrisse la serie per ragazzi Lucky Starr (1952-58). I libri avevano uno scopo educativo in quanto ognuno di essi si svolgeva in un mondo diverso del sistema solare.

Durante gli anni Cinquanta, Asimov scrisse anche alcuni dei suoi racconti più belli: “The Martian Way” (1952), un’allegoria sul maccartismo; “The Dead Past” (1956), su un dispositivo che può prevedere la storia; e “The Ugly Little Boy” (1958) sull’attaccamento di un’infermiera a un bambino di Neanderthal portato accidentalmente nel futuro.

…e quelli da saggista

Alla fine degli anni ’50, Asimov passò dalla fantascienza per concentrarsi maggiormente sulla scrittura di saggistica. Dal 1958 al 1991, ha tenuto una rubrica mensile sulla scienza per The Magazine of Fantasy and Science Fiction, che ha ricevuto uno speciale Hugo Award nel 1963.

Gran parte degli scritti di saggistica di Asimov riguardavano vari argomenti scientifici, scritti con lucidità e umorismo, che vanno da dalla chimica alla fisica e alla biologia. Si occupò nei suoi saggi anche di letteratura (Asimov’s Guide to Shakespeare, 2 vol. [1970]) e di religione.

Quest’uomo davvero sapeva parlare e scrivere di tutto!

Il ritorno alla fantascienza

Asimov fece ritorno alla fantascienza con l’opera The Gods Themselves, del 1972,  che si occupava del contatto con alieni avanzati provenienti da un universo parallelo. Qualche anno dopo, nel 1976, scrisse L’Uomo Bicentenario, vincitore di numerosi premi, che parla della ricerca di un robot di diventare umano. Chi ha visto il film con protagonista Robin Williams tratto dal romanzo e non ha pianto…è un mostro!

Negli anni ’80 Asimov ha unito le serie di robot, Empire e Foundation nello stesso universo immaginario. In aggiunta vengono scritti due prequel della trilogia della Fondazione, Prelude to Foundation (1988) e Forward the Foundation (1993). Questo è l’ultimo romanzo di Asimov, pubblicato postumo.

Gli ultimi anni di Isaac Asimov

Nel 1977 Asimov ebbe un primo attacco di cuore. Qualche anno dopo, nel dicembre 1983, affrontò un intervento di triplo bypass presso il NYU Medical Center.

Durante l’intervento Asimov necessitò di una trasfusione di sangue, durante la quale contrasse l’HIV.  In quel periodo non si sapeva molto di questa malattia. Quando il suo reale stato di sieropositività venne  compreso, i medici lo avvertirono che, se avesse reso nota la cosa, il pregiudizio anti-AIDS si sarebbe probabilmente esteso ai membri della sua famiglia.

Per questo motivo, suo fratello Stanley riferì che Isaac Asimov, morto il 6 aprile 1992, era mancato invece per insufficienza cardiaca e renale.  Anche i medici  continuarono a insistere sulla segretezza.

Dieci anni dopo la morte di Asimov, e dopo la morte della maggior parte dei suoi medici, Janet e Robyn Asimov (rispettivamente moglie e figlia dello scrittore), concordarono che la storia dell’HIV dovesse essere resa pubblica per aiutare gli altri.

Conclusioni

Isaac Asimov è generalmente considerato uno degli scrittori più prolifici di tutti i tempi, avendo scritto o curato più di 500 libri e circa 90.000 lettere e cartoline.

Una curiosità a riguardo della vastità dei suoi lavori. Asimov ha opere pubblicate in nove delle dieci principali categorie del sistema di catalogazione decimale Dewey (manca solo una voce nella categoria 100 della filosofia).

Lo scrittore è ampiamente considerato un maestro del genere fantascientifico e, insieme a Robert A. Heinlein e Arthur C. Clarke, è considerato uno dei “Tre Grandi” scrittori di fantascienza di tutti i tempi.

Ma perché Isaac Asimov è così importante? Perché ha un enorme merito, quello di essere stato tra i primi a trasformare la fantascienza da narrativa di consumo a letteratura di livello, con contenuti divulgativi e didattici. Infatti la maggior parte dei libri di scienza scritti da Asimov spiega concetti scientifici in modo storico, risalendo il più indietro possibile a un’epoca in cui la scienza in questione era allo stadio più semplice.

E semplicità è un concetto che ben si adatta alla vita di Asimov. Nonostante, ad esempio, fosse membro di lunga data e vicepresidente di Mensa International (l’associazione dei “cervelloni”), ricoprì il suo ruolo con riluttanza. Lo scrittore traeva maggiore gioia dall’essere presidente dell’Associazione Umanista Americana.

Isaac Asimov ha di certo lasciato il segno con le sue parole. In suo onore sono stati nominati l’asteroide 5020 Asimov, la rivista Asimov’s Science Fiction, una scuola elementare di Brooklyn, NY e due diversi Isaac Asimov Awards.

Ed eccole alcune delle sue più belle parole che ben lo descrivono, con cui concludiamo questo excursus sulla sua “fantascientifica” vita.

La vera gioia sta nello scoprire piuttosto che nel sapere.

La violenza è l’ultimo rifugio degli incompetenti. 

Scrivo per lo stesso motivo per cui respiro, perché se non lo facessi morirei.

#galacticempire

#writingbreathing

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