Jane Austen, una donna per le donne

libro di Jane Austen e astuccio di Zoa Studio dedicato alla scrittrice
libro di Jane Austen e astuccio di Zoa Studio dedicato alla scrittrice

Oggi non potrei sentirmi più soddisfatta, visto che ci troviamo  a parlare di uno dei miei grandi amori letterari di sempre, Jane Austen.

Se la scorsa settimana abbiamo raccontato di una donna che visse intensamente tutte le sue storie d’amore, Alma Mahler, oggi vi parliamo di una donna che scrisse intensamente di storie d’amore.

Ma non solo. Perché Jane Austen, attraverso quelli che sono all’apparenza dei romanzi sull’accasarsi e sulla vita da “brava moglie”, in realtà ha raccontato storie di donne forti, decise, astute, machiavelliche, complesse.

E lo ha fatto più di duecento anni fa. In occasione dell’anniversario della sua nascita, parliamo di lei e dei suoi romanzi, che hanno dato vita a numerose trasposizioni cinematografiche che la rendono un’icona estremamente attuale ancora oggi.

Ovviamente in attesa di andare al Festival di Jane Austen il prossimo settembre: janeaustenfestivalbath.co.uk

Breve biografia di Jane Austen

Jane Austen nacque il 16 dicembre 1775 a Steventon Rectory. Era la seconda figlia del reverendo George Austen e di sua moglie Cassandra. Oltre alla sorella maggiore, anche lei chiamata Cassandra, Jane aveva 6 fratelli.

Nel 1783 Jane e la sorella furono mandate in collegio. Mentre erano a scuola, entrambe presero la febbre (forse tifo) e Jane quasi morì. Jane Austen lasciò la scuola nel 1786.

Fin da bambina Jane dimostrò di amare scrivere racconti, poi raccolti nella collezione Juvenilia. Intorno al 1795 scrisse un romanzo, Elinor e Marianne. Negli anni 1796-97 Jane Austen scrisse un altro romanzo che chiamò First Impressions, successivamente pubblicato come Orgoglio e Pregiudizio.

Più tardi, nel 1798-99, Jane scrisse un romanzo chiamato Susan. Fu pubblicato postumo come Northanger Abbey nel 1817. Nel 1801 la Austen si trasferì con la sorella e i genitori a Bath.

L’anno successivo ricevette una proposta di matrimonio da un uomo di nome Harris Bigg-Wither. All’inizio Jane accettò, ma cambiò rapidamente idea. Jane infatti non si sposò mai (go girl!).

Nel 1807 Jane Austen si trasferì a Southampton, dove visse fino al 1809. A quel tempo Southampton era un fiorente porto e città con una popolazione di oltre 8.000 abitanti. Tuttavia, nel 1809 Jane Austen si trasferì nel piccolo villaggio di Chawton nel nord dell’Hampshire.

Nel 1811 venne pubblicato Ragione e Sentimento. Orgoglio e Pregiudizio uscì due anni dopo. Poi, nel 1814, fu pubblicato Mansfield Park. Un altro libro, Emma, seguì nel 1816. Nel frattempo Jane Austen scrisse Persuasione, ma morì prima che potesse vedere le stampe. Fu pubblicato postumo nel 1817.

Jane Austen morì il 18 luglio 1817. all’età di 41 anni. Fu sepolta nella cattedrale di Winchester.

Per approfondire la sua storia in maniera piacevole vi rimandiamo alla pellicola Becoming Jane – Il ritratto di una donna contro (https://amzn.to/3oPBZeY)

E non è un caso che vi rimandiamo ad un film…poi capirete tutto!

La popolarità di Jane Austen

Secondo le statistiche, dopo Shakespeare, Jane Austen è oggi la figura letteraria britannica più riconosciuta. Come vedremo nel prossimo paragrafo, negli ultimi trent’anni c’è stata un’infinità adattamenti televisivi, film, libri ed eventi dedicati alla scrittrice inglese. Ma come mai?

Oggi sembra strano che in una cultura ultra-sessualizzata e inondata di pornografia ci si interessi della storia di giovani donne esuberanti, ma morali che si innamorano di uomini solo all’apparenza burberi, ma poi dotati di gran cuore.

Quindi perché i romanzi della Austen godono di tutta questa popolarità?

Una delle ragioni, ovviamente, è che Jane Austen è una grande scrittrice: dotata, spiritosa, ironica – e una maestra della descrizione dettagliata. I suoi romanzi non furono popolari nella sua (breve) vita. Ma ebbe un seguito tra gli scrittori contemporanei e successivi, come Sir Walter Scott, William Dean Howells e Katherine Mansfield, e diventò relativamente popolare alla fine del XIX secolo. Anche l’apprezzamento (o almeno la consapevolezza) per l’abilità della Austen crebbe quando diventò argomento di studio nei corsi universitari.

La popolarità dei suoi romanzi però non si può attribuire solo allo stile. Si deve anche alla trattazione di “temi universali” quali amore, denaro, potere, status, dovere e onore. Ma soprattutto la ricerca della felicità, per cui i suoi personaggi sono preoccupati.  Non lo siamo tutti, in fondo? (E, ovviamente, lo siamo anche noi.)

E, naturalmente, un’altra ragione della sua popolarità è la nostalgia. Nostalgia per la cavalleria, la dignità di un’epoca precedente e nostalgia anche per la tradizione di genere; non nel senso “donna angelo del focolare e uomo lavoratore”, ma per il rispetto e alla cortesia che venivano portati alle donne.  

E allora scopriamo insieme i suoi romanzi e la loro migliore trasposizione cinematografica, e facciamolo come nel film Il Club di Jane Austen!

I romanzi (e i migliori film) del Club di Jane Austen

Visto che si avvicina il Natale e probabilmente qualche giornata con pigiama e coperta, quale migliore occasione per approfondire la protagonista di oggi e comprendere la sua popolarità guardando dei film tratti dai suoi libri?

Come detto poco fa, nel film Il Club di Jane Austen, le storie dei protagonisti si intrecciano “à la Jane” proprio leggendo i suoi romanzi, mese dopo mese, in una sorta di meta-film. Per questo, voto 10! E ora invece, anche noi come in questo film, parliamo dei suoi romanzi e della loro migliore trasposizione cinematografica seguendo l’ordine proposto dalla pellicola.

Emma

Emma è un romanzo sull’arroganza giovanile e le incomprensioni romantiche. È ambientato nell’immaginario villaggio di campagna di Highbury e nelle proprietà circostanti e coinvolge le relazioni tra persone di un piccolo numero di famiglie.

Emma Woodhouse è una giovane donna che si diverte a intromettersi negli affari degli altri. Cerca continuamente di unire uomini e donne che sono completamente sbagliati l’uno per l’altro. Il suo ultimo “progetto” è Harriet Smith, una debuttante senza pretese, mentre Emma stessa riceve le attenzioni del focoso Frank Churchill. Tuttavia, i tentativi di Emma di giocare a fare Cupido causano più problemi che soluzioni e alla fine rischiano mettere a repentaglio la sua stessa possibilità di amore e felicità.

Il romanzo si conclude con tre matrimoni: Harriet e Mr. Martin, Jane e Frank, ed Emma e Mr. Knightley. Quest’ultimo matrimonio viene celebrato come una felice unione di pari (come abbiamo detto lo status e il denaro sono temi molto importanti nei romanzi della Austen).

Miglior trasposizione cinematografica: anche se è di quest’anno una versione con “La regina degli scacchi” Anya Taylor Joy, io voto la versione del 1996, con Gwyneth Paltrow e Ewan McGregor. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un Oscar per la migliore colonna sonora. Al Box Office Usa Emma ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 18 milioni di dollari e 241 mila dollari nel primo weekend.

Mansfield Park

In questo romanzo una giovane ragazza di nome Fanny Price va a vivere con i suoi ricchi zii, Sir Thomas e Lady Bertram a Mansfield Park. Intelligente, studiosa e scrittrice con un’immaginazione ironica, si avvicina particolarmente a Edmund, il figlio minore di Thomas. Fanny è dotata di bellezza e di una mente acuta e viene all’attenzione di un vicino, Henry Crawford. Thomas promuove questa relazione tra i due, ma con suo dispiacere, Fanny ragiona per conto suo, e chiede a Henry di dimostrarsi degno di lei.

Mentre Edmund corteggia la sorella di Henry e mentre la luce brilla sul legame tra le fortune di Thomas e la schiavitù del Nuovo Mondo, Fanny deve valutare il carattere di Henry e affermare il suo cuore oltre che il suo spirito.

Mansfield Park è diventato famoso negli ultimi decenni come critica della schiavitù, rivelando la modernità della sua autrice. Parte della trama dipende infatti dal viaggio di Sir Thomas ad Antigua per visitare personalmente la sua piantagione, gestita da schiavi. 

Miglior trasposizione cinematografica: Mansfield Park del 1999, perché c’è Jonny Lee Miller nei panni di Edmund. Se non ricordate chi è dal nome, basta dire Sick Boy di Trainspotting, bella differenza di ruoli, no?

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Northanger Abbey

In questo romanzo facciamo la conoscenza Catherine Moreland, una ragazza di diciassette anni che viene invitata a fare un viaggio a Bath con i suoi ricchi vicini, il signor e la signora Allen. Catherine non è mai stata lontana da casa per un lungo periodo di tempo ed è entusiasta di vedere la famosa località turistica. 

Catherine inoltre è ossessionata dai romanzi gotici. Mentre è a Bath, incontra due diverse famiglie: la famiglia Thorpe e la famiglia Tilney. Quando si trova all’abbazia, a causa della sua fervida immaginazione, Catherine inizia a pensare ad ogni sorta di mistero che possa essere accaduto, anche se, ogni volta, le sue fantasiose teorie vengono smentite da una banalissima realtà.

La ragazza inizia una relazione con Henry Tilney e, dopo alcune vicissitudini e dopo aver saputo che la reale situazione economica dei Morland non è poi tanto pessima, il padre di Henry dà finalmente il consenso per il loro matrimonio.

Orgoglio e Pregiudizio

Il romanzo segue la turbolenta relazione tra Elizabeth Bennet, figlia di un gentiluomo di campagna, e Fitzwilliam Darcy, un ricco proprietario terriero aristocratico. I due devono superare i peccati di “orgoglio e pregiudizio” per innamorarsi e sposarsi. Ovviamente la storia non è così semplice perché il filone principale di Elizabeth Bennet si sviluppa insieme a quello delle sue sorelle. Quello di Darcy invece si intreccia con quella dell’amico Bingley. L’amicizia tra i due metterà a repentaglio la relazione con la Bennet fino all’immancabile lieto fine con il matrimonio di due persone appartenenti a diversi ceti sociali.

Miglior trasposizione cinematografica: risposta semplice, la pellicola del 2006 con  Keira Knightley, Matthew MacFadyen, Brenda Blethyn, Donald Sutherland eTom Hollander. Il film ha ottenuto 4 candidature ai Premi Oscar, 2 ai Golden Globes, 1 ai Critics Choice Award. In Italia al Box Office Orgoglio e pregiudizio ha incassato 4,2 milioni di euro . (https://amzn.to/386vdea)

Ragione e Sentimento

Qui sono di parte, ammetto che è il mio preferito! In questo romanzo Jane Austen racconta la storia della famiglia Dashwood, concentrandosi sulle sorelle Elinor e Marianne, personificazioni rispettivamente del buon senso (ragione) e dell’emotività (sentimento). La famiglia Dashwood diventa indigente alla morte del padre, che lascia la loro casa, Norland Park, al fratellastro John.

Gli incontri della famiglia fino ai felici matrimoni finali, ribalteranno i ruoli delle sorelle. Se all’inizio Elinor è emblema della ragione e Marianne del sentimento, alla fine i ruoli si capovolgono.

Miglior trasposizione cinematografica: ovviamente il film del 1995 diretto da Ang Lee. Vogliamo parlare del cast stellare con Kate Winslet, Alan Rickman, Emma Thompson, Hugh Grant e Robert Hardy? La pellicola è stata vincittrice del Golden Globe come miglior film drammatico del 1995 e dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino del 1996. Il film vince inoltre il Premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale.  Perché vederlo? Per Hugh Grant in abiti d’epoca che gli rendono troppa giustizia: mi sa che è nato nel secolo sbagliato! (https://amzn.to/3a8eJoc)

Persuasione

Questo è l’ultimo romanzo della Austen, pubblicato postumo. Il titolo fa riferimento alla persuasione che Anne Elliot subisce fino a rifiutare il Capitano Wentworth e a quella che gli altri personaggi del romanzo subiscono o rifiutano di subire.

Mentre Anne si confronta con dei pensieri su ciò che sarebbe potuto essere mentre osserva Wentworth corteggiare la sorella di suo cognato, Louisa, un incidente induce Wentworth a rendersi conto di chi ama veramente e segue Anne. Come in tutti i romanzi finora visti, anche in quest’ultimo si sviluppano degli equivoci che tengono il lettore con il fiato sospeso fino al ricongiungimento dei due innamorati.

Una curiosità è che il titolo del romanzo non fu scelto dalla scrittrice, che morì prima di ultimare l’opera. Molti critici ritengono che il titolo del romanzo sarebbe stato The Elliotts.

Miglior trasposizione cinematografica: qui scelgo la versione del 1995. Per prima cosa per il cast di tutto rispetto, ma soprattutto per il taglio dato dal regista, Roger Michell. Lo stesso regista di Notting Hill, una delle pellicole più british di sempre!

Credo, dopo questo excursus nella vita e nelle opere di Jane Austen, non ci sia molto da aggiungere se non di iniziare subito una scorpacciata di film. E, mi raccomando, prima di iniziare questa maratona cinematografica, è d’obbligo prendersi una inglesissima tazza di té! Cheers!

#lovehasnostatus

#universalfeelings

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