Buffy l’Ammazzavampiri

Illustrazione di Zoa Studio tributo a Buffy l'Ammazzavampiri
Illustrazione di Zoa Studio tributo a Buffy l’Ammazzavampiri

Il primo episodio della serie Buffy, l’Ammazzavampiri (Buffy, The Vampire Slayer) fu trasmesso proprio il 10 marzo 1997 e noi non potevamo dedicare un articolo a questo personaggio spesso sottovalutato, ma che invece racchiude in sé molti aspetti che hanno contribuito e spesso anticipato le mode e anche la pecezione dell’universo femminile.

Una lunga scia di personaggi che hanno occupato il piccolo schermo e che hanno rispecchiato e aiutato a plasmare l’iconografia femminile dell’ultimo secolo. Capostipiti furono Mercoledì Addams (Mercoledì, meglio se Addams )e Morticia Addams (Omnia Vincit Amor )negli anni ’60. Poi fu il turno di Wonder Woman (Wonder Woman or Wonder Women) negli anni ’70 con le Charlie’s Angels, La Donna Bionica e Vita da Strega. Gli anni ’80 non sono pervenuti, ma gli anni ’90 ci hanno regalato Lisa Simpson, Daria (Daria e “Questo triste mondo malato”), Xena Principessa Guerriera, aggiungiamoci Fantaghirò e appunto “Buffy l’Ammazzavampiri”.

L’intera serie di Buffy consiste di 144 episodi ripartiti su 7 stagioni (la prima di 12 episodi, le altre di 22); l’ultimo episodio venne messo in onda il 20 maggio 2003. Il canale digitale  Spike ha da giugno 2019 rimesso in onda tutta la serie tv con appuntamenti quotidiani. Anche le nuove generazioni così possono scoprire questo personaggio che ha rivoluzionato il concetto di “eroe femminile”.

Ma facciamo un passo indietro.

Joss Whedon, deus ex machina

A fine anni Novanta Joss Whedon non è ancora l’acclamato regista dei primi due capitoli della saga The Avengers (2012 e 2015), ma ha già scritto una pagina nella storia del cinema d’animazione con Toy Story (1995).

L’idea alla base di Buffy secondo Joss Whedon doveva essere semplice: una donna qualunque che sembra essere del tutto insignificante, ma che in realtà si scopre essere straordinaria. Il progetto prevedeva quindi al centro una donna determinata e sicura, che fosse considerata eroina e soddisfacesse l’orgoglio femminista. Il primo risultato fu un film del 1992 che fu un flop, ma sbagliando s’ impara e Joss Whedon fu determinato a vedere realizzata la sua idea.

Nel 1997 adatta per la tv una sua sceneggiatura cinematografica, e nasce così Buffy l’ammazzavampiri (Buffy The Vampire Slayer). Whedon concepì così il background: “La scuola superiore come un film horror”. La metafora non rimase isolata e gli elementi fantastici e soprannaturali indagheranno tematiche più complesse: la solitudine, il rimorso, il potere, l’amore, la depressione, l’odio. Tutto questo, unito ad un uso moderno del linguaggio televisivo, concretizzatosi nell’argutezza dei dialoghi e negli innumerevoli riferimenti alla cultura pop.

Il telefilm diventa un cult e in Inghilterra e in America viene dibattuto addirittura a livello accademico.

Trama di Buffy, l’ammazzavampiri

«Per ogni generazione c’è una prescelta, che si erge contro i vampiri, i demoni e le forze delle tenebre…lei è la cacciatrice!»

Nella piccola cittadina di Sunnydale arriva Buffy Summers, interpretata da Sarah Michelle Gellar. La giovane ragazza si é appena trasferita con la madre da Los Angeles, città da cui aveva preferito andarsene dopo l’espulsione dalla scuola che lì frequentava, a causa dell’incendio che Buffy appiccò nella palestra per eliminare dei vampiri. La ragazza, infatti, è la prescelta per il ruolo di Cacciatrice, ovvero colei che, unica nella sua generazione, ha il dovere di combattere, con la sua straordinaria forza, i demoni che infestano il mondo.

Nella sua impresa sarà affiancata principalmente dal suo Osservatore Rupert Giles e dai suoi 2 coetanei liceali Willow e Xander. Di rilievo è anche la controversa relazione che Buffy instaura con il vampiro Angel; ma soprattutto nel corso delle stagioni quella che si sviluppa con Spike, il vampiro biondo ossigenato ossessionato da Billy Idol. Quella tra Buffy e Spike sarà una relazione passivo-aggressiva degna di Harley Quinn e Joker.

Menzione speciale la dedichiamo a Cordelia Chase, la ragazza più popolare del liceo, che tenterà di mettere sempre i bastoni tra le ruote a Buffy.

Teen drama, or not?

Da un lato, la serie è un teen drama seppur fantastico: mette in scena il romanzo di formazione della ragazzina Buffy, e dei suoi amici. Soprattutto, mette in scena un caposaldo del genere: il senso di alienazione, solitudine, diversità dell’adolescente, che qui si colora ovviamente connotazioni fantasy. E allora diventare adulti significa trovare una propria identità e imparare ad accettare sé stessi, scoprendo l’impossibilità della normalità, in quanto la normalità é semplicemente una idea astratta.

Gli esseri demoniaci della serie incarnano le problematiche adolescenziali della vita reale: «Nel mondo di Buffy, i problemi che affrontano i teenager diventano letteralmente mostri. Una madre che può assumere totalmente il controllo della vita di sua figlia (Streghe), oppure un severo patrigno che si rivela veramente una macchina senza cuore (Il fidanzato di mamma), una giovane lesbica che teme che la sua natura sia demoniaca (La famiglia), perfino la ragazza (Buffy) che ha un rapporto sessuale per la prima volta col bel ragazzo (Angel) scopre che lui è diventato un mostro (Un attimo di felicità)».

In Buffy l’Ammazzavampiri, la letteratura gotica, l’horror e la fantascienza vengono schakerate con la cultura pop e gli stereotipi del teen drama. La sigla rispecchia esattamente questa volontà: si apre con alcune battute di organo che richiamano i cliché dell’horror anni sessanta-settanta, per venire immediatamente sovrastate dall’irrompere delle chitarre elettriche, con sound punk-grunge. Il risultato é una serie innovativa, ironica, sperimentale e alternativa. Non sarebbe esistita la serie tv Supernatural senza Buffy, The Vampire Slayer.

La tematica femminista emerge in modo particolare nella lotta dei due personaggi più misogini della serie, Warren e Caleb, entrambi morti in maniera raccapricciante, per mano delle eroine della serie.

Buffy, un’eroina femminista

Con Buffy l’ammazzavampiri Whedon gioca con i generi e il concetto stesso di ruolo femminile, superando certi stereotipi dell’horror compresa l’idea di eroina virginale in lotta contro il Male. Buffy pare all’inizio un’evoluzione di Mina, la protagonista di Dracula di Bram Stroker, virtuosa e combattiva. A differenza di quest’ultima, però, Buffy è però eroina d’azione, ed è soprattutto sempre più consapevole del proprio potere, tanto che nel corso delle stagioni romperà il legame mitico con chi l’ha creata. E cioè con un certo potere maschile magico, simboleggiato da un Consiglio e da tre stregoni, che vedeva in lei un semplice strumento sacrificale. Il mito del patriarcato dovrà fare un passo indietro come ci ricorderà sul piccolo schermo un paio di decadi dopo June, la protagonista de Il racconto dell’ancella (Il racconto dell’ancella).

L’autunno 2003 vide diversi nuovi show in via di produzione negli Stati Uniti in cui vi partecipavano forti presenze femminili, dotate di poteri sovrannaturali o destinate a destini fuori dal normale, contemporaneamente al loro tentativo di condurre un normale stile di vita. Per citarne alcuni: Dead Like Me, Joan of Arcadia, Streghe, Ghost Whisperer. Bryan Fuller, il creatore di Dead Like Me, disse che Buffy «mostrava come le giovani donne potessero trovarsi in situazioni sia fantastiche che relazionabili, e invece di portare le donne fuori dalla scena, le mettesse al centro».

L’impatto di Buffy nei media

La popolarità di Buffy ha portato alla creazione di forum, fanfiction, e diverse produzioni indipendenti riguardo alla serie, ma in particolare di siti web dedicati.

Nel 1999, durante la messa in onda della stagione 4 di Buffy, Joss Whedon lancia lo spin-off Angel. Una serie tv nella quale seguiamo le vicende del vampiro Angel dopo che si é allontanato da Buffy. Assisteremo spesso a crossover delle due serie tv.

Buffy é diventata anche un fumetto che ripercorre a grandi linee la storia televisiva. Ha avuto anche una continuazione fumettistica, con un’ottava stagione pubblicata dalla Dark Horse Comics, scritta dallo stesso Whedon e da altri autori.

L’eredità di Buffy

A dimostrazione dell’impatto che Buffy ha avuto sulla cultura di massa, in particolar modo tra i nerd, la serie tv più popolare di tutte The Big Bang Theory l’ha celebrata più volte. Il culmine é stato nell’attesissimo finale dove Sarah Michelle Gellar è la donna che accompagna Raj alla cerimonia del Premio Nobel di Sheldon ed Amy. “Sapevamo che Raj non avrebbe avuto nessuno accanto a cui sedersi nel volo per Stoccolma e il co-creatore della serie Chuck Lorre ha detto ‘Potrebbe esserci qualcuno di divertente seduto vicino a lui’. Così abbiamo cominciato a pensare chi avrebbe potuto essere questa persona. Sono stato un fan di Buffy per anni. probabilmente è la serie tv che ho guardato più di ogni altra. Credo che un sacco di sceneggiatori siano fan di Buffy. Avere Sarah nel finale sarebbe stata un’esperienza eccitante per noi e per i personaggi.

Russell T. Davies, il produttore esecutivo di Doctor Who, serie di cui Buffy l’ammazzavampiri s’appropriò di alcuni elementi, disse: «Buffy ha mostrato al mondo intero e ad un’industria in sempre più grande espansione, che scrivere di mostri e demoni e dell’apocalisse non è un lavoro da scribacchini, bensì può mettere alla prova il meglio. Whedon ha eliminato un ostacolo per tutti gli scrittori, non solo per quelli del genere, ma per ognuno di noi.»

Buffy rimane tuttora una delle eroine più complesse della Tv e del cinema, grazie a una lavoro sul linguaggio narrativo e al ribaltamento dei ruoli. Lì dove ci si aspettava di vedere la biondissima cheerleder ad interpretare la preda, abbiamo trovato la Cacciatrice. Qualche anno dopo le mode ci avrebbero chiesto di scambiare la cazzuta Buffy per l’insipida Isabella Swan di Twilight e il folle Spike per il melenso Edward Cullen. Se questo non é un presagio che l’umanità sta regredendo, non so cosa altro può essere!

#thumbsupforBuffy

#channelyourinnerslayer

 

 

Rispondi