27 Aprile, Giornata del Disegno

DIsegno a matita di Zoa Studio per la Giornata Mondiale del Disegno
DIsegno a matita di Zoa Studio per la Giornata Mondiale del Disegno

Fuori le matite, i temperini, le gomme e altri oggetti di cancelleria perché oggi, 27 aprile, si celebra in tutto il mondo la Giornata del Disegno.Questa giornata è nota anche come Giorno del disegnatore o Giorno del disegnatore grafico.
La Giornata del Disegno venne istituita una sessantina di anni fa, nel 1962, a Londra dal Consiglio Internazionale delle Associazioni di Disegno Grafico (Ico-D), un’associazione mondiale per i disegnatori professionisti.

Questa ricorrenza ha degli scopi importanti e sicuramente nobili. Da una parte vuole essere un’ occasione per promuovere il valore della comunicazione attraverso il disegno e dall’altra vuole dare risalto a un’attività che spesso si tende ad associare solo ai bambini.

Nell’articolo di oggi vi racconteremo gli effetti benefici del disegno sulla salute, e poi vi parleremo degli stessi effetti benefici anche sulla nostra amata musica metal e rock!

I benefici del disegno sulla salute 

Dalla notte dei tempi, compito dell’arte è sempre stato quello di aiutare l’essere umano a esprimersi. A tal proposito, il disegno è stata una delle prime forme di comunicazione dell’umanità.

Come dimostrato da diversi studi del settore, la creatività ha effetti benefici sulla salute psico-fisica sia dei bambini e degli adulti, perché aiuta a superare i periodi di stress emotivo. Disegnare, inoltre, può essere un modo (a volte l’unico modo) per rappresentare emozioni o situazioni che non si riescono ad esprimere e per dare sfogo alla propria fantasia.

Questo discorso lo avevamo già intrapreso la settimana scorsa con William Shakespeare, quando dicevamo che la musica (altra espressione della creatività) era un modo per i personaggi di comunicare le proprie emozioni senza l’uso delle parole.

Ma torniamo al disegno, nello specifico parliamo di colorare. Da uno studio pubblicato nel 2016 sulla rivista specializzata APA PsycNet, lasciare guidare la creatività nel disegnare e nello stendere i colori aiuta non solo a trovare il benessere e la calma, ma anche a scacciare la tristezza.

La ricerca: come il disegno scaccia la tristezza

Nel sopramenzionato studio del 2016 un gruppo di ricercatori ha selezionato un campione composto da 40 partecipanti e  ha chiesto loro di dedicare del tempo al disegno per quattro giorni consecutivi.

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi da 20 persone. Al primo gruppo è stato chiesto di mettere su carta, attraverso il disegno, i propri sentimenti, mentre al secondo gruppo è stata data l’indicazione di disegnare per distrarsi.

Nello specifico il 50% dei partecipanti è stato incaricato di esprimere in disegno i propri sentimenti, mentre alla restante parte del campione è stato chiesto di disegnare per distrarsi. I risultati sono stati particolarmente interessanti.

In entrambi i gruppi è emerso che disegnare migliora sensibilmente l’umore. Nel gruppo con i soggetti che avevano disegnano per distrarsi i ricercatori hanno riscontrato stati d’animo migliori di quelli del gruppo che cercava di esprimere i propri sentimenti attraverso l’arte, tuttavia anche questi ultimi erano riusciti ad incanalare emozioni negative e, in qualche modo, capovolgerle.

La conclusione della ricerca è che disegnare regolarmente potrebbe essere un’abitudine salutare, praticamente come fare attività fisica.

Giornata del disegno: la nostra ricerca

Anche il team Zoa Studio ha condotto la propria personale ricerca per la Giornata Mondiale del Disegno. Come i ricercatori del 2016, abbiamo suddiviso le copertine dei dischi in due gruppi, quelle con disegni a tratto di matita, generalmente in bianco e nero, e quelli invece a colpi di pennello, più “espressionisti”, per così dire. Aspettiamo la vostra opinione per sapere quale gruppo vi abbia dato più effetti benefici!

Gruppo 1: Le copertine a matita

The Beatles – Revolver

L’artista che ha disegnato la copertina monocromatica del disco, Klaus Voorman, ha rivelato in un’intervista di averlo fatto su un tavolo della cucina in un attico, per 50 sterline. Voorman, amico dei Fab Four, ricorda di aver creato la copertina di Revolver. Era al terzo piano di una casa, in un piccolo appartamento mansardato di Londra, si trovava appunto in cucina.

Voormann scelse di lavorare a penna e inchiostro nero, riportando porzioni ritagliate di fotografie dei membri della band e formando una sorta di “cascata” di immagini, che era ciò che i Beatles volevano rappresentare attraverso la loro musica. Voormann stesso disse: “Mi ci sono volute circa tre settimane per creare la copertina, ma in termini di lavoro concentrato, circa una settimana. Molto di quel tempo è stato speso con forbici, bisturi e colla, selezionando e sistemando frammenti di fotografie all’interno dei disegni al tratto dei membri della band.

Thin Lizzy – Jailbreak

E’ Jim Fitzpatrick, disegnatore di questa copertina a raccontarne la storia: Io e Philip siamo stati entrambi molto influenzati dalla “Guerra dei mondi” di H.G.Wells e dai fumetti americani della Marvel; Philip voleva qualcosa che riflettesse queste influenze e questa opera d’arte è stata il risultato. Insieme abbiamo lavorato alla storia immaginaria di “Il guerriero” che Philip aveva in mente e ho rielaborato le parti fondamentali per riflettere questa idea. L’influenza di un altro grande disegnatore di fumetti americano che entrambi abbiamo amato, Neal Adams, è ovunque. Ho adorato l’uso dell’argento e abbiamo dovuto lottare per ottenerlo come tiratura extra, anche se la casa discografica era comunque pronta, quindi direi che è andata a buon fine. 

Wheels of Fire – Cream

Di questa copertina non c’è molto da dire, a parte che l‘artwork venne disegnato da Martin Sharp ,che aveva anche realizzato l’artwork per Disraeli Gears. E allora rubiamo delle parole prese dalla rete che la descrivono bene: a volte la mancanza di colore rende le immagini più belle. A volte…questa è una di quelle volte.

Green Day – Dookie

L’artwork dell’album venne realizzato da Richie Bucher e scatenò subito delle polemiche, poiché raffigurava bombe sganciate su persone ed edifici.

Fu il frontman della band, Billie Joe Armstrong a  spiegare il significato del disegno: “volevo che l’opera d’arte avesse un aspetto davvero diverso. Volevo che rappresentasse la East Bay e da dove veniamo, perché ci sono molti artisti nella scena di East Bay che sono importanti quanto la musica. Quindi abbiamo parlato con Richie Bucher… Ci sono pezzi di noi sepolti sulla copertina dell’album. C’è un ragazzo con la sua macchina fotografica in aria che scatta una foto con la barba…Il personaggio vestito che assomiglia alla Gioconda è la donna sulla copertina del primo album dei Black Sabbath. Anche il chitarrista degli AC / DC Angus Young è lì da qualche parte”.

Anche il retrocopertina delle prime stampe del CD ebbe dei problemi. C’era infatti un peluche di Ernie di Sesame Street, che è stato rimosso con l’aerografo dalle stampe successive per paura di controversie legali. Sembra infatti sia stato rimosso perché portava i genitori a pensare che Dookie fosse un album di ninne nanne per bambini.

Rainbow – Long live Rock and Roll

L’album originale si trovava in una copertina apribile illustrata da Debbie Hall, con un inserto di fogli contenenti i testi. L’immagine della band, aerografata, rappresentata come se fosse una folla, proviene in realtà di un concerto dei Rush, in cui alcuni fan reggevano uno striscione con scritto il titolo di questo album. 

Pink Floyd – The wall

Una delle più iconiche copertine in bianco e nero è decisamente The Wall dei Pink Floyd. Fu disegnata dal vignettista Gerald Scrafe, che aveva già collaborato in precedenza con la band.  Tutte le immagini dell’album furono realizzate da lui con varie tecniche e colori ma, per la copertina, il tutto fu realizzato a mano immergendo un pennino nell’inchiostro nero e lasciando che il fluido agisse sulla carta con la sua magia. Aggiunge emozione all’interno dei testi mentre li leggi mentre ascolti la musica. Questo è l’aspetto dei test.

Aerosmith: Draw the Line

Le prime  copie del disco vennero confezionate in una busta nera con testo bianco, con i crediti e il logo degli Aerosmith sul retro… e con un modulo d’ordine per magliette.

Per fortuna poi Al Hirshfield, caricaturista e artista statunitense, realizzò la copertina finale. Che è proprio una caricatura dei “parrucconi” membri della band, eseguita in bianco e nero.

Gruppo 2: le copertine espressioniste

In the Court of the Crimson King

La storia di questa copertina è pazzesca. Pete Sinfield, roadie, addetto alle luci, paroliere di una band all’epoca nuova, chiamata King Crimson, era incaricato di trovare un modo per impacchettare la strana musica che questa band stava registrando in uno studio. Non perdendo tempo, Pete si mette in contatto con un suo amico ed ex collega nel mondo dei computer, Barry Godber. Quest’ultimo è stato reclutato non per le sue capacità di programmazione di computer ma piuttosto per quelle con il pennello, perché aveva studiato alla Chelsea Art School ed era esperto con gli acquerelli.

Non essendogli mai stato commissionato un progetto artistico e certamente non per la copertina di un album, Godber chiede di ascoltare la musica che la sua arte avrebbe dovuto visualizzare. Sinfield diede a Godber solo una direttiva: la copertina doveva risaltare nei negozi di dischi. 

Godber si sedette di fronte ad uno specchio e cominciò dipingere. Il risultato di qualunque cosa gli fosse passata per la mente mentre applicava gli acquerelli alla tela, è ora passato alla storia. 

Queen – A Night At The Opera

La copertina (con la direzione artistica di David Costa) mostra una versione colorata del logo della band. Progettato originariamente da Freddie Mercury, il “Queen crest” presenta i segni zodiacali dei quattro membri: due leoni (John Deacon e Roger Taylor), un granchio per rappresentare il cancro (Brian May) e due fate ad indicare la Vergine (Freddie Mercury) – posto intorno alla lettera lettera Q.

Questo insieme di segni è coronato da una fenice che rappresenta l’immortalità. Il carattere tipografico è Filmotype York, un font pubblicato per la prima volta da Filmotype nel 1958 e digitalizzato da Patrick Griffin nel 2014.

Jethro Tull – Aqualung

La copertina originale dell’album Aqualung é stata realizzata da Burton Silverman e presenta un ritratto ad acquerello di un uomo con i capelli lunghi e la barba in abiti trasandati. Sull’origine di questa copertina  si sono avvicendate ipotesi dagli anni ’70. Sembra la classica storia sui diritti d’autore e la proprietà intellettuale. Burton Silverman, infatti, sembra abbia venduto le sue opere per l’album, ma non si è mai discusso di merchandise: probabilmente a quell’epoca non esisteva neppure questo concetto! Quello che però stupisce é che giustizia non sia mai stata fatta in termini legali. Lo stesso Ian Scott Anderson, ha sempre evitato il problema e a volte ha anche tentato di “rigirare le frittata” raccontando storie non veritiere.

Per conoscere tutta, ma proprio tutta la storia di questa copertina e dell’artista che l’ha realizzata vi consigliamo la lettura di questo articolo, scritto dal figlio giornalista di Burton Silverman, Robert: My dad painted the iconic cover for Jethro Tull’s ‘Aqualung,’ and it’s haunted him ever since.

The Band – Music From Big Pink

La copertina di questo album fu disegnata addirittura da Bob Dylan in persona. Dylan si offrì per cantare nell’album, il primo del gruppo, ma alla fine si rese conto di dover lasciare libera la loro espressività

Quindi Dylan contribuì con un dipinto per la copertina, che raffigura sei musicisti. La copertina di Music From Big Pink aveva lo scopo di stabilire che il gruppo avesse una visione diversa dalla cultura psichedelica del 1968.

Alice Cooper – Billion Dollar Babies

Negli anni ’70 c’era una tendenza a scegliere la “pop art” come stile delle copertine degli album delle band dell’epoca. Billion Dollar Babies di Alice Cooper è una pietra miliare di questa tendenza. Il disco, una sorta di portafoglio oversize in pelle di serpente aerografato , completato dall’inserimento di una moneta d’oro personalizzata, è di certo un lavoro di spicco di Carl Ramsey. Una sorta di pittore “urbano”, le cui opere possono essere comprate qui.

Slayer: Reign in Blood 

La band decise di prendere ispirazione da quella che era effettivamente la canzone portante dell’album, Raining Blood. Commissionarono un’illustrazione appositamente per la copertina, dando questa idea come base. L’uomo assunto per realizzare l’opera d’arte era Larry W. Carroll, che tornò dalla band con due dipinti. La band gli chiese infine di amalgamarli in un’unica immagine. “Abbiamo sempre cercato di assicurarci che ciò che vedevi sulla copertina riflettesse la musica”, ha affermato il chitarrista Kerry King dopo l’uscita dell’album. “Doveva essere estremo. In un certo senso, abbiamo fatto bene il lavoro se fa star male i fan del pop “.

Nirvana – Incesticide

Chiudiamo la nostra carrellata di Cover art con l’album Incesticide dei Nirvana. Chi è l’artista dietro questa strana copertina? E’ proprio il frontman della band di Seattle, Kurt Cobain, che è accreditato come Kurdt Kobain nelle note di copertina.

 Anche la papera di gomma vista sulla copertina posteriore dell’album apparteneva a Cobain. La copertina mostra in modo prominente un papavero, che allude alla lotta di Cobain con la dipendenza da eroina. Le prime edizioni dell’album contenevano anche delle note di copertina scritte da Cobain, inclusa una dichiarazione che denunciava l’omofobia, il razzismo e la misoginia. L’omino allungato ricorda vagamente i lavori di Edward Gorey, non vi sembra?

Abbiamo concluso la nostra personale ricerca in questa giornata mondiale del disegno. E voi, a che gruppo appartenete?

#artisthecure

#tocolourornottocolour

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