Hey, hey, hey…Alice Cooper!

Alice Cooper by Zoa Studio
Alice Cooper by Zoa Studio

In occasione del compleanno di Alice Cooper, oggi 4 febbraio, vi raccontiamo la storia di questo artista, il membro di maggiore spicco di quello che si può definire “intrattenimento horror”. O, come è stato definito, “The Godfather of Shock Rock

Bene, stoopid di tutto il mondo, uniamoci per ripercorrere  la sua lunga carriera, che ha conosciuto picchi vertiginosi e tracolli tremendi, e che continua ancora oggi.

I primi anni

Alice Cooper, all’anagrafe Vincent Damon Furnier nacque il 4 febbraio 1948 a Detroit. Oggi compie 72 anni ed è ancora un incredibile ed elettrizzante performer!

Figlio di un predicatore del sud ovest degli Stati Uniti, Cooper si trasferì con la sua famiglia quando aveva 12 anni, prima in California e poi in Arizona, dove i Furnier vivevano in un parcheggio per roulotte.

Cooper sviluppò una passione precoce per la musica e al liceo formò la sua prima rock band. La storia della musica è piena di band formate al liceo, pensiamo ad esempio ai Beatles, ai Green Day, ai Cure e ai Nirvana, tanto per citarne alcuni.

A proposito di Beatles, la prima band di Cooper, che si chiamava Earwigs e poi ribattezzata The Spiders, faceva cover proprio del quartetto di Liverpool, ma anche dei Rolling Stones e degli Who – che Cooper adorava. Dopo aver esaurito la scena dei bar locali, il gruppo si trasferì a Los Angeles.

A questo punto avevano sviluppato un suono arrabbiato, diretto e oscuro, che inizialmente i critici detestavano. Tuttavia, con Cooper nel ruolo di frontman, la loro musica ottenne addirittura l’attenzione di Frank Zappa, che firmò un contratto discografico con i giovani musicisti.

La nascita di Alice Cooper

Nel 1969 i The Spiders cambiarono nome in Alice Cooper.

Secondo Smith e Dunaway, due membri della band, il gruppo stava giocando con una tavola Ouija, chiedendo delle vite passate, “Poi Vince [Furnier] si è seduto e ha chiesto alla tavola il suo nome in una vita precedente. Ha scritto Alice Cooper.”

Ma il frontman Furnier/Cooper, lo racconta in modo diverso. In un’intervista con lo Shreveport Times, Furnier ha pensato che il nome della loro band dovesse essere in netto contrasto con la loro teatralità sul palco.  Disse: ‘E se il nostro nome suonasse come se fossimo la zia di qualcuno?’ Serve un nome tipo di una vecchia signora tutta americana e dolce.

E così la band iniziò a chiamarsi Alice Cooper, non il frontman. Questo accadde tempo dopo quando Furnier, diventato solista, cambiò legalmente il suo nome in Alice Cooper.

Nel 1969, anno del cambio nome, la band pubblicò il suo primo album, Pretties for You. Un anno dopo uscì un album successivo, Easy Action.

Le esibizioni e l’incidente del pollo

Quasi immediatamente dopo l’uscita dei primi album, il gruppo si fece una certa reputazione per le esibizioni oltraggiose.

Vi ricordate un paio di settimane fa, quando abbiamo parlato del pipistrello lanciato a Ozzy Osbourne da un fan? Ecco , anche Alice Cooper visse una sorta di incidente dello stesso tipo, ma con un animale diverso.

Infatti fu un pollo vivo ad essere lanciato sul palco. Cooper rispose rilanciandolo al mittente, pensando sarebbe volato via. Invece il pubblico lo fece a pezzi!

In una versione modificata della storia, si diceva che Cooper avesse ucciso lui stesso l’uccello bevendone poi il sangue.

“Dopo quell’episodio dovremmo ottenere l’approvazione delle associazioni umanitarie in ogni città in cui suonavamo”, disse lo stesso Cooper, come riportato nel volume Alice Cooper… welcome to my nightmare… La vita del re dello shock rock  di Dave Thompson.

Quattro anni dopo raccontò la storia ad un’altra rivista e la modificò e, ogni volta, questa prendeva una piega diversa con nuove dicerie che, ovviamente, Cooper adorava e alimentava.

Nel 1997 addirittura raccontò a Kerrang! la seguente verità: “Le prime dieci file del pubblico erano tutte persone in sedie a rotelle. Sono stati gli invalidi a fare a pezzi il pollo”.

Non importa quale sia la verità in questo “pollaio” di informazioni, l’importante è lo show che intratteneva e scioccava migliaia di persone.

Le performance live contenevano infatti numerosi elementi scenici come ghigliottine, sedie elettriche, bambole assassinate e il famigerato boa (vero) attorcigliato al collo, oltre che per il caratteristico corpse paint, trucco facciale dalle sembianze “cadaveriche”.

Addirittura nel 1973 l’artista surrealista Salvador Dalí filmò il cantante, che indossava collane di diamanti e una tiara, mentre mordeva la testa da una piccola replica della Venere di Milo per un’opera olografica.

In quegli anni il gruppo pubblicò una serie di successi che entrarono nella discografia rock, come Killer (1972), School’s Out (1972), Billion Dollar Babies (1973) e Muscle of Love (1974).

La carriera solista

Nel 1974, Alice Cooper si separò dai suoi compagni di band e prese il nome con sé.

L’anno successivo pubbicò il suo primo album da solista, Welcome to My Nightmare, che gli valse continui elogi della critica e un grande successo commerciale. Lo stesso fortunato destino lo ebbe l’album Alice Cooper Goes to Hell del 1976.

Se negli album si parlava di finire male e andare all’inferno, anche la vita di Alice Cooper stava facendo la stessa fine. Si ritrovò a curarsi in una clinica di disintossicazione.

Alla fine del percorso, divenne un cristiano rinato e un cultore del golf, cose che gli hanno permesso di ritrovare la sua direzione. La critica tuttavia affermò che la sua musica non si riprese tanto quanto lui. Due dischi, Special Forces (1981) e Zipper Catches Skin (1982), si rivelarono particolarmente deludenti. Ma nel 1989, Cooper balzò di nuovo in vetta alla classifiche con l’album Trash.

Gli anni novanta si rivelarono il periodo più inattivo del cantante, che pubblicò solo due album in studio. Nel 1991 uscì Hey Stoopid, che ricevette buoni consensi. Nel disco collaborano grossi nomi del rock e dell’heavy metal come Ozzy Osbourne, Steve Vai, Joe Satriani, Slash e Nikki Sixx.

Progetti di Alice Cooper dal 2000

Negli ultimi 20 anni (e non è poco!) Cooper ha goduto di una serie di successi, sia in studio che altrove. Ha fatto un celebre cameo nel film Wayne’s World (1992), e in seguito è apparso di nuovo come sé stesso in Dark Shadows (2012) di Tim Burton.

Dopo quest’ultimo cameo, Cooper mette in cantiere il progetto di creare una nuova band con Johnny Depp, presente nel suddetto film. La band chiamata Hollywood Vampires esordisce nel 2015 e annovera anche Joe Perry, anche se vanta della partecipazione di tantissimi altri illustri nomi della musica, come Paul McCartney.

Nel 2004 ha lanciato il suo programma radiofonico di grande successo, Nights With Alice Cooper. Durante il programma, Cooper raccoglie le richieste e interpreta le sue canzoni preferite, risponde alle mail dei suoi fan ed intervista celebrità.

Negli ultimi anni Cooper si è riunito con i membri viventi della sua vecchia band, e nel 2011 il gruppo è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame.

Cooper continua a fare tournée e registrare nuova musica. Nel 2017 ha pubblicato Paranormal, che include contributi dei vecchi “colleghi di band” e di altri artisti famosi, come Billy Gibbons degli ZZ Top e Roger Glover dei Deep Purple.

E vogliamo parlare della Domenica di Pasqua 2018? L’acclamato senso teatrale di Cooper lo ha reso perfetto per la produzione televisiva dal vivo di Jesus Christ Superstar, trasmessa proprio quel giorno! Cooper ha interpretato il ruolo di Re Erode, accanto a John Legend come protagonista e Sara Bareilles come Maria Maddalena.

Hey Alice Cooper, mi raccomando per gli anni a venire, non smettere mai di “stoopirci”!

#youshockmyworld

#aliceinnightmareland

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