Beetlejuice…Beetlejuice…Beetlejuice!

Beetlejuice illustration by Zoa Studio
Beetlejuice illustration by Zoa Studio

Era il 30 marzo 1988 quando si sentì pronunciare (per 3 volte di fila) la parola Betelgeuse, meglio conosciuta come Beetlejuice!

Questa infatti è la data in cui il film, per la regia del nostro beneamato Tim Burton (già trattato varie volte in Christmas Explained o Miss Peregrine, ad esempio) fece il suo debutto nei cinema americani. La pellicola generò un enorme successo, diventando parte della cultura popolare internazionale.

Quindi celebriamo questo “spiritello porcello” (questa aggiunta nel titolo italiano è aberrante) raccontandovi la trama del film, la sua produzione e il suo lascito!

Beetlejuice, la trama

I prodromi

Barbara e Adam Maitland stanno facendo una vacanza nella loro bella casa nel New England. I due subiscono forti pressioni da Jane, un’agente immobiliare. La donna infatti sottolinea quanto la casa sia troppo grande per due e cerca di convincerli a rimetterla sul mercato.

Tuttavia i Maitland non sono convinti e si dirigono in città per evitarla. Sulla strada di casa sterzano per evitare di investire un cane. L’improvvisa sterzata spinge l’auto nel fiume e la coppia muore.

E qui inizia il bello. Nessuno dei due sembra rendersi conto di essere morto. Tornano a casa, ma Adam è confuso su come siano arrivati ​​lì. Decide quindi rintracciare i loro passi. Invece dei familiari punti di riferimento si ritrova in un paesaggio particolare, tutto deserto al di fuori di giganteschi vermi della sabbia a strisce. Quando Adam ritorna, la moglie Barbara gli dice che non solo è stato via per due ore ma gli comunica di aver trovato sul tavolino da caffè The Handbook For The Recently Deceased.

I due quindi si rendono conto di essere morti, esiliati a casa loro.

La casa dei Maitland torna rapidamente sul mercato (grazie a Jane) e viene acquistata dai newyorkesi Delia e Charles Deetz, che si trasferiscono con la figlia Lydia.  La nuova coppia cerca di ravvivare la casa, incaricando il loro decoratore, Otho, di ridipingere. Questo non si sposa bene con i gusti dei precedenti possessori, i Maitland, che odiano vedere la loro casa occupata da gente di città attenta allo status. Tentano di spaventare i Deetz affinché se ne vadano, ma senza successo. I Maitland si nascondono in soffitta e Adam chiude la porta, ma Lydia scopre una chiave a forma di scheletro ed entra in soffitta per stanarli, dopo averli già visti alla finestra.

L’arrivo di Beetlejuice

Mentre Adam e Barbara tengono la porta chiusa, una televisione in soffitta si accende, diffondendo una pubblicità di servizi di un “bioesorcista” specializzato nello spaventare i vivi, chiamato “Betelgeuse“. Adam consulta il “manuale dei morti” e crea una porta che conduce lui e Barbara in una sala d’attesa nell’aldilà.  Vengono presentati a Juno, una sorta di assistente sociale, che li rimprovera per la loro incapacità di infestare la casa. Li avverte anche di non reclutare Beetlejuice.

I Maitland ci riprovano, travestendosi di lenzuola per cercare di spaventare i Deetz. Ma non ci riescono.  Lydia è la persona meno spaventata di tutti e afferma di aver trovato il loro manuale, spiegando che “le persone viventi ignorano lo strano e l’insolito“. E poiché “strano e insolito” è esattamente come Lydia descrive sé stessa, accetta di aiutarli. Tuttavia, i suoi genitori si rifiutano di credere nella coppia spettrale.

Barbara Maitland è perplessa di tutto ciò. Trova un modellino di una città che presenta una minuscola lapide con inciso il nome “Betelgeuse”. Pronunciando male, quando dice “Beetlejuice” tre volte, lei e Adam vengono risucchiati nel modellino, dove riesumano il corpo di Beetlejuice.

Se ne pentono immediatamente. Beetlejuice sembra pazzo e ha una stranissima personalità. Che è la chiave di successo del film. La coppia continua a cercare di spaventare i Deetz, ma sempre senza successo. 

Succede di tutto

In realtà gli spettri hanno solo divertito e intrattenuto la famiglia Deetz e i vari ospiti.

I Deetz perquisiscono la soffitta e il decoratore Otho trova il Manuale. Betelgeuse si manifesta come un serpente mostruoso e li attacca fino a quando i Maitland non gli ordinano di fermarsi. Juno, l’assistente sociale, convoca i Maitland e li rimprovera per aver chiamato Betelgeuse e fornito prove dell’aldilà ai vivi. Quindi insiste affinché si sbarazzino dei Deetz ma il tutto sembra difficile, anche perché a Lydia piacciono molto i Maitland.

In un episodio, Lydia va in soffitta per salutare Barbara e Adam, ma invece si imbatte in Beetlejuice. Lo spirito cerca di convincerla a pronunciare il nome di quest’ultimo tre volte per aiutarla a trovare i Maitland. Il suo trucco sta quasi per funzionare ma Lydia si rende conto in un attimo che Beetlejuice era il serpente delle soffitta e realizza che probabilmente non l’aiuterà.

Appaiono i Maitland e Lydia dice  che vuole essere morta come loro. La coppia cerca di dissuaderla e le dicono che non spaventeranno più la famiglia, cercando invece di condividere la casa pacificamente. 

La risoluzione

Charles Deetz, dopo tutto il trambusto, ha l’idea di trasformare la città in una trappola per turisti a tema soprannaturale e convince il suo ex capo Maxie Dean a fargli visita. Maxie chiede a Charles una prova del soprannaturale.

Usando il Manuale, Otho invoca gli spiriti  di Adam e Barbara, ma questi iniziano a dissolversi. Quella che si pensava essere una seduta spiritica, in realtà è un esorcismo.

Lydia chiede quindi aiuto a Betelgeuse e lui accetta, a condizione che lei lo sposi in modo che possa essere liberato per entrare nel mondo dei vivi; lei accetta e lo invoca. Betelgeuse ferma l’esorcismo e si sbarazza di Maxie, di sua moglie e di Otho. I Maitland intervengono prima che la cerimonia sia completata, con Barbara che cavalca un verme della sabbia attraverso la casa per divorare Betelgeuse.

Adam e Barbara lottano per fermarlo, riuscendo a sconfiggerlo. Alla fine della vicenda, i Deetz e i Maitland occupano la casa insieme in armonia, avendo distrutto con successo Beetlejuice.

La “strana e insolita” Lydia è finalmente felice e in pace con sé stessa.

Il successo di Beetlejuice

I personaggi

Fin dalla data di uscita, il 30 marzo 1988, Beetlejuice ricevette critiche positive ed un enorme successo finanziario. Anche un Oscar per il miglior trucco nel 1989! Ma come mai?

Il motivo principale è che questo film riesce a sembrare originale anche oggi, oltre 30 anni dopo la sua realizzazione.  Questa storia fantasiosa che racconta di un aldilà grossolano, strano, spaventoso, ma stranamente ottimista, è qualcosa che non si era mai vista prima. In effetti, sarebbe originale ancora oggi. 

Il cast della pellicola, perfetto sotto ogni punto di vista, ha contribuito al successo della stessa. Abbiamo Alec Baldwin e Geena Davis nei panni di Adam e Barbara Maitland che, come detto prima, nel film muoiono in un incidente d’auto e si risvegliano come fantasmi nella loro casa. Già questo basterebbe come premessa! E poi ci sono i nevrastenici e cittadini Deetz (Jeffrey Jones e Catharine O’Hara) e la loro figlia goth  (Winona Ryder).

E vogliamo parlare di Michael Keaton, che ha dato vita allo sgradevolissimo ma indimenticabile Beetlejuice? I capelli selvaggi, quella specie di bava verde corrosa sul viso, l’abbigliamento che sembra quasi disegnato da Alexander McQueen in pieni anni ’80 e il suo umorismo rozzamente offensivo, rendono il personaggio in parte divertente, in parte spaventoso, ma oscuramente esilarante. 

Beetlejuice appare sullo schermo per un terzo del film, forse meno. Ma la sua presenza è così enorme, così totalizzante, che non ci rendiamo conto che la pellicola non parla di lui. Infatti parla di questo mondo, delle persone e dei personaggi che lo vivono, e del rapporto tra i vivi e i morti. 

Le tematiche

Ci sono i conflitti tra la vita e la morte, le sensibilità rurali e urbane e, naturalmente, il tentativo di spiegare questa visione altamente stilizzata dell’aldilà. Beetlejuice racconta di un microcosmo dove tutto è possibile.

Il film infatti non avrebbe funzionato se si trattasse solo di stupire il pubblico. C’è qualcosa di più che ha portato i produttori a dare milioni di dollari a Tim Burton per realizzare tutto questo. E gli spettatori lo hanno capito bene.

Oltre ai temi sopramenzionati, alla folle storia e alle immagini incredibili, gli spettatori si legano al personaggio interpretato da Winona Ryder, Lydia. È Lydia che ha la capacità di vedere i Maitland e di interagire con loro.  Ed è lei che finisce per colmare il divario tra non solo rurale e urbano ma, in definitiva, tra vita e morte.

Grazie alla sua forza e al suo coraggio, il film si conclude con una nota positiva: chiunque può essere felice se sei buono, gentile e accetti gli altri, a dispetto di come appaiono. Le tematiche dell’accettazione del diverso sono tanto care a Burton quanto lo sono per i suoi estimatori.

E la bontà e la gentilezza sono dei messaggi così positivi e quasi dissonanti per un film così folle che, alla fine, lo apprezziamo proprio per questo. Il bello si nasconde dietro ciò che bello non appare.

Derivazioni di Beetlejuice

Pochissimo tempo dopo la data dell’uscita del film, che celebriamo oggi, venne realizzata una serie animata televisiva chiamata In che mondo stai Beetlejuice?  Lo show fu sugli schermi dal settembre 1989 al dicembre 1991, con il regista Burton a fare da produttore esecutivo.

L’anno successivo allo show, nel 1992, la versione spettacolo teatrale fu portata agli Universal Studios, sia negli Stati Uniti che in Giappone.  In origine vi prendeva parte un cast che comprendeva mostri della Universal Classic come Dracula, Frankenstein e signora, l’Uomo Lupo e il Fantasma dell’Opera, eseguendo un mix di canzoni dagli settanta ai novanta. Sembra un concerto di Alice Cooper praticamente!

Dopo questi spettacoli, Beetlejuice prese piede anche in videogiochi (Lego Dimension) e in varie altre rappresentazioni.

Viaggiando fino agli anni 2000, ricordiamo che nel 2013 Tim Burton e la Warner Bros. tornarono sul progetto di Beetlejuice 2. A gennaio 2014, il regista confermò il seguito del film, ma la data  data di uscita non venne confermata. Solo qualche anno fa il progetto fu cancellato definitivamente. Guardando tutti i film diretti da Burton, non c’è mai stato un sequel ad una delle sue opere. Tuttavia, visto che questi sono tempi strani, e niente è più strano di Beetlejuice, perché non sperarci?

Conclusioni curiose

Concludiamo questo post di oggi con alcune curiosità su Beetlejuice, a partire proprio dai sequel.

Sembrava dovesse uscire un “Beetlejuice Goes Hawaian“. Ecco la trama accreditata e la sua locandina.

Beetlejuice Goes Hawaiian

L’ormai universitaria Lydia sta visitando un’isola tropicale hawaiana, Kanooka, dove i suoi genitori eternamente odiosi stanno progettando di aprire un hotel di lusso, “The Deetz Paradise”. Un gruppo di  locali è sconvolto dal fatto che l’hotel rovini l’ambiente dell’isola, ma le loro lamentele nei confronti di Deetz cadono nel vuoto. Oltre ai locali, una banda di antichi fantasmi hawaiani non è affatto contenta dell’hotel; cercano di reclutare Beetlejuice per spaventare Deetz e gli investitori, ma lui rifiuta perché la sua licenza di spaventare è stata revocata. 

E se questo non vi sembra abbastanza strano, pensiamo proprio al nome Beetlejuice, che è strano a tutti gli effetti! Se la traduzione in italiano è “succo di verme”, il nome originale pare derivi dalla stella Betelgeuse che si trova nella costellazione di Orione. Forse suonava bene perché, apparentemente, non ci sono altre spiegazioni! 

Come ultima cosa, proprio per capire quanto Beetlejuice possa aver influenzato la cultura popolare, vi dico solo che se state cercando il vostro “Handbook for the Recently Deceased”, andate su Etsy!

#bioexorcist

#summoningdemons

 

Please follow and like us:

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. The Butcher ha detto:

    Che lavoro meraviglioso. Tuttora amo quel film e lo rivedrei all’infinito .

    1. zoastudio ha detto:

      Concordo!! Tim Burton ci ha regalato dei film magnifici ^-^

Rispondi