David Bowie e l’Italia

David Bowie e l'Italia - Zoa Studio
David Bowie e l’Italia – Zoa Studio

Iniziamo questo 2021 con un’icona internazionale, il Duca Bianco, David Bowie, uno dei personaggi più influenti della cultura, non solo musicale, del ventesimo secolo.

I primi di gennaio regalano a Bowie non solo i natali (8 gennaio 1947) ma, purtroppo, segnano anche la data della sua scomparsa, 10 gennaio 2016.

La sua biografia, come lui d’altronde, è immensa, quindi, per ricordarlo, abbiamo pensato di raccontarvi delle curiosità che legano il protagonista di oggi all’Italia; come avevamo fatto con Freddie Mercury qualche tempo fa… vi ricordate?

Con l’articolo di oggi vi auguriamo di scoprire molte cose nuove ed interessanti…ed è lo stesso augurio che rivolgiamo ai nostri lettori per quest’anno appena cominciato.

David Bowie e la paura di suonare in Italia

La leggenda racconta che fu Lou Reed ad instillare in Bowie la strizza di venire nel nostro Paese, a quanto pare per i casini che solo noi italiani riusciamo a combinare. Io personalmente ne vado anche un po’ fiera, perché in realtà è questo nostro essere casinisti e appassionati a farci amare come pubblico dai musicisti!

Ad ogni modo la paura passa il 25 marzo 1987, quando Bowie va in scena al Piper Club di Roma in uno show indimenticabile.  In quell’occasione Bowie annuncia il suo primo tour italiano. Ecco le tappe:

  • 9 giugno a Firenze, Stadio Comunale;
  • 10 giugno a Milano, Stadio Meazza;
  • 15 e 16 giugno a Roma, Stadio Flaminio;
  • 18 luglio a Torino, Stadio Comunale

Il tour è un successo clamoroso anche se nella seconda data di Roma si verificano degli inconvenienti con lancio di lacrimogeni che inducono Bowie a tagliare corto il set.

Da questo tour nel 1987, però, David Bowie non mancò mai di includere l’Italia. Tornò nel 1990 per il Sound + Vision, nel 1991 per il It’s MyLife Tour, poi ancora nel 1996 per l’Outside Tour.

L’anno successivo, nel 1997 Bowie ci fece ancora visita per l’Earthling Tour mentre nel 1999 tenne un unico concerto promozionale di HOURS al Teatro Smeraldo di Milano.

Infine il 15 luglio 2002 Bowie tenne un concerto a Lucca per il tour di HEATHEN e il 23 ottobre 2003 al Fila forum di Assago l’ultima data italiana in assoluto.

Ma se abbiamo la certezza di quando fu l’ultima data di Bowie in Italia, in realtà la prima non è così certa, perché il Duca Bianco pare cantò nel Belpaese a fine anni 60. Per saperne di più leggete il prossimo paragrafo!

Il Festival di Montesummano Terme

David Bowie e l’allora manager Kenneth Pitt (come racconta quest’ultimo nel libro The Pitt Report) arrivarono in Italia, precisamente a Monsummano, ben prima del 1987. Era infatti il 31 luglio del 1969.

Bowie qualche sera prima aveva inviato un telegramma ad Angela Barnett (che poi diventò sua moglie) con su scritto “Town Monsummano Terme 30th Small Town Two Hotels Love Bowie”. In poche parole, la traduzione era, o meglio l’interpretazione: “posto piccolino, vieni qui”. Angela infatti lo raggiuse e i due passarono insieme qualche giorno alle terme.

Ma il reale motivo per cui Bowie si trovava lì era il Il Festival Internazionale del Disco, una specie di Sanremo (a cui poi partecipò nel 1997).

Ognuno dei concorrenti in gara riceveva di default uno sponsor locale che forniva vitto e alloggio. A David Bowie toccò il Calzaturificio Fiorella. E già qui questo aneddoto ha dell’incredibile.

Ma non finisce così. L’esibizione di ogni artista prevedeva due cose. Numero uno: una canzone cantata con l’accompagnamento musicale fornito dall’organizzazione. Numero due: un pezzo del proprio repertorio cantato su una propria base registrata.

Bowie sul palco portò When I Live My Dream, un pezzo vecchio di due anni, sebbene solo poco tempo prima fosse uscito Space Oddity. 

Nella finale del sabato 3 agosto 1969 vinse Maria Del Carmen, nome d’arte Cristina. Al secondo posto, David Bowie. Direi che dopo il Calzaturificio Fiorella e questo, abbiamo sentito davvero tutto!

Ma gli dei della musica hanno sistemato poi le cose: nonostante la vittoria di Cristina, il parco del Museo di Arte Contemporanea e del Novecento di Villa Renatico Martini, in centro a Monsummano, oggi porta il nome del secondo classificato, David Bowie.

David Bowie e la canzone italiana

Qualche riga fa abbiamo nominato Space Oddity. Anche a questa canzone si lega un aneddoto tricolore.  A lavorare al testo adattato di questo brano in italiano, cantato da Bowie, fu Mogol.

Il pezzo si chiama Ragazzo Solo, Ragazza Sola.  Bowie era convinto che il pezzo fosse stato tradotto più che adattato mentre lo cantava, ma poi venne a sapere che non si parla di Major Tom e della sua avventura spaziale, ma di due innamorati lasciati.

A proposito di Mogol citiamo una curiosità legata a Lucio Battisti, con cui Mogol collaborò proficuamente.  In più occasioni Bowie dichiarò Lucio Battisti come uno dei due autori di canzoni migliori al mondo. L’altro citato da Bowie è Lou Reed.

Bowie adattò una canzone di Battisti per una cover del collega musicista e amico Mick Ronson. L’adattamento si intitola Music is lethal e uscì nell’album di debutto di Ronson del 1974, Slaughter on 10th Avenue. Voci di corridoio raccontano di una versione non ufficiale cantata dallo stesso Bowie.

Altra curiosità. Qualche anno più tardi, nel 1986, Bowie partecipò al film “Absolute Beginners” che racconta la vita londinese all’inizio degli anni ’60 e in cui Bowie è anche attore. Una delle tracce della colonna sonora del film, da lui realizzata, è una cover della canzone più famosa di Domenico Modugno, nonché una delle più conosciute al mondo intero: Nel blu, dipinto di blu (Volare).

Non dimentichiamo che David Bowie è stato anche uno degli artisti più coverizzati in Italia. I Bluvertigo nell’ album Zero incisero una versione di Always crashing in the same carThe Jean Genie fu riproposta da Enrico Ruggeri nel suo Punk prima di te del 2004. I Profeti invece incisero la loro versione di Starman appena dopo l’uscita del disco originale sul mercato internazionale nel 1972.

David Bowie e la campagna pubblicitaria di Benetton

Chiudiamo la storia del David Bowie “italiano” parlando del rimando di quest’ultimo a Benetton. E’ l’artista stesso a chiarire questo aneddoto, molto importante e significativo nella sua autobiografia: Sono L’uomo delle Stelle.

L’intervistatore chiede qui a Bowie: Come mai citi Benetton in Black Tie White Noise?
Ecco la risposta di Bowie: perché ho trovato sospetto che Spike Lee facesse qualcosa per loro. Sai, mi è sembrato che la lettura delle relazioni razziali attraverso le pubblicità della Benetton fosse quasi un insulto. Ma, d’altra parte, stiamo assumendo che ogni dichiarazione fatta debba essere altruista. Voglio dire, cosa conta di più davvero: l’altruismo o l’opportunismo? Me lo domando…Voglio dire, dal momento che ha umanizzato e dato dignità agli atleti neri, la Nike sta facendo un lavoro di promozione delle relazioni razziali migliore di quello del Governo?
(…) ha aperto un varco e li ha presentati come degli esseri umani in carne e ossa in grado di pensare avere delle opinioni proprie, e questo ha molto seguito ed è qualcosa di molto seducente e, sì, naturalmente vende carichi e carichi di Nike. Ma ha fatto qualcosa anche nell’ambito delle relazioni razziali?

A seguire parte del testo della canzone in cui si trova il rimando a Benetton.

Getting my facts from a Benetton ad
I’m lookin’ through African eyes
Lit by the glare of an LA fire
I’ve got a face, not just my race, Bang Bang I’ve got you babe

Ed ecco a voi un paio di foto che siamo riuscite a recuperare della campagna pubblicitaria “E se / what if”!

campagna Benetton "E se / what if"
campagna Benetton “E se / what if”

Conclusione

Speriamo davvero di aver reso un diverso omaggio a David Bowie, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa, con queste curiosità tutte italiane.

Ma oggi, 10 gennaio, non saremo gli unici a farlo. In realtà è da qualche giorno che Bowie viene celebrato. Mike Garson, storico pianista di David Bowie, ha organizzato un tributo virtuale dedicato al musicista – intitolato “A Bowie Celebration: Just For One Day!” – che è andato in onda l’8 gennaio.  La band è composta da musicisti che hanno suonato con Bowie nel corso della sua carriera, dal debutto fino all’ultimo album, Blackstar. 

Lo show ha ospitato performance esclusive di Trent Reznor, Billy Corgan e altri artisti, tra cui Perry Farrell, Joe Elliott, Gavin Rossdale, l’attore Gary Oldman, Macy Gray e molti altri.

Ti ricordiamo sempre David, hope you enjoyed the show!

#absoluteitalian

#italianoddity

 

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