Christina Rossetti, poetessa tra i folletti

Omaggio a Christina Rossetti di Zoa Studio
Omaggio a Christina Rossetti di Zoa Studio

L’esame su Christina Rossetti è stato di gran lunga il mio preferito ai tempi dell’università, ormai parecchi anni fa!

E’ quindi oltremodo un piacere raccontarvi la storia di questa poetessa britannica, sorella del pittore/poeta preraffaellita Dante Gabriel Rossetti, di William Michael e Maria Francesca. Il padre, Gabriele Rossetti, era un poeta italiano. La madre, Frances Polidori, era la sorella del medico di Lord ByronJohn William Polidori. Quest’ultimo è famoso per aver scritto Il vampiro, il primo racconto della letteratura moderna su questa creatura leggendaria.

Christina nacque quindi in una famiglia in cui dominavano la pittura e la letteratura, e scelse la seconda strada. Ora vi raccontiamo come si è sviluppato il suo talento nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa.

Primi decenni di Christina Rossetti

Christina Georgina Rossetti nacque il 5 dicembre 1830 a Londra.

Come introdotto qualche riga fa, Christina era la figlia minore di Gabriele Rossetti ed era la sorella del pittore-poeta Dante Gabriel Rossetti.

Nel 1847 il nonno Gaetano Polidori stampò  un volume dei Versi di Christina, in cui sono già visibili i segni del talento poetico. Nel 1850, sotto lo pseudonimo di Ellen Alleyne, contribuì con sette poesie alla rivista preraffaellita The Germ.

Tre anni più tardi, quando la famiglia Rossetti si trovò in difficoltà finanziarie, Christina aiutò sua madre a lavorare in una scuola a Frome, nel Somerset, ma con poco successo. Nel 1854 le due dovettero tornare a Londra dove, poco dopo, morì Gabriele Rossetti, padre di Christina.

In ristrettezze economiche, Christina iniziò le sue opere in compagnia della madre, dimostrando devozione al genitore, alla religione e alla scrittura, in particolare quella di poesie.

Christina era un membro fervente della Chiesa Anglicana e, per questo motivo, nel 1850 ruppe il suo fidanzamento con l’artista James Collinson, un membro originale della Confraternita preraffaellita, perché era diventato cattolico. Per ragioni simili rifiutò Charles Bagot Cayley nel 1864, sebbene tra loro fosse rimasta una calda amicizia. In questo la Rossetti ricorda molto un’altra scrittrice, Jane Austen, di cui vi abbiamo raccontato un paio di settimane fa.

Le opere

Nel 1862 Christina Rossetti pubblicò Goblin Market and Other Poems e nel 1866 The Prince’s Progress and Other Poems, entrambi con frontespizio e decorazioni del fratello Dante Gabriel.

Queste due collezioni, che contengono la maggior parte delle sue opere migliori, l’hanno affermata tra i poeti del suo tempo. Le storie nella sua prima opera in prosa, Commonplace and Other Short Stories (1870), non sono di grande merito, ma Sing-Song: a Nursery Rhyme Book, con illustrazioni di Arthur Hughes, occupa un posto importante tra i libri per bambini del XIX secolo.

Nel 1871 Christina fu colpita dal morbo di Graves, un disturbo della tiroide che ne rovinò l’aspetto e lasciò la sua vita in pericolo. Accettò la sua afflizione con coraggio e rassegnazione, sostenuta dalla fede religiosa, e continuò a scrivere, pubblicando una raccolta di poesie nel 1875 e  A Pageant and Other Poems nel 1881.

Ma dopo l’inizio della sua malattia si concentrò principalmente su scritti devozionali in prosa. Time Flies (1885), un diario in versi e prosa, è il più personale di questi lavori. Christina era considerata un possibile successore di Lord Alfred Tennyson, come poeta laureato, ma sviluppò un cancro fatale nel 1891. New Poems (1896), pubblicato postumo da suo fratello, conteneva poesie non stampate e precedentemente non raccolte.

The Goblin Market and Other Poems

Nel 1862 Christina Rossetti pubblicò la sua raccolta di poesie “Goblin Market and Other Poems” (Il mercato dei Folletti e altre poesie), la più famosa fino ad oggi, che ebbe un enorme successo di critica. Contiene alcune poesie ampiamente celebrate, come appunto Goblin Market, Maude Clare, The Convent Threshold e Up-Hill

Bellissima l’edizione illustrata da Arthur Rackham, uno degli illustratori dell’epoca d’oro Vittoriana (vi ricordate Kay Nielsen ed Harry Clarke?)

Christina Rossetti aveva solo 31 anni al momento della pubblicazione della raccolta ed è stata ampiamente accolta da i critici come la più importante poetessa della sua generazione. La famosa collega poetessa Elizabeth Barrett Browning morì nel 1861 e Christina fu identificata come il suo naturale successore.

The Goblin Market

“The Goblin Market” di Rossetti racconta la storia di due sorelle, Laura e Lizzie, che interagiscono con un gruppo di folletti.  All’inizio della storia, le sorelle sentono il richiamo dei folletti nei boschi “come buy, come buy” e poi ascoltano il racconto ammonitore di Jennie, che ha assaggiato le merci dal mercato dei folletti e ha sprecato il resto della sua vita struggendosi per il frutto.

Laura cede comunque alla tentazione, offrendo una ciocca dei suoi capelli in cambio di un assaggio dei frutti dei folletti. Più tardi, Laura scopre che non può sentire i folletti né riesce a trovarli. Comincia a deperire, proprio come era successo a Jennie.

Lizzie riconosce che sua sorella sta morendo e cerca i folletti. Arriva e resiste alla tentazione del frutto, facendo arrabbiare i folletti abbastanza da tentare di forzare il frutto su di lei, coprendole il corpo con la polpa e il succo dei frutti.  Lizzie torna da Laura così può avere un altro assaggio del frutto direttamente dal suo corpo. Le azioni di Lizzie e il gusto della frutta assaggiata curano Laura dal suo male. Il racconto è vividamente descritto e ha connotazioni non poco erotiche.

Gridò “Laura,” lungo il giardino,
“Ti sono mancata?
Vieni a baciarmi.
Non pensare ai miei lividi,
abbracciami, baciami, succhia i miei succhi
spremuti dalla frutta dei folletti per te,
polpa dei folletti e rugiada dei folletti.
Mangiami, bevimi, amami;
Laura, guardami bene:
per amor tuo ho affrontato la vallata
e ho avuto a che fare coi mercanti uomini folletto.”

La fine della poesia segue Laura e Lizzie fino all’età adulta quando raccontano ai loro figli la storia del mercato dei folletti e del sacrificio di Lizzie che salva la sorella.

Interpretazione

Il frutto nella poesia che i folletti vendono è stato interpretato in vari modi: i critici hanno a lungo visto la descrizione erotizzata del frutto esotico come un simbolo di tentazione (sessuale). Laura rappresenta la donna “caduta” che soccombe alle astuzie maschili e ne viene rovinata.

Non dobbiamo dimenticare che Christina Rossetti fu volontaria dal 1859 al 1870 presso la casa di beneficenza St Mary Magdalene di Highgate, un rifugio per ex prostitute, e si suggerisce che Il Mercato dei Folletti possa essere stato ispirato dalle “donne cadute” che ha conosciuto.

Alcuni critici hanno visto altro in questa tentazione e tracciato parallelismi tra la dipendenza di Laura dal frutto esotico nella poesia e l’esperienza della tossicodipendenza. Nella Gran Bretagna vittoriana infatti, la dipendenza dall’oppio era un vero problema sociale, essendo l’oppio, come i frutti del ‘Mercato dei Folletti sia dolce che amaro (cioè con un lato positivo e uno negativo), ed anche esotico (visto che l’oppio proveniva dall’Oriente ).

Altri ancora hanno notato che Laura e Lizzie vivono da sole, senza genitori o tutori, una situazione piuttosto non convenzionale per due giovani sorelle vittoriane. In parte per questo motivo, e in parte perché il frutto della poesia è descritto come “proibito”, i critici hanno interpretato “Goblin Market” come un esempio di omosessualità femminile. Anche se il narratore della poesia racconta che Lizzie pensava che la loro amica morta Jeanie “avrebbe dovuto essere una sposa”, Laura e Lizzie sono nubili fino alla fine della poesia, che è ambientata anni dopo, quando sono notevolmente più grandi. E nubile è rimasta anche Christina Rossetti.

Qualunque sia l’interpretazione di Goblin Market, resta comunque una poesia moderna, stratificata, divertente ed intelligente, sicuramente all’avanguardia.

La morte e il lascito di Christina Rossetti

Il 28 dicembre 1894 Christina Rossetti si spense a causa del cancro.
Quando io sarò morta, mio carissimo,
non cantare canzoni tristi per me;
non piantare rose alla mia testa
nè ombroso albero di cipresso:
sia la verde erba su di me
con acquazzoni e gocce di rugiada umida;
e se tu vuoi, ricorda
e se tu vuoi, dimentica…
Christina Rossetti, 1862
Sotto l’umiltà, la devozione e la vita tranquilla e santa di Christina Rossetti c’era un temperamento appassionato e sensuale, una percezione critica e un vivace senso dell’umorismo: davvero lei e Jane Austen si assomigliano.
Parte del suo successo come poeta deriva dall’essere riuscita a unire proprio questi aspetti apparentemente contraddittori della sua natura.
Negli anni ’80 iniziò una riscoperta di Rossetti quando la critica femminista intraprese un riesame della sua poesia (in particolare Goblin Market), esplorando la sua rappresentazione dei legami tra sorelle, della creatività femminile e della sessualità.
Le tendenze odierne tendono a ricontestualizzare Christina Rossetti nella cultura vittoriana e verso l’interesse critico per una gamma più ampia delle sue opere, tra cui la sua narrativa, la saggistica e la poesia per bambini. Altri critici però vorrebbero vedere l’influenza di Rossetti solo come scrittrice femminile e non mainstream.
Quello che resta anche oggi della sua poesia è l’essere riconosciuta come tra le più belle e innovative del periodo…da entrambi i sessi.

#comebuycomebuy

#apoemforall

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