The Smashing Pumpkins

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Ho una relazione conflittuale con i numeri. Non mi sono mai pesata dopo la quinta elementare, non mi misuro la pressione anche se dovrei, non associo eventi a date. Mi accontento di sapere che esistono e potrebbero essere quantificabili. Ecco perchè ciò che segue mi risulterà ostico.

Quando è uscito Mellon Collie and the Infinite Sadness degli Smashing Pumpkins avevo 13 anni (ho appena preso carta e penna) e dovevo ancora arrivare ad un tipo di ascolto musicale: è con l’adolescenza che arrivano tutta una serie di sensazioni, pensieri, umori. Nella maggior parte dei casi.

Nel 1998 esce Adore e l’immagine della band e la loro musica mi arriva tutta. A quel punto lì Zero e Bullet with butterfly wings me le sento cucite addosso.

In questi ultimi anni in cui anche le band più incazzate manifestano un senso di divino che si riflette nell’umano e di umanità in lotta titanica contro un sistema orgnizzato, ancora quel nichilismo tutto personale e interiore che da emptiness is loneliness che trova la sua chiusura dialettica in god is empty just like me e che fa notare che con una logica negoziatrice che se jesus was an only son, tell me i’m the chosen one trova in me un punto di verità assoluta.

Perchè diciamocelo, a volte all’umanità vorresti solo dare fuoco e il bellissimo presupposto che stiamo tutti nella stessa barca salta. E comunque non so voi, ma il sentimento despite all my rage i’m still just a rat in a cage non credo sia qualcosa che si estingue, al massimo muta. Soprattutto la condizione del ratto. Io personalmente invece sono sempre molto legata alla prima: despite all my rage… ecco perchè non mi misuro la pressione.

In ogni caso su di me l’immagine di Billy Corgan e l’estetica degli Smashing Pumpkins hanno sempre influito pesantemente nella mia ricerca visiva. I primi anni in cui ho frequentato l’Accademia di Belle Arti, quando ho iniziato a lavorare sulla mia estetica (e sto ancora lavorando sia chiaro!) quella realtà lì, consapevolmente e inconsapevolemente era il posto dove andavo ad attingere con Machina, The Everlasting Gaze e Stand Inside Your Love che per me è stato il punto più alto di tutto il loro universo. Per me Stand Inside Your Love è il video più bello della storia (Stand inside your love).

Un paio di giorni fa sono stata a Bologna a vedere le oltre 3 ore di concerto degli Smashing Pumpkins in tour con il loro nuovo album  Shiny and Oh So Bright  ( www.smashingpumpkins.com ) con un copertina che è molto Chicago anni ruggenti o che tenta di esserlo nello stile, perchè invece di alzare lo sguardo sfidando l’orizzonte come le statue dei grattacieli dell’America d’acciaio, questa sorta di Icaro si ripiega su se stesso. Ci prova ad essere epico, ma in fondo la luce abbaglia.

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Shiny and Oh So Bright cover

Quasi 20 anni dopo Machina mi ritrovo ancora affascinata da Billy e Co. che hanno percepito lo spirito alato fiero di Zeitgeist, ma alla fine della fiera sembrano ancora il topo nel labirinto e ancora una volta la riflessione si introietta dentro, nell’individuo o nell’artista che diventa icona. L’androgino personaggio di Billy Corgan, senza una identità specifica di genere, ma puro intelletto, più spettro che spirito, non chiede più di essere jesus ma la Madonna, come se Corgan alla fine della scala verso il Paradiso crede che CAN be saved da una entità che può comprendere perchè ha vestito i suoi panni come la metà perfetta di sè stesso o come se la croce è un pò troppo heavy  e chi intercede struggendosi del proprio dolore sia un ruolo abbastanza speciale e unico.

 

 

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