Alma Mahler, la donna che visse tre volte

Ritratto a matita di Alma Mahler di Zoa Studio
Ritratto a matita di Alma Mahler di Zoa Studio

Oggi, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa, l’11 dicembre 1964, vi raccontiamo la storia e la vita di Alma Mahler.

Nota per i suoi rapporti con uomini celebri, Alma Mahler è molto di più dei mariti che ha avuto, e noi ve lo raccontiamo.

Anche perché ci piace parlare di artiste, particolari, affascinanti, straordinarie: vi ricordate ad esempio Artemisia Gentileschi ? O, ancora, Julie Taymor?

Quindi, cominciamo…anche perché dobbiamo dipanare insieme una questione sulla protagonista di oggi. Oggi parliamo di una musa capricciosa oppure una vittima del maschilismo della sua epoca?

Alma Schindler e Gustav Klimt

Alma Maria Schindler nacque il 31 agosto 1879 a Vienna.

Figlia del pittore Emil Schindler, Alma crebbe circondata da arte e da artisti. Studiò arte con il pittore Gustav Klimt, con cui aveva fatto amicizia, che le fece anche diversi ritratti. Alma infatti era particolarmente affascinante e fu descritta come una giovane dagli occhi viola e dal corpo pieno.

La ragazza sedusse Klimt e lui le propose di fuggire insieme. Lei accettò, ma i suoi genitori intercettarono delle comunicazioni tra i due e Klimt dovette porgere delle scuse ufficiali alla famiglia Schindler.

Alma e Klimt continuarono ad incrociarsi e appare evidente che lui fosse più invaghito di lei che lei di lui. Ecco le parole del pittore: “Il tuo fascino non smette di catturarmi, anzi, diventa sempre più forte”. Ma Alma, come riportato nella sua autobiografia rispose al corteggiamento di Klimt con queste parole: “Fu il primo grande amore della mia vita, ma allora ero solo una bambina, immersa nella musica e lontana dal mondo”.

Becoming Alma Mahler

È proprio vero: l’interesse principale di Alma era per la musica, anche se pochi sanno che fosse un po’ sorda. Era una pianista di talento e studente di composizione musicale con Alexander von Zemlinsky, compositore e direttore d’orchestra austriaco. Con quest’ultimo Alma ebbe una storia; fisicamente lo detestava, ma subiva l’influenza del suo fascino. Da notare che, prima di lei, il compositore non aveva mai ammesso alcuna donna come studente.

Nel 1902, all’età di 23 anni, Alma sposò Gustav Mahler (quarantenne circa all’epoca), che capitolò velocemente. Mahler le dedicò varie sinfonie e movimenti musicali, come ad esempio la Sinfonia n. 6 e la Sinfonia n. 8.

Ad Alma non piaceva la musica del marito, tanto da farle affermare “Mahler è un mediocre, così spaventosamente mediocre che dovrò mentire tutta la vita”. È che sognava di diventare una grande compositrice anche se, il marito, in un primo momento, la scoraggiò dal comporre, chiedendole invece di occuparsi di lui, più come una segretaria o cameriera che come una moglie.

Ma Alma di musica ne compose e la leggenda narra che lo scettico Mahler cambiò idea dopo aver ascoltato le sue composizioni.

Da Alma Mahler a Alma Gropius

Alma Mahler, sentendosi isolata e poco apprezzata, cominciò a bere e ad ingrassare. Il marito, per curarla, la mandò in una clinica in cui si usava la terapia del ballo. Ed è alla clinica che Alma incontrò Walter Gropius, un giovane architetto, nel 1910. Gropius diventò il suo amante. Un giorno Mahler si recò dalla moglie, pazzo di rabbia, e le mostrò una lettera in cui Gropius chiedeva la sua mano.

Mahler però non stava bene di salute, aveva infatti degli attacchi di cuore. Alma lo sostenne negli ultimi mesi della sua vita e, nel 1911, Mahler morì.

Ci furono molte chiacchiere su Alma dopo la morte del marito. Venne criticata in primis perché aveva sposato un ebreo e poi perché lo aveva tradito.

Lei non portò il lutto (era la volontà del defunto) e, qualche tempo dopo, ebbe una relazione con il pittore Oskar Kokoschka. All’epoca il pittore aveva 26 anni, Alma 32. Lui fu sopraffatto da lei, tanto da firmarsi con il nome di Oscar Alma Kokoschka e da dipingerla molte volte, in particolare ne La Tempesta del 1914.  Il pittore era geloso pazzo di lei e parecchio possessivo e tirannico, e di questo Alma si stancò presto. Tanto che lo spinse ad arruolarsi.

Nel 1915 Alma sposò quindi il suo amante, l’architetto Walter Gropius. Divorziarono qualche anno più tardi, dopo la prima guerra mondiale. Sembrava che la loro fosse la storia perfetta: affascinanti e sensuali entrambi, anime dei salotti viennesi. Gropius e Alma ebbero una figlia, Manon, che morì nell’adolescenza.

Alma Werfel

Mentre era ancora sposata con Gropius, Alma incontrò Franz Werfel. Anche quest’ultimo, come Kokoschka, era più giovane di lei. Alma si invaghì di lui perché era pieno di talento. Purtroppo Werfel era anche pigro e fu Alma infatti a spingerlo a scrivere tanto da diventare famoso. A differenza degli altri uomini, Werfel ci mise molto a capitolare. Alma divorziò da Gropius nel 1918. Rimase incinta di Werfel e lui le intimò: “Mi devi sposare. Ho capito il vero significato di questo figlio. Ci è stato mandato per consentirmi di rinascere in te. Hai bisogno di me”.

Si sposarono nel luglio del 1929. Il figlio venuto a “far rinascere” lo scrittore, purtroppo morì in tenera età.  Werfel e la moglie Alma litigavano spesso, ma ormai lei stava invecchiando e non aveva più voglia di essere la femme fatale della sua giovinezza. Infatti non ebbe nessun nuovo amore, ma solo un amante, un prete.

Werfel la accusò di essere incapace di amare, ma rimase con lei. I due comprarono una villa, che diventò una sorta di museo degli amori di Alma. Conteneva infatti i ritratti di Kokoschka e la Decima di Mahler.

Alla fine degli anni ’30 i Werfel lasciarono la Germania nazista, stabilendosi negli Stati Uniti. Qui Alma continuò il suo ruolo di “patrona delle arti”, riunendo Arnold Schoenberg, Igor Stravinsky, Thomas Mann e molti altri artisti.

Werfel, che aveva già goduto di una moderata fama negli Stati Uniti come autore, ottenne un successo popolare con il suo romanzo The Song of Bernadette e poi con il postumo Star of the Unborn.

Franz Werfel, che aveva avuto gravi problemi cardiaci durante il suo esilio, morì di infarto in California nel 1945, un quinquennio dopo il trasferimento negli States. Alma non andò al suo funerale, affermando “Non ci sono mai andata”.

Gli ultimi anni di Alma

Nel 1946, Alma Mahler-Werfel divenne ufficialmente cittadine statunitense. All’inizio degli anni ’50 Alma si trasferì a New York, sperando di lasciarsi alle spalle i ricordi dolorosi vissuti a Los Angeles.

Nel 1960 Alma terminò la sua famosa e già menzionata autobiografia, And the Bridge is Love.  Walter Gropius dichiarò il suo disappunto per la descrizione della loro storia e anche Thomas Mann prese le distanze da quanto scritto. In aggiunta, le parti del testo che contenevano considerazioni sulla politica e sull’antisemitismo furono eliminate nella versione in tedesco che uscì col titolo Mein Leben, ma il lavoro fu ugualmente criticato.

Due anni dopo, Alma ebbe la possibilità di assistere alle prove dell’Ottava Sinfonia di Gustav Mahler (a lei dedicata) sotto la direzione di Leonard Bernstein a New York. Visse abbastanza a lungo per assistere alla rinascita delle composizioni di Mahler, le cui registrazioni furono utilizzate anche come colonna sonora in “Alma“.

L’11 dicembre 1964 Alma morì nel suo appartamento a Manhattan, dove aveva trascorso l’ultimo decennio della sua vita. Fu sepolta l’8 febbraio 1965 nel cimitero Grinzing di Vienna, nella stessa tomba della figlia Manon Gropius, a pochi passi dal suo primo marito Gustav Mahler.

Alla sua morte venne scritto un necrologio sul New York Times, ripreso dai detrattori della Mahler, specie Tom Lehrer che scrisse una ballata, “Alma”, su quanto la donna fosse stata capricciosa e avesse comandato a bacchetta i mariti.

Il lascito: Alma Mahler film

Dieci anni dopo la sua morte uscì il film Mahler, del regista Ken Russell. Nel film, Alma viene interpretata da Georgina Hale e il coniuge Gustav da Robert Powell.

Interessante è ciò che accade circa vent’anni dopo l’uscita del film, cosa che fa capire quanta influenza ancora abbia la figura di Alma Mahler. Nel 1996, lo scrittore israeliano Joshua Sobol e il regista austriaco Paulus Manker hanno creato Alma, un’opera teatrale che ha visto oltre 400 spettacoli a Venezia, Lisbona, Los Angeles, Petronell, Berlino, Semmering, Gerusalemme e Praga, tutti luoghi in cui la Mahler-Werfel aveva vissuto. Lo spettacolo addirittura è stato trasformato in una miniserie televisiva in tre parti nel 1997.

Nel 2001 esce un altro film sulla protagonista di oggi, Bride of the Wind, in cui Alma è stata interpretata dall’attrice australiana Sarah Wynter. Gustav Mahler è stato interpretato dall’attore britannico Jonathan Pryce (sì, proprio lui, L’Alto Passero del Trono di Spade).

Qualche anno più tardi, nel 2010, il regista tedesco Percy Adlon e suo figlio fanno uscire il film Mahler auf der Couch (Mahler sul divano), che racconta il tormentato rapporto di Gustav Mahler con la moglie Alma e l’incontro di quest’ultima con Sigmund Freud nel 1910. Nell’introduzione del film , i registi hanno affermato: “Che sia successo è un dato di fatto. Come è successo è una finzione.

Conclusione

Come possiamo vedere, Alma Mahler non è mai stata dimenticata. Oltre ad una biografia incredibile, atipica e anticonvenzionale, la donna può vantare  anche un’importanza storica.

Infatti è stata per decenni considerata la principale autorità sui valori, il carattere e il comportamento quotidiano del maturo Gustav Mahler, e le sue pubblicazioni divennero rapidamente la fonte principale del materiale sia per gli studiosi di Mahler che per gli amanti della musica.  Citando le gravi contraddizioni tra i racconti di Alma e altre prove, compresi i suoi diari, diversi storici e biografi hanno iniziato a parlare del “Problema Alma”.

Tuttavia, sebbene “problematiche” non possiamo non riconoscere che le distorsioni deliberate dell’autrice hanno avuto un’influenza significativa su diverse generazioni di studiosi, interpreti e amanti della musica. Nei suoi 85 anni di vita, Alma Mahler – Werfel ha vissuto due guerre mondiali e cambiamenti nella civiltà come non si erano mai verificati in precedenza.

E li ha raccontati attraverso i suoi occhi, gli occhi di una donna probabilmente troppo emancipata per la sua epoca. Come altre donne di cui abbiamo raccontato in precedenza: Mata Hari, Sarah Bernhardt, la Contessa di Castiglione. E quando una donna è così, è normale sia considerata “Il Problema Alma”.

#brideofthewind

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