Niki de Saint Phalle e il Giardino dei Tarocchi

Foto dal Giardino dei Tarocchi di Niki De Saint Phalle
Foto dal Giardino dei Tarocchi di Niki De Saint Phalle

Oggi vi raccontiamo la storia di Niki de Saint Phalle, un’artista incredibile e a dir poco visionaria, in occasione dell’anniversario della sua nascita. E in occasione di un recente viaggio del team Zoa Studio a Capalbio e al Giardino dei Tarocchi, una sorta di castello dell’artista.

Scopriamo tutto insieme…è dai tempi di Artemisia Gentileschi che non vi parliamo di un’artista donna. Sebbene le storia sia molto diversa tra le due, quella della protagonista di oggi non è di certo meno interessante.

Ma andiamo con ordine raccontandovi la vita di Niki e le meravigliose opere che ci ha lasciato.

Biografia di Niki de Saint Phalle

Infanzia e adolescenza

Niki nasce Catherine Marie-Agnès Fal de Saint Phalle il 29 ottobre 1930 in Francia. Il padre è francese, la madre americana. È la seconda di cinque figli di una famiglia benestante che però perde la propria fortuna a causa della crisi del mercato azionario.

La giovane trascorre la maggior parte della sua infanzia e adolescenza a New York, anche se la famiglia mantiene forti legami con i parenti in Francia. Da adolescente dimostra precocemente il suo temperamento artistico dipingendo di rosso le foglie di fico delle sculture classiche della sua scuola.

I primi passi di Niki dal punto di vista professionale non sono mossi nell’arte ma nel mondo della moda. Lavora infatti come modella, con fotografie che appaiono nelle riviste VogueLife. A 18 anni scappa di casa con l’amico d’infanzia Harry Mathews.

La carriera d’artista

Agli inizi degli anni 50, Niki inizia a realizzare i suoi primi dipinti mentre suo marito studia musica all’Università di Harvard. Laura, la loro prima figlia, nasce a Boston nel 1951.

L’anno successivo, Niki si trasferisce a Parigi per studiare teatro e recitazione. Nel 1953, viene ricoverata in ospedale per un esaurimento nervoso, e qui scopre che la pittura l’aiuta a superare la crisi. Molla quindi la recitazione per dedicarsi esclusivamente ad altro tipo di arte.

Dopo la guarigione, Niki e Harry tornano a Parigi e Niki viene incoraggiata da altri artisti a continuare a dipingere nel suo stile unico da autodidatta.

Nel 1955 nasce il secondo figlio della coppia, a Maiorca dove si erano trasferiti. In Spagna, Niki scopre il lavoro di Antonio Gaudí ed è profondamente colpita, in particolare dal Park Güell di Barcellona, ​​che le dà l’idea di creare il proprio giardino di sculture con l’utilizzo dei materiali più disparati. Cosa che diventerà un elemento essenziale della sua arte.

Gli anni 60

Harry e Niki tornano a Parigi e nel 1960 si separano. Harry si trasferisce in un nuovo appartamento con i bambini. Niki invece crea uno studio e continua i suoi esperimenti artistici. Entro la fine dello stesso anno Niki e Jean Tinguely si trasferiscono insieme, vivendo in una colonia di artisti.

Niki entra infatti a far parte del gruppo di artisti Nouveau Réalisme, ed è l’unica donna del gruppo, che include Arman, Christo, Yves Klein, Jean Tinguely e Jacques de la Villeglé, tra gli altri.

Marcel Duchamp presenta Niki e Tinguely a Salvador Dalì: tutti insieme vanno in Spagna per creare una scultura a forma di toro che esplode, a grandezza naturale con gesso, carta e fuochi d’artificio per celebrare la fine di una corrida.

E scusate se qui si insinua una riflessione personale…Jack Kerouac (di cui vi abbiamo parlato la scorsa settimana) conosce dei grandi personaggi perché frequenta il Greenwich Village a New York, Niki de Saint Phalle viene presentata a Salvador Dalì…ma io, in questo periodo di “reclusione forzata” e pochi viaggi, chi potrei mai conoscere abitando in una cittadina del Basso Piave? Magari Hemingway se fossi nata un centinaio di anni fa…vabbè, andiamo avanti!

Le nanas

Niki e Tinguely si trasferiscono in una vecchia locanda di campagna fuori Parigi alla fine del 1963. Niki inizia a creare rilievi figurativi: rappresentazioni conflittuali di donne, con alcune che partoriscono, oltre a draghi, mostri e spose. Nel 1965 Niki realizza le sue prime Nanas, figure femminili archetipiche.

Per la prima mostra di Nanas, viene pubblicato il primo libro d’artista di Niki. Questo si sviluppa in un’altra delle prolifiche forme d’arte di Niki: opere grafiche scritte a mano sotto forma di inviti, poster, libri e altri scritti. Nel 1966, Niki collabora a Hon (svedese per “lei”) per il Moderna Museet di Stoccolma. La forma esterna di Hon è una Nana sdraiata gigante con un ambiente interno inserito tra le sue gambe. Questo pezzo attira l’attenzione di tutto il mondo.

Niki disegna anche i gonfiabili Nana, una riproduzione in plastica che viene prodotta e distribuita in larga scala negli Stati Uniti.

Gli anni ’70

Tra viaggi, commissioni per abitazioni private e altri progetti architettonici “fantastici”, Niki e Jean Tinguely si sposano, il 13 luglio 1971.

Fino agli anni 70, Niki non aveva ricevuto alcuna commissione dall’Italia, ma dal Belgio, Gerusalemme e Francia ne erano arrivate parecchie.  In Italia però Niki realizza  il suo primo design di gioielli per GEM Montebello Laboratory, a Milano.

Qualche tempo dopo Niki viene ricoverata in ospedale per una grave malattia polmonare (causata dalla costante inalazione di resine durante il suo lavoro) e si riprende sulle montagne svizzere. Mentre è lì, incontra una vecchia amica che aveva conosciuto a New York negli anni ’50, Marella Caracciolo Agnelli (la moglie di Gianni Agnelli).

Niki condivide con Marella il suo sogno di costruire un giardino di sculture basato sui simboli dei Tarocchi. I fratelli di Marella, Carlo e Nicola Caracciolo, le offrono un appezzamento di terreno a Garavicchio in Toscana, Italia, come sito per realizzare il suo sogno. La massiccia impresa del giardino consumerà i pensieri e le energie di Niki per quasi vent’anni.

Il giardino dei Tarocchi

Ed eccoci al nostro viaggio! Le immagini all’inizio dell’articolo sono state scattate in loco un paio di settimane fa.

Niki realizza i primi modelli relativi alle figure che saranno rappresentate nel Giardino dei Tarocchi e le fondamenta vengono poste nel 1978. Nel 1980 inizia la costruzione della prima scultura architettonica, La Papessa, che rappresenta la creatività e la forza femminile.

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Niki trascorrerà la maggior parte del decennio successivo sul posto. Nel 1982 si trasferisce all’interno della sua stessa opera, per la precisione dentro L’Imperatrice, un edificio progettato a forma di sfinge che funge da studio e casa. Ad ogni scultura del Giardino, Niki ha dato ella stessa una descrizione e, per quanto riguarda la sua casa/imperatrice, ha affermato:

“L’imperatrice è la grande Dea. E’ la Regina del cielo. Al tempo stesso madre, puttana, emozione, magia sacra e civiltà. All’imperatrice ho dato la forma di una sfinge. Ho vissuto per anno all’interno di questa madre protettiva. Mi serviva anche come luogo di incontro con coloro che lavoravano a questo progetto. E’ qui dentro che ci riunivamo a prendere il caffè. E su tutti noi la Sfinge ha esercitato il suo fascino fatale”.

Se volete fare una visita del Giardino dei Tarocchi e scoprire tutte le frasi di Niki che accompagnano le sue fantastiche opere, ecco la mappa  interattiva: http://ilgiardinodeitarocchi.it/visit/interactive-map/

Gli anni ’80

Proprio all’inizio del decennio, il Museo di Ulm organizza la prima retrospettiva del lavoro grafico di Niki de Saint Phalle. Le altre retrospettive verranno tenute rispettivamente a Parigi e in Giappone.

Sempre negli stessi anni, Niki crea oggetti di design: sedie, vasi e lampade a forma di serpente. E, addirittura, crea un profumo, con una fiala scultorea, che porta il suo nome per la Jaqueline Cochran Company. I soldi del profumo serviranno a finanziare l’amato Giardino dei Tarocchi, dove Niki trascorre la maggior parte del suo tempo tra il 1984 e il 1987.

Non paga di tutte le attività, Niki lavora a sostegno della prevenzione dell’AIDS. A tal proposito, in collaborazione con il Dr. Silvio Barandun, Niki scrive e illustra il libro AIDS: You Can’t Catch It Holding Hands. Da sottolineare, questo testo informativo viene pubblicato in sette lingue.

Dagli anni 90 al 2002

Nel 1991, Niki realizza un modello in grande scala per Le Temple Idéal, un luogo di culto per tutte le religioni. Questa scultura architettonica era stata originariamente concepita nei primi anni ’70 come risposta all’intolleranza religiosa che osservava mentre lavorava a Gerusalemme.

E sempre nello stesso anno, Niki de Saint Phalle perde il marito. Jean Tinguely muore  nell’agosto di quell’anno. In suo onore, Niki realizza le sue prime sculture cinetiche, le Meta-Tinguelys.

Per motivi di salute, alla fine del 1993, Niki si trasferisce a La Jolla, in California, dove passa i successivi otto anni. A La Jolla crea uno studio per lavorare con specchi, vetro e pietre, materiali che utilizza sempre più spesso nelle sue sculture invece che nella pittura.

Nel 2000, lavora alla serie Black Heroes, un omaggio a eminenti afroamericani, inclusi atleti e musicisti come Miles Davis e Louis Armstrong. Nello stesso anno Niki de Saint Phalle viene anche insignita del 12 ° Premio Imperial Praemium in Giappone, considerato l’equivalente del Premio Nobel nel mondo dell’arte.

Come possiamo immaginare, i lavori non smettono per Niki, che combatte da tempo contro una aggressiva artrite reumatoide. Niki de Saint Phalle muore il 21 maggio 2002, all’età di 71 anni a La Jolla, in California.

Il lascito di Niki de Saint Phalle

Con la supervisione della nipote di Niki, Bloum Cardenas, e dei suoi assistenti di lunga data, i progetti a cui Niki stava lavorando vengono comunque completati. Come ad esempio La Grotta del giardino degli Hannover, che apre nel marzo 2003, con decorazioni a mosaico di vetro, specchi e ciottoli, nonché una serie di figure dipinte e scolpite.

Il Circolo Magico della Regina Califia (che si ispira alla storia, al mito e alla leggenda della prima California, dei nativi americani e della cultura mesoamericana e allo studio delle piante e della fauna selvatica autoctona) apre al pubblico il 26 ottobre 2003, l’anno successivo alla morte di Niki. Questo è il suo primo giardino americano e l’ultimo grande progetto realizzato dall’artista prima della morte.

Niki Charitable Art Foundation

Poco dopo la sua morte, viene fondata la Niki Charitable Art Foundation, un’organizzazione senza scopo di lucro, viene fondata per promuovere e proteggere l’eredità artistica di Niki.

Come si legge dalla sezione mission del sito della fondazione “Dalla sua collezione, la Fondazione mette le opere d’arte a disposizione dei musei di tutto il mondo per mostre….Niki ha fatto queste donazioni, in parte, per facilitare la creazione di mostre itineranti per garantire che il pubblico potesse vedere la sua arte. La Fondazione ha completato queste donazioni prestando ulteriori opere d’arte di Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely.

La Niki Charitable Art Foundation possiede i diritti d’autore sulle opere di Niki de Saint Phalle e autorizza mostre e pubblicazioni sull’artista e le sue opere d’arte in tutto il mondo. In aggiunta, la Fondazione cerca di promuovere e migliorare la comprensione del pubblico delle opere d’arte di Saint Phalle e fornisce assistenza nella ricerca, restauro autorizzato delle sue opere e registrazione delle opere attribuite all’artista”.

In conclusione, non ci resta che ringraziare Niki de Saint Phalle, per averci lasciato tanta bellezza. La bellezza, come diceva Hegel, ci rivela la verità attraverso una percezione “sensibile”, dei sensi. E niente è più sensibile di una passeggiata una domenica pomeriggio nel Giardino dei Tarocchi, tra specchi, sculture e un vortice di colori.

#phallinginlove

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giardino dei tarocchi

 

 

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