Arthur Rimbaud, l’Alchimista della parola

Arthur Rimbaud by Zoa Studio
Arthur Rimbaud by Zoa Studio

Nel giorno che commemora la morte di Arthur Rimbaud, scomparso il 10 novembre 1891, si palesa una grossa sfida per chi sta scrivendo questo pezzo. Primo, rendere giustizia ad uno dei miei (e non solo miei!) poeti preferiti in un articolo, non è impresa semplice.

Secondo, cercare di riassumere una vita così intensa, incredibile e che ha ispirato generazioni e generazioni di artisti, e provando magari ad essere non banale, è davvero un duro lavoro, ma verrà svolto con piacere!

Vi raccontiamo quindi la biografia di Arthur Rimbaud, le sue meravigliose opere e l’impatto che queste e la sua esperienza hanno avuto sui poeti moderni: fra tutti, non possiamo non citare Patti Smith.

Biografia di Arthur Rimbaud

Jean-Nicolas-Arthur Rimbaud nacque il 20 ottobre 1854 nella piccola città francese di Charleville. Il padre, un capitano dell’esercito, abbandonò la famiglia quando Rimbaud aveva solo sei anni.

All’età di tredici anni, aveva già vinto diversi premi per la sua scrittura e l’abilità nel comporre versi in latino. La madre disapprovava l’interesse del giovane Arthur per la letteratura.

Ma l’amore per la letteratura è un fuoco che non si può spegnere, e Rimbaud iniziò a scrivere in modo prolifico già dal 1870. Nello stesso anno, con la scuola chiusa durante la guerra franco-prussiana, tentò due volte di scappare da Charleville, fallendo.

Rimbaud scrisse quindi al poeta Paul Verlaine per ricevere supporto, e quest’ultimo lo invitò a vivere a Parigi con lui e la moglie. Rimbaud e Verlaine divennero ben presto amanti. Poco dopo la nascita del figlio, Verlaine lasciò la famiglia per vivere con Rimbaud.

Durante la loro relazione, durata quasi due anni, i due poeti frequentarono i letterati parigini e viaggiarono. Mentre si trovavano a Bruxelles nel 1873, un litigio scoppiò tra i due e Verlaine ubriaco sparò a Rimbaud nella mano. Verlaine fu imprigionato e Rimbaud tornò a Charleville, dove scrisse gran parte di Une Saison en Enfer.

Rimbaud scrisse tutte le sue poesie nell’arco di circa cinque anni, concluso intorno al 1875. Le opere successive sono altro tipo di scritture, dove emerge una  lotta costante per il successo finanziario.

Arthur Rimbaud trascorse gli ultimi vent’anni della sua vita lavorando all’estero, precisamente nelle città africane come commerciante coloniale.

Nel 1891 Rimbaud si recò a Marsiglia per vedere un medico per un dolore al ginocchio. I medici furono costretti ad amputargli una gamba, ma il cancro purtroppo continuò a diffondersi. Rimbaud morì il 10 novembre 1891, all’età di trentasette anni.

Paul Verlaine pubblicò le sue opere complete nel 1895.

Le opere e lo stile

L’aspetto determinante della carriera di Rimbaud è la ricerca di un nuovo linguaggio poetico. Dopo aver inizialmente cercato di imitare i poeti romantici, solo il lavoro di Louis Racine e Charles Baudelaire guadagnò il suo rispetto.

Nelle sue opere, tra cui citiamo le più famose Lettera del veggente, Una stagione all’infernoIlluminazioni, appaiono evidenti alcune tematiche essenziali. Il viaggio di scoperta, il mondo del bambino, il fenomeno della rivolta, si sviluppano insieme al desiderio di ridefinire la parola poetica, di liberarla dalle catene delle convenzioni della forma per arrivare ad un mezzo di espressione molto più duttile e flessibile.

In questo desiderio, Jack Kerouac con le sue “regole” per dare vita alla scrittura, assomiglia molto ad Arthur Rimbaud.

Rimbaud è stato uno dei primi ad utilizzare sistematicamente distorsioni e dissociazioni. Ad esempio ha fatto uso dei verbi al posto degli aggettivi per dar forza alle proprie parole o utilizzava aggettivi principalmente per evocare colori precisi. Pensiamo ad esempio a Voyelles (Vocali)

I, porpora, sputo di sangue, riso di belle labbra
nella collera o nelle ebrezze penitenti;
U, cicli, fremiti divini di mari verdi,
pace dei pascoli disseminati di animali, pace delle rughe
che l’alchimia scava nelle ampie fronti studiose;

Rimbaud ha sperimentato differenti metriche, ma aveva l’abilità di scrivere anche con versi liberi. Anche il tono varia di poesia in poesia, una volta troviamo un discorso volgare diretto, altre linguaggio tecnico e scientifico.

Solo un “alchimista della parola” può fare tutto questo.   “La sua forma era musicale”, osservò il poeta Paul Claudel. E non ci stupisce che le poesie di Rimbaud ne abbiano ispirati tanti, di musicisti…ma questo lo vediamo tra poco!

Il lascito

La vita straordinaria di Rimbaud, con i suoi trionfi precoci, gli scandali e le avventure mercenarie in esotiche località africane, è arrivata fino ad oggi ad eccitare l’immaginazione popolare.

I critici hanno conferito in vario modo al suo personaggio altrettanto varie qualità. Dal martire al teppista, dal ribelle alla vittima, ciò che invece è indiscutibile è la portata del contributo di Rimbaud alla letteratura francese moderna.

Molti poeti del XX secolo furono influenzati non solo dal potere dei suoi versi ma anche dagli ideali visionari di Rimbaud. E non solo i poeti furono influenzati. Riferimenti al poeta francese li troviamo, come già detto prima, nei film, in spettacoli teatrali, in documentari, nell’architettura e, nella musica.

Citiamo qualche esempio particolarmente significativo:

  • 1964. La guerra di Piero, la famosissima canzone di Fabrizio de André prende spunto da uno dei sonetti più famosi di Rimbaud, Le dormeur du val.
  • 1976. Nell’album Elisir di Roberto Vecchioni appare A.R. (Arthur Rimbaud), brano di cui il cantautore lombardo ha scritto il testo e la musica.
  • 1989: la città di Marsiglia dedica un monumento a Rimbaud, rappresentante una delle poesie più famose, Il Battello Ebbro.

    https://media-cdn.tripadvisor.com/media/photo-m/1280/19/ef/75/99/20191105-125357-largejpg.jpg

  • Nel 1995 la  relazione tra Rimbaud e Verlaine è oggetto dei Poeti dall’inferno (Total Eclipse), dove Rimbaud è interpretato da Leonardo DiCaprio e Verlaine da David Thewlis.
  • 2007. Lo sceneggiatore e regista Todd Haynes si ispira al grande poeta per la figura di Arthur, uno dei sei personaggi ispirati alla musica e alla vita di Bob Dylan nel film Io non sono qui, interpretato dall’inglese Ben Whishaw.

E, a proposito di esempi significativi, l’influenza di Arthur Rimbaud pervase così tanto Patti Smith che…continuate a leggere!

L’influenza di Arthur Rimbaud su Patti Smith

Sia per Patti Smith che Robert Mapplethorpe, la cui relazione é narrata in Just Kids, la figura di Rimabud é quasi mitologica. Robert ne illustrò alla sua maniera Una stagione all’inferno, nel 1986 attraverso un set di otto fotoincisioni, la più famosa delle quali é un autoritratto con le corna da diavolo.

Nel 2017 Patti Smith acquista addirittura la casa dove il poeta francese visse per diverso tempo e dove appunto scrisse nel 1873, all’età di 19 anni, Una stagione all’inferno: il capolavoro assoluto del Decadentismo.

L’edificio, che si trova a Roche, piccolo borgo francese in cui vivono una novantina di abitanti, situato a due passi dal confine con il Belgio, ha subìto negli anni varie vicissitudini. Raso al suolo dai tedeschi quando lasciarono il paese durante la Prima Guerra Mondiale, venne ricostruito nelle stesse forme e sullo stesso luogo, diventando meta di pellegrinaggio per i fan dello scrittore maledetto, idolo degli adolescenti di innumerevoli generazioni; negli ultimi anni, però, era caduto in rovina.

Secondo L‘Ardennais, ad informare la cantautrice statunitense (a sua volta poetessa) dello stato decadente della casa era stato Alain Tourneux, presidente dell’Associazione Internazionale ‘Amici di Arthur Rimbaud’. E lei è subito intervenuta in soccorso del vero e proprio cimelio, in omaggio al suo primo idolo di adolescenza: “Ho dedicato tanti dei miei sogni da ragazzina a Rimbaud. Era come se lui fosse il mio fidanzato”, aveva dichiarato in un’intervista del 1996.

Per comprendere l’influenza, l’attaccamento “carnale” di Patti Smith a Rimbaud, leggete la bellissima Dream of Rimbaud: http://bifurcatabifurcaria.blogspot.com/2014/03/dream-of-rimbaud-by-patti-smith.html. 

Eccone una piccola parte tradotta:

Oh Arthur Arthur. siamo nell’Aden in Abissinia, a fare l’amore
fumando sigarette, ci baciamo, ma è molto di più, azzurro,
piscina blu, lago della marea nera, telescopio delle sensazioni, animato,
Golfo cristallino, sfere di vetro colorato che esplodono,
cucitura di tenda berbera che si divide, aperture, aperte come una grotta,
aperto più ampio, resa totale.

E’ necessario aggiungere altro? Da queste ultime parole di Patti Smith appare evidente che Arthur Rimbaud non è solo una figura dominante del Simbolismo o una sorta di ribelle dalla vita intensissima.

E’ una delle più alte rappresentazioni dei sentimenti che ci caratterizzano, in quanto esseri umani, che diventano parola.

#bohemianlikeyou

#enfantprodige

Please follow and like us:

4 commenti Aggiungi il tuo

Rispondi