Il mio nome è Dio, Ronnie James Dio

Le corna di Ronnie James Dio

Come la scorsa settimana, quando ho ricordato il primo ascolto di Paint It Black, curiosamente anche nel caso di Ronnie James Dio ricordo esattamente che cosa accadde il giorno della sua scomparsa, che oggi commemoriamo.

Era appunto il 16 maggio 2010. Da qualche giorno mi ero trasferita dalla caotica Milano alla più tranquilla periferia veneziana. Un da poco ex collega, Marco, adoratore della bella musica, con un’ossessione per i King Crimson, mi aveva mandato un messaggio: “E’ morto Ronnie James Dio…ma non poteva morire Madonna?”.

Dalla risata su una battuta incredibilmente caustica pian piano quel giorno pensai che all’”inferno rock” che io ho sognato tante volte, si aggiungeva un’altra anima, per l’appunto quella di Ronnie James Dio. Ma ripercorriamo la sua storia, insieme ad alcune curiosità e ai suoi più grandi successi, per ricordarlo 11 anni dopo la sua scomparsa.

Da Ronald Padavona a Ronnie James Dio

Ronald James Padavona (questo il suo vero nome) nacque il 10 luglio 1942 a Portsmouth, Stati Uniti, da una famiglia italo-americana, come è facile intendere dal cognome.

Da bambino, Ronald imparò a suonare la tromba e suo padre gli fece prendere lezioni per due ore ogni giorno. Ma la tromba non dava gli effetti sperati, specie sulle ragazze, così il giovane imparò a suonare il basso da autodidatta. In aggiunta, mentre cresceva, Ronnie ascoltava moltissime opere liriche, ed è stato così influenzato vocalmente dal tenore americano Mario Lanza.

Durante il liceo, Ronnie fondò anche il suo primo gruppo rock-n-roll, The Vegas Kings, in seguito chiamato Ronnie and the Rumblers e poi Ronnie and the Red Caps. Sebbene Padavona abbia iniziato la sua carriera rock-n-roll alla tromba, che suonava benissimo, aggiunse il canto e di tanto in tanto anche il basso, che aveva appunto imparato a suonare per rimorchiare le ragazze.

All’età di 18 anni Ronnie si diplomò alla Cortland High School. Rifiutò una borsa di studio alla prestigiosa Juilliard School of Music e si iscrisse invece all’Università di Buffalo per specializzarsi in farmacologia. Non si laureò in questa materia ma, del 2000, dichiarò invece di essersi laureato in storia e inglese.

Come detto poco fa, Ronnie cominciò ad amare e suonare rock n roll al liceo, con i Vegas Kings e, proprio in quegli anni trasformò il suo cognome da Padavona a Dio. Sull’origine della scelta di “Dio” ci sono varie teorie. Una è che Dio è la parola italiana per God, affibbiata dalla nonna, ma la realtà è che il nome d’arte deriva dal mafioso italo-americano Johnny Dio, il cui vero nome era Giovanni Ignazio Dioguardi.

La carriera di Ronnie James Dio

Fino agli Elf

All’inizio degli anni 60 I Ronnie And The Red Caps cambiarono il loro nome in Ronnie Dio And The Prophets. Con questo nome, la formazione durò a lungo e produsse diversi singoli e un album. Non ci fu mai una vera “fine” per Ronnie Dio and the Prophets o un “inizio” per The Electric Elves.

In questa band Ronnie gestì sia la voce che il basso mentre Nick e il cugino di Ronnie, Dave Feinstein offrirono una doppia collaborazione con la chitarra.

Dopo essersi ripreso da un mortale incidente automobilistico nel febbraio 1968, che uccise il chitarrista Nick Pantas e mise Dio e gli altri membri della band brevemente in ospedale, il gruppo accorciò il suo nome in The Elves e lo usò fino alla metà del 1972, quando pubblicò il suo primo vero album sotto il nome di Elf.

Dopo essere stati notati dal bassista dei Deep Purple, Roger Glover, e dal batterista Ian Paice, questi si sono offerti di produrre un album per loro. Nell’aprile 1972 la band andò con i due membri dei Deep Purple per registrare un album allo Studio One di Atlanta, in Georgia, in America. Le sessioni in studio produssero l’album di debutto della band, che era semplicemente intitolato “Elf”, e pubblicato per l’etichetta Purple Records.

I Rainbow

A metà degli anni ’70 l’incredibile voce di Ronnie James Dio catturò l’orecchio del chitarrista dei Deep Purple Ritchie Blackmore. Blackmore invitò Dio insieme a Gary Driscoll a registrare due canzoni a Tampa, in Florida. Blackmore ha dichiarato nel 1983, “Ho lasciato i Deep Purple perché avevo incontrato Ronnie Dio, ed è stato così facile lavorare con lui. Inizialmente stava per fare solo una traccia di un LP solista, ma abbiamo finito per fare l’intero LP in tre settimane, cosa di cui ero molto entusiasta.

E, sull’onda di questo entusiasmo, Blackmore decise di reclutare altri membri degli Elf e di formare una band, inizialmente conosciuta come Ritchie Blackmore’s Rainbow. Nel 1975 esce l’album di debutto, In seguito vengono pubblicati altri album. In questi Dio è accreditato come creatore dei testi e per la collaborazione con Blackmore sull’arrangiamento musicale. Qualche anno dopo, nel 1979, i due si lasciarono.

I Black Sabbath

Proprio nel 1979, grazie ad un incontro fortuito con Toni Iommi, Dio si unì ai Black Sabbath per rimpiazzare il licenziato Ozzy Osbourne. Vi ricordate questa storia? Ve l’abbiamo già raccontata qui. I due crearono subito un legame e la canzone che scrissero insieme in un solo giorno, “Children of the Sea“, apparve nell’album Heaven and Hell, il primo che la band registrò con Dio come cantante, pubblicato nel 1980.

Nell’album successivo, con l’arrivo del batterista Vinny Appice, i conflitti di personalità all’interno della band iniziarono ad emergere, fino al 1982, anno in cui scoppiò un conflitto per il missaggio dell’album Live Evil. Il conflitto portò i due alla fine a lasciare la band nello stesso anno, ma con il desiderio di lavorare ancora insieme.

Nel 1991, Dio tornò ai Black Sabbath per registrare l’album Dehumanizer. L’album è stato un successo minore, raggiungendo la Top 40 nel Regno Unito e la posizione 44 nella Billboard 200.

Nell’ottobre 2006, Dio si è unito ai membri dei Black Sabbath Tony Iommi, Geezer Butler e l’ex batterista dei Black Sabbath Vinny Appice per un tour sotto il nome di Heaven & Hell. La band scelse questo nome dato che Iommi e Butler erano ancora ai Black Sabbath con Ozzy Osbourne e hanno ritenuto che fosse meglio usare un soprannome diverso per la versione “Dio” della band.

L’anno successivo la band registrò tre nuove canzoni con il nome Black Sabbath per l’album compilation Black Sabbath: The Dio Years. Quello dopo ancora la band fece un tour mondiale di 98 date e realizzò un album, Heaven & Hell, The Devil You Know, acclamato dalla critica. Avevano anche pianificato di rilasciare un follow-up nel 2010 cosa che, purtroppo, non venne realizzata.

Altri progetti

Dio fu davvero molto prolifico in vita. Nel 1982, con il sopramenzionato Vinny Appice, fondò la band Dio, che realizzò più di qualche album.

Nel 1985, il nostro protagonista di oggi contribuì alla risposta del mondo metal a Band Aid e USA for Africa con il progetto Hear ‘n Aid. Con un ensemble heavy metal all-star, Dio ha cantato alcune delle parti vocali del singolo “Stars” e un album pieno di canzoni di altri artisti, i cui ricavati vennero dati in beneficenza.

Nel 1997, Dio fece un cameo in In a Metal Mood: No More Mr. Nice Guy di Pat Boone, un album di famose canzoni heavy metal mentre nel 1999, è stato parodiato nel programma televisivo South Park, nell’episodio “Hooked on Monkey Fonics“.

Tenacious D incluse una canzone tributo intitolata “Dio” nel loro album omonimo. La canzone spiega come si debba “passare il testimone” a una nuova generazione. Secondo quanto riferito, Dio lo ha approvato e ha fatto apparire Tenacious D nel suo video “Push” di Killing the Dragon nel 2002. È anche apparso nel film Tenacious D in The Pick of Destiny, interpretando sé stesso.

Nel 2005, in aggiunta, Dio si è rivelato essere la voce dietro a Dr. X in Operation: Mindcrime II, il sequel del concept album di Queensrÿche Operation: Mindcrime.

La morte

Il 25 novembre 2009, Dio annunciò che gli era stato diagnosticato un cancro allo stomaco. L’anno successivo, il 4 maggio, la band Heaven & Hell cancellò tutte le date estive a causa delle condizioni di salute di Dio.

Il 16 maggio 2010 Dio si spense a causa della sua malattia. Due settimane dopo la sua morte, si tenne una cerimonia commemorativa pubblica presso la Hall of Liberty, Forest Lawn Hollywood Hills, Los Angeles. La sala era così piena che i fan seguirono il memoriale su più schermi giganti ai lati della sala, che trasmettevano anche un documentario di accompagnamento sulla carriera di Dio dai suoi primi giorni con gli Elf al suo progetto finale con gli Heaven & Hell.

Sulla tomba di Ronnie James Dio sono incise le famose “corna” che amava tanto fare con la mano. A tal proposito vi lasciamo con un aneddoto:

Ero nel mio cortile che cercavo di posizionare questo gnomo da giardino su un pendio”, ha spiegato. “Questo è un pezzo di ornamento da giardino davvero pesante, probabilmente 60 libbre o giù di lì. Comunque, è caduto, sono caduto tra i cespugli e poi ho cominciato a scivolare in fondo alla collina. La mia mano atterrò su una roccia e lo gnomo vi atterrò, schiacciando il mio pollice tra la roccia e lo gnomo. Ho solo guardato la mia mano e il primo pensiero che mi è balenato in mente è stato: ‘Come diavolo farò a fare le corna adesso? Questo è il mio marchio di fabbrica!

A proposito di corna, secondo una versione fornita dallo stesso cantante, l’atto deriva direttamente dal classico gesto apotropaico italiano, che di solito faceva sua nonna.

Il lascito di Ronnie James Dio

50 anni di carriera, vissuti con professionalità, passione e dedizione, hanno reso Dio uno dei più grandi e più influenti artisti heavy metal di tutti i tempi è ben riassunto nella storia degli averi di Dio.

Addirittura in Bulgaria, nella città di Kavarna, dove si sono tenuti nel corso degli anni vari concerti rock e metal, è stata eretta una statua in omaggio a Ronnie James Dio, che aveva calcato proprio il palco di quella città qualche anno prima della sua morte.

Dopo la morte di Dio, esattamente 666 dei suoi beni furono venduti all’asta di Julien a New York nel 2018. “Sono lieta che la vasta collezione di oggetti di Ronnie andrà ai suoi fan, musei e collezionisti in tutto il mondo da mostrare a tutti per vederli e divertirsi “, ha commentato la moglie Wendy. “Questi articoli sono molto speciali per me, ma riconosco l’importanza storica di qualsiasi cosa abbia a che fare con Ronnie e lui vorrebbe che i suoi fan fossero in grado di possederli, apprezzarli e vederli per molti anni a venire”.

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