Dalla A a…Zorro!

Illustrazione di Zoa Studio a tema Zorro
Illustrazione di Zoa Studio a tema Zorro

E’ passato più di un secolo, ma quando pensiamo ad una lettera “scritta” con la spada, l’unica che ci viene in mente è la Z di Zorro! Oggi vi raccontiamo tutta la storia.  Dall’origine, quel 6 agosto del 1919, ad oggi; con dettagli su tutto, dalla A alla Z…di Zorro!

L’origine di Zorro

Cominciamo con dire che Zorro in spagnolo significa volpe, ma che questo animale non è mai stato un emblema di Zorro. Nel 1919, l’autore Johnston McCulley inizia a scrivere una serie di romanzi popolari su un paladino della giustizia spavaldo e furbissimo (ecco il perché del nome). Questa storia, inserita nella serie La Maledizione di Capistrano, è stata la prima di 65 storie immensamente popolari in cui l’eroe romantico combatte l’ingiustizia nella California spagnola.

Don Diego de la Vega sta a Zorro come Oliver Queen  sta a Green Arrow: la similitudine non è a caso dato che entrambi prendono spunto da Robin Hood!

Quando Don Diego però veste i panni di Zorro sceglie di vestirsi di nero con una maschera sugli occhi e sfrutta le sue doti di abilissimo cavaliere ed esperto spadaccino mentre si muove silenziosamente e rapidamente di notte come una volpe.

Lascia inoltre un iconico biglietto da visita, una “Z” intagliata nei vestiti o, a volte, direttamente nella carne dei suoi avversari. L’identità di questo uomo mascherato rimane sempre un mistero per i suoi nemici. Ma non per i nostri lettori!

Chi è davvero Zorro?

La figura storica più spesso associata al personaggio di Zorro è Joaquin Murrieta, la cui vita è stata creata in un romanzo del 1854 di John Rollin Ridge. Nel film del 1998 The Mask of Zorro il finto fratello di Murrieta, Alejandro, succede a Diego come Zorro. In quanto eroe con un’identità segreta che schernisce i suoi nemici firmando le sue azioni, Zorro trova un diretto predecessore letterario in Sir Percival Blakeney, eroe della serie Scarlet Pimpernel di Emma Orczy.

Da numerose ricerche, risulta che McCulley si ispirò però ai racconti delle gesta dei banditi in California negli anni 1850, quando il potere politico ed economico si stava spostando dai “Californios” al numero sempre crescente di “Anglos”, molti dei quali attratti dal richiamo dell’oro. La storia di un uomo in particolare ha affascinato McCulley, quella di Salomon Pico.

Gran parte della vita di Pico è avvolta nel mito.  È stato ipotizzato che la perdita di una grossa proprietà immobiliare abbia portato Pico al crimine. In ogni caso, verso la fine del 1840 stava terrorizzando gli americani che viaggiavano sulle strade della California meridionale. Una delle sue basi operative preferite era l’area di Drum Canyon a sud dell’attuale Los Alamos, dove avrebbe ucciso e derubato le sue vittime durante un’imboscata. Sembra anche che avesse la bizzarra abitudine di tagliare le orecchie alle sue vittime e di usarle per creare collane. Che cosa goth!

La vita di Pico terminò nel maggio del 1860, quando lui e molti altri sospetti fuorilegge furono giustiziati.

La storia di Salomon Pico passò presto al folklore: un uomo che si vendicava di coloro che gli avevano fatto torto, un guerriero che lottava per salvare la sua patria da un invasore senza scrupoli. McCulley fonde questa storia di Pico e altri racconti di fuorilegge per creare il personaggio di Zorro.

Tuttavia, in segno di rispetto per i suoi lettori americani del XX secolo, McCulley fa vivere Zorro nella California spagnola. E lo fa combattere contro le autorità spagnole corrotte, piuttosto che americane, per non ferire la cultura di massa dell’epoca.

Zorro nella cultura di massa

Dagli anni 20 agli anni 50

A proposito di cultura di massa, come e quando ne è entrato a far parte il protagonista di oggi?

Il quando ha dell’incredibile, perché il successo di Zorro arrivò pochissimo tempo dopo l’uscita letteraria. Douglas Fairbanks, fondatore della Uniter Artists, suscitò subito scalpore nel 1920 con il suo film muto The Mark of Zorro, un adattamento della prima storia di Zorro di McCulley.

Due decenni dopo Tyrone Power (il papà di Romina Power, che è nata a Los Angeles per la cronaca) e Basil Rathbone, recitano nel rifacimento sonoro di successo del 1940 di The Mark of Zorro. Il nostro eroe è apparso anche nel 1936 nel primo film a colori di Republic Pictures, The Bold Caballero.

La Republic Pictures non perse tempo nel realizzare un serial di dodici capitoli, Zorro Rides Again (1937), seguito da altri quattro serial a tema nei successivi dodici anni.

Il personaggio di Zorro, visti i suoi inizi editoriali in serie, ben si prestava ad essere parte di storie in più episodi o puntate. Infatti, nel 1957,  Walt Disney introdusse la serie televisiva con Guy Williams. La serie diventa uno degli spettacoli più famosi dell’età d’oro di Hollywood, scatenando una mania nel pubblico a suon di colpi di merchandising, specie di giocattoli e fumetti.

Dagli anni 60 agli anni 90

Durante gli anni ’60 e ’70 vengono realizzati numerosi film in Europa. Il più notevole è quello con Alain Delon in una coproduzione franco-italiana. Nel 1974 un altro remake di The Mark of Zorro, interpretato da Frank Langella (uno dei Dracula più famosi), fu realizzato per U. S. Television.

Zorro ha continuato a creare nuove generazioni di fan negli anni ’80, che ha visto numerose parodie cinematografiche del nostro protagonista di oggi.

L’eroe mascherato è entrato negli anni ’90 con una nuova serie TV live action co-prodotta da New World Television (Stati Uniti), Ellipse (Francia) e RAI (Italia), andando in onda in oltre 50 Paesi in tutto il mondo.

Nello stesso periodo Disney torna a lavorare sull’eroe mascherato, perché nel 1992 utilizza tecniche  tecniche informatiche all’avanguardia per colorare tutti i 78 episodi della sua serie classica.

Altre serie, sia su carta stampata che su pellicola, caratterizzano gli anni ’90 ma il più grande successo del periodo è il film The Mask of Zorro. Il regista Martin Campbell dirige Antonio Banderas nel ruolo dell’eroe mascherato della California spagnola. Banderas nel film eredita il mantello di de la Vega dal premio Oscar Anthony Hopkins. Con lui anche la futura vincitrice dell’Oscar Catherine Zeta-Jones. The Mask of Zorro viene presentato per la prima volta negli Stati Uniti il ​​17 luglio 1998 ed è subito un successo al botteghino nazionale e internazionale, incassando 250 milioni di dollari.

Una curiosità su Antonio Banderas: avete presente il divertentissimo cartone Il Gatto con gli Stivali? E’ Banderas a dare la voce a questo gatto che è ispirato in parte a Zorro. Insomma, un circolo “zorroso”!

Dal 2000 ad oggi

Negli anni 2000, Zorro  fa parte di ulteriori produzioni. Ad esempio The Amazing Zorro è stato presentato come parte del pacchetto Incredible Movie Toons di Nickelodeon, per un pubblico di ragazzi. Non sono mancate neppure produzioni teatrali, che hanno spopolato anche in Giappone.

L’anno 2005 presenta un’altra importante versione. La scrittrice Isabel Allende pubblica l’opera Zorro, in cui crea la leggenda classica di come il giovane Diego de la Vega diventi Zorro.

Il libro di Allende è stato scelto dalla Columbia Pictures come base per l’attesissimo sequel di The Mask of Zorro, intitolato The Legend of Zorro. Il film riunisce nuovamente Antonio Banderas e Catherine Zeta-Jones nei panni di Alejandro de la Vega, con il suo alter ego, Zorro e sua moglie Elena . In questa storia Joaquin, il figlio di dieci anni di Alejandro ed Elena, non sa che suo padre è il suo eroe.

A proposito di bambini,  lo scrittore Jan Adkins nel 2006 è autore del primo romanzo di avventura misteriosa per bambini di 8-12 anni a tema eroe mascherato, intitolato Young Zorro: The Iron Brand basato sul romanzo della Allende.

Nel 2007 e 2008 ancora produzioni televisive in serie, in onda a livello internazionale. Sempre nel 2008 Nintendo Wii esce con un videogioco a tema. Nello stesso anno esce Zorro, il Musical, con colonna sonora originale dei Gipsy Kings, in anteprima nel West End di Londra. La produzione ha ricevuto recensioni entusiastiche e ha vinto 5 nomination agli Olivier.

Accanto a numerosi fumetti e graphic novel troviamo, nel 2015 una serie TV completamente animata al computer, Zorro: The Chronicles, accolta positivamente dal pubblico.

Il futuro di Zorro

Negli ultimi anni le produzioni di Zorro sembrano essersi un po’ indebolite, ma cosa ci riserva il futuro?

Il segno di Toth, il libro di Zorro. – Come un romanzoNon possiamo dimenticare che essendo uno dei primi esempi di vendicatore mascherato con una doppia identità, Zorro ha ispirato la creazione di moltissimi personaggi e che non smetterà di farlo. Diego de la Vega è, di fatto,  un precursore dei supereroi dei fumetti americani. Bob Kane ad esempio ha accreditato Zorro come parte dell’ispirazione per il personaggio di Batman, creato nel 1939. Come Don Diego de la Vega, Bruce Wayne è benestante, l’erede della ricchezza costruita dai suoi genitori. In aggiunta la miniserie a fumetti di Frank Miller The Dark Knight Returns (1986) e The Dark Knight Strikes Again (2001–2002) includono entrambi numerosi riferimenti a Zorro, come il Batman che scrive una Z su un nemico sconfitto.

Appare evidente che l’interesse per Zorro non è mai veramente scemato, ma perché? Forse perché è l’eroe più sfaccettato nel mondo dei supereroi. Come sostiene il sito ufficiale del nostro protagonista di oggi: “Zorro incarna azione, romanticismo, umorismo ed eroismo. Un eroe etnico, è allo stesso tempo saggio, coraggioso, affascinante, astuto e romantico. Zorro ha un vero fascino intergenerazionale, un’icona per quattro generazioni di fan in tutto il mondo. Zorro ha avuto un vero potere di resistenza perché è stato reinterpretato con successo nello spirito dei tempi”.

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