Louis Braille, un altro modo di vedere la vita

Omaggio di Zoa Studio a Louis Braille
Omaggio di Zoa Studio a Louis Braille

Oggi vi raccontiamo una storia diversa dal solito, quella di Louis Braille. Un uomo che, in seguito ad una disabilità sopraggiunta, ha aiutato moltissime persone, e le aiuta ancora oggi. “Un altro modo di vedere la vita” è anche il claim dell’istituto Lingue Braille. Che cosa fa Braille nel nostro blog? Ovviamente perché lo possiamo annoverare tra i supereroi, e ora vi raccontiamo perché in occasione della giornata a lui dedicata.

Giornata Mondiale del Braille

Proprio oggi infatti, in occasione del compleanno di Louis Braille, l’ONU celebra la Giornata mondiale del Braille. Il 4 gennaio é’ una giornata internazionale che celebra la consapevolezza dell’importanza del Braille come mezzo di comunicazione nella piena realizzazione dei diritti umani per i non vedenti o ipovedenti. E’ stata con la risoluzione votata dall’Assemblea generale del novembre 2018 che riconosce l’uso del linguaggio scritto come essenziale per la piena realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, che questa giornata é stata istituita. Il 4 gennaio di ogni anno così si organizzano una serie di iniziative volte alla sensibilizzazione.

Infanzia ed educazione di Louis Braille

Louis Braille nacque il 4 gennaio 1809 a Coupvray, un piccolo villaggio della Francia situato a est di Parigi. All’età di tre anni, mentre giocava con un coltello usato per tagliare la pelle nel laboratorio di selleria del padre, si ferì gravemente all’occhio. Dopo alcuni mesi, a causa della mancanza di mezzi medici al tempo per curare la sua ferita, l’infezione si diffuse all’altro occhio e all’età di cinque anni Braille diventò completamente cieco. È un caso di oftalmia per simpatia.

Louis Braille frequentò la scuola del suo villaggio poi, all’età di 10 anni, arrivò l’ammissione all’Istituto Reale per i Giovani Ciechi di Parigi (che da allora divenne l’Istituto Nazionale per i Giovani Ciechi), fondato nel 1784 da Valentin Haüy. Vi passerà 24 anni della sua vita, prima come studente, poi come insegnante, e lì svilupperà il suo alfabeto. Uno studente diligente, intelligente, laborioso, tenace, riesce in tutte le discipline. Ottimo musicista, suonava l’organo in diverse parrocchie di Parigi.

All’istituto gli studenti non vedenti imparavano a leggere e scrivere con caratteri romani in rilievo su cartone. In pratica, questo processo avviato dal fondatore, Valentin Haüy, non era molto efficace. I caratteri romani sono difficili da riconoscere al tatto, quindi la lettura è estremamente lenta, anche per uno studente abile come era Braille.

Nasce l’alfabeto Braille

Nel 1821, Louis Braille e i suoi compagni di classe sperimentarono un codice chiamato “sonografia”, un sistema che rappresenta i suoni usando 12 punti rialzati, inventato dal capitano Charles Barbier, un ufficiale in pensione.

I ragazzi ricevono speciali tavolette e un punteruolo creato dal Capitano Barbier per imparare a scrivere con i punti. Successo immediato: i punti sono molto più facili da leggere e scrivere rispetto alle lettere in rilievo.

Ma gli svantaggi abbondano: la scrittura di Barbier è fonetica e quindi non rispetta l’ortografia. Inoltre, non consente di trascrivere segni di punteggiatura, numeri e simboli matematici, note musicali. Infine, i caratteri possono contare fino a dodici punti, un’altezza troppo alta per essere letta immediatamente dal dito.

Il giovane Braille dedica quindi tutto il suo tempo libero al perfezionamento del sistema Barber per meglio rispondere alle esigenze dei non vedenti.

Nel 1825 presentò al direttore dell’Istituzione una prima versione del suo sistema. Due anni dopo si tenta un primo esperimento di trascrizione. Il risultato è conclusivo e nel 1829 compare la prima esposizione del metodo di Louis Braille: metodo per scrivere testi, musica e canto piano per mezzo di punti, per l’uso dei ciechi e arrangiato per loro. È il certificato di nascita del braille.

Nel 1837, una seconda edizione del Processo fornisce la versione finale dell’alfabeto. È questo sistema che è ancora in vigore oggi.

Sebbene Louis Braille fosse ammirato e rispettato dai suoi allievi, il suo sistema di scrittura non fu insegnato all’Istituto durante la sua vita. I successori di Valentin Haüy, morto nel 1822, non mostrarono alcun interesse ad alterare i metodi stabiliti della scuola, e anzi, furono attivamente ostili al suo utilizzo. Il dottor Alexandre René Pignier, preside della scuola, venne licenziato dal suo incarico dopo aver tradotto un libro di storia in Braille.

L'alfabeto di Louis Braille
L’alfabeto di Louis Braille

Gli ultimi anni e il lascito di Louis Braille

Durante la sua vita, Louis Braille era in cattive condizioni di salute: nel 1835, mostrò i primi segni di tubercolosi, che lo avrebbe portato via pochi 17 anni dopo.

Morì il 6 gennaio 1852, all’età di quarantatré anni, alla presenza dei suoi amici e di suo fratello. Le sue spoglie, sepolte nel cimitero di Coupvray, saranno trasferite al Pantheon un secolo dopo. in un gesto simbolico, le mani di Braille furono lasciate a Coupvray, sepolte con riverenza vicino alla sua casa. La sua casa natale, che ospita il Museo Louis-Braille e una biblioteca, è stata restaurata nel 1997. Un grande monumento a lui fu eretto nella piazza della città, che fu a sua volta ribattezzata Piazza Braille.

Statue e altri memoriali a Louis Braille si possono trovare in tutto il mondo. È stato commemorato nei francobolli di tutto il mondo e l’asteroide 9969 Braille è stato chiamato per lui nel 1992. Non è la prima volta che troviamo asteroidi dedicati a qualche protagonista dei nostri articoli, vi ricordate Antoine de Saint-Exupéry e Isaac Asimov?

Tornando invece al nostro protagonista di oggi vi raccontiamo anche che l’Enciclopedia Britannica lo elenca tra i “100 inventori più influenti di tutti i tempi”.

Il 200° anniversario della nascita di Braille nel 2009 è stato celebrato in tutto il mondo da mostre e simposi sulla sua vita e sui suoi successi. Tra le commemorazioni, Belgio e Italia hanno coniato monete da 2 euro, l’India ha rilasciato una serie di rupie commemorative e gli Stati Uniti hanno coniato una moneta da un dollaro in suo onore.

Nella cultura popolare

Poichè i suoi successi sono avvenuti quando era ragazzo, il Braille occupa un posto speciale come eroe per i bambini ed è stato oggetto di un gran numero di opere di letteratura giovanile. Altre apparizioni artistiche includono lo speciale televisivo americano Young Heroes: Louis Braille, il film per la TV francese Une lumière dans la nuit e la commedia drammatica Braille: The Early Life of Louis Braille.

Nella musica, la vita di Braille è stata oggetto della canzone Merci, Louis, composta dal cantautore Terry Kelly. In aggiunta The Braille Legacy, un musical che racconta la storia di Louis Braille, diretto da Thom Southerland e interpretato da Jérôme Pradon, ha debuttato al Charing Cross Theatre nell’aprile 2017.

L’eredità della scrittura Braille

Grazie alla travolgente insistenza degli alunni ciechi, il sistema Braille fu finalmente adottato dall’Istituto nel 1854, due anni dopo la sua morte. Il sistema si diffuse in tutto il mondo francofono, ma fu più lento ad espandersi in altri luoghi. Tuttavia, all’epoca della prima conferenza europea degli insegnanti dei ciechi nel 1873, la causa del braille fu sostenuta dal Dr. Thomas Rhodes Armitage e da allora in poi il suo uso internazionale aumentò rapidamente. Nel 1882, il dottor Armitage riferì che il Braille era usato ovunque tranne che in alcune aree del Nord America. Negli Stati Uniti, nel 1916 prima e poi nel 1932, fu formalizzato un codice braille universale anche per l’inglese.

Nel corso del tempo si sono sviluppate nuove variazioni nella tecnologia Braille, comprese innovazioni come i terminali per computer braille; servizio di consegna e-mail RoboBraille; e Nemeth Braille, un sistema completo per la notazione matematica e scientifica. Quasi due secoli dopo la sua invenzione, il Braille rimane un sistema di utilità potente e duratura.

Per descrivere l’immensa eredità di Louis Braille, oltre a celebrare insieme oggi la Giornata Mondiale del Braille, concludiamo con le parole di T.S. Eliot, in un saggio del 1952.

“Forse l’onore più duraturo alla memoria di Louis Braille è l’onore semicosciente che gli tributiamo applicando il suo nome alla scrittura che ha inventato. Onoriamo Braille quando parliamo di Braille”.

#ayounghero

#changinglives

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