George Eliot, la narratrice della modernità

Tributo di Zoa Studio a George Eliot

George Eliot, vero nome Mary Ann (o Mary Anne) Evans, è una scrittrice britannica morta il 22 dicembre 1880 a Chelsea, Londra. La ricordiamo oggi a quasi un secolo e mezzo dalla sua scomparsa.

È considerata uno dei più grandi scrittori vittoriani… di tutti i sessi. I suoi romanzi, ambientati in un’Inghilterra di provincia, sono noti per il loro realismo e profondità psicologica. Ora vi raccontiamo la sua storia, magari non bene come farebbe lei, ma il realismo lo mettiamo di certo!

Infanzia e giovinezza

Mary Anne Evans, nata il 22 novembre 1819 a Nuneaton, era la terza figlia di Robert e Christiana Evans Pearson. Oltre a una sorella e un fratello maggiore, Mary Anne (spesso indicata brevemente come Marian) aveva anche due fratellastri, il risultato del precedente matrimonio del padre con Harriet Poynton.

Suo padre, Robert, era un amministratore di proprietà. All’inizio del 1820 la famiglia si trasferì in un luogo chiamato Griff, a metà strada tra Nuneaton e Coventry.

La giovane Evans si mise in mostra e riuscì “ad ottenere cose” grazie all’importante ruolo svolto dal padre nella regione. Poté ad esempio accedere alla biblioteca di Arbury Hall che fu determinante nel suo contesto culturale. Lì lesse Walter Scott e Shakespeare.

Anche la religione influenzò notevolmente la sua vita: crebbe infatti in una famiglia anglicana appartenente alla “chiesa inferiore”. A quel tempo il territorio delle Midlands era una zona occupata da molti dissidenti religiosi e le credenze entrarono a far parte della sua educazione. Ha frequentato le scuole di Attleborough, Nuneaton e Coventry come studente stagista. La sua insegnante a Nuneaton (Mary Lewis, la destinataria delle sue prime lettere) era anglicana e la scuola era gestita da suore battiste di Coventry.

Lo studio continua

Nel 1836 sua madre morì ed Evans lasciò la scuola per occuparsi della casa, ma continuò i suoi studi con un insegnante privato e sotto la guida di Mary Lewis. Suo fratello, Isaac, si sposò quando lei aveva 21 anni e prese possesso della casa di famiglia, così Evans e suo padre si trasferirono a Foleshill, vicino a Coventry. Sembra quasi la trama di un romanzo di un’altra scrittrice inglese a noi nota, Jane Austen.

Torniamo a George Eliot. La vicinanza della buona compagnia di Coventry le permise di fare nuove conoscenze con personaggi come Charles e Clara Bray. Charles Bray si era arricchito con la produzione di nastri e aveva speso la loro ricchezza per costruire scuole e altre opere filantropiche.

Era un libero pensatore in materia religiosa e un liberale in politica, e la sua casa a Rosehill era un luogo di incontro e discussione per persone con opinioni radicali. Mary Ann ha incontrato diverse persone a casa Bray, tra cui Robert Owen, Herbert Spencer, Harriet Martineau e Ralph Waldo Emerson.

Grazie a questo tipo di conoscenza, Mary Ann iniziò in forme di pensiero molto più liberali, che confermarono i suoi dubbi sulla verità letterale della Bibbia, e smise di andare in chiesa. Dopo aver messo in discussione la fede religiosa ha provocato una spaccatura tra Mary Ann e la sua famiglia, anche se ciò non è mai accaduto. Infatti, la ragazza ha continuato ad andare in chiesa e a servire come domestica al padre fino alla sua morte in 1849.

La prima opera

La prima importante opera letteraria di Mary Ann fu una traduzione di La vita di Gesù di David Strauss (1846), che completò dopo che un altro membro del circolo di Rosehill la aveva lasciata incompiuta.

Subito dopo la morte del padre Evans si recò in Svizzera con i coniugi Brait, dove visse autonomamente a Ginevra e fece amicizia con François d’Albert Durade e sua moglie Juliette. Al suo rientro in Inghilterra si trasferì a Londra con l’intenzione di diventare uno scrittore, e prese il nome d’arte di Marian Evans.

Rimase per un periodo in casa di John Chapman, l’editore radicale che aveva incontrato a Rosehill e di cui pubblicò la traduzione. Chapman era diventato di recente il proprietario della rivista di sinistra The Westminster Review, e Marian diventò vicedirettore nel 1851. Nei tre anni successivi fu Marian a occuparsi della maggior parte del lavoro, sebbene Chapman fosse ufficialmente il capo.

Da Marian Evans a George Eliot

La signora Lewes

Aveva la fronte bassa, occhi grigi opachi, un grande naso cadente, una bocca larga in cui si potevano vedere i denti storti, e il mento e la mascella “quasi a buon mercato non finiscono mai”… Eppure, in questa vasta bruttezza risiede una bellezza più potente perché in qualche minuto incanta e affascina la mente, tanto che alla fine ti ritrovi innamorato di lei, come è successo a me. Sì, considerami innamorato di questo grande intellettuale dalla faccia di cavallo.

– Henry James, in una lettera a suo padre descrivendo George Eliot

Le scrittrici non erano così rare a quel tempo, ma il ruolo di Marian nella direzione di una rivista letteraria era davvero insolito e disapprovato. Ovviamente molto determinata, Marian era facilmente sensibile, e a volte paralizzata dalle insicurezze. Era consapevole della sua bruttezza, e soffriva quando si innamorava e non era ricambiata.  Ad esempio, successe con il suo datore di lavoro, Chapman (che era sposato e viveva con la moglie e l’amante), e Herbert Spencer.

Il filosofo e critico George Henry Lewes incontrò Marian Evans nel 1851 e i due vissero insieme dal 1854. Lewes era sposato con Agnes Jervis, ma avevano deciso di avere un matrimonio aperto; oltre ai tre figli che ha avuto con Lewes, Agnes ha infatti avuto diversi figli con un altro uomo.

Nel 1854 Marian e Lewes si recarono a Weimar e Berlino per studio. Prima di visitare la Germania, Marian aveva continuato a lavorare sulla filosofia della religione con una traduzione de L’essenza del cristianesimo di Ludwig Feuerbach, e durante il suo soggiorno all’estero scrisse diversi saggi e iniziò a tradurre i libri dell’etica di Spinoza, opera che completò solo anni dopo e fu pubblicato dopo la sua morte.

Nasce George Eliot

Il viaggio in Germania fu anche una luna di miele per Marian e Lewes: da allora si considerarono sposati, e Marian si fece chiamare “Mrs. Evans Lewes”. Nella società vittoriana, le relazioni extraconiugali non erano insolite, a condizione di mantenere le apparenze e anche una certa discrezione. Ciò che ha causato scandalo e accuse di bigamia è stata l’ammissione pubblica del rapporto con Lewes.

Al loro ritorno in Inghilterra, vissero lontano dalla società letteraria londinese, evitando i contatti e venendo rimborsati nella stessa misura. Continuando a scrivere articoli per Westminster Review, Marian ha deciso di scrivere romanzi e saggi pubblicati su una rivista in cui si può leggere il suo manifesto letterario: Silly Novels by Lady Novelists.

Il saggio criticava le trame futili e ridicole di alcuni romanzi d’epoca scritti da donne. In altri scritti, l’autore ha elogiato il realismo dei romanzi europei dell’epoca. A quel tempo adottò anche un nuovo soprannome, con il quale sarà sempre ricordato: George Eliot. Il nome dell’uomo sarà usato per mantenere una certa distanza dagli autori di romanzi che riteneva ridicoli, ma anche per nascondere la delicata questione del suo stato civile.

Il successo letterario di George Eliot

Nel 1857 il Blackwood Magazine pubblicò Amos Barton, il primo di Scenes from the Office Life. Due anni dopo venne dato alle stampe il primo romanzo lungo Adam Bede, che fu un successo immediato, attirando nei lettori un vivo interesse per l’autore. Si credeva che Scenes from the Office Life fosse stato scritto da un prete di campagna, o forse dalla moglie di un pastore. La curiosità dell’autore crebbe con l’incredibile popolarità raggiunta da Adam Bede, e c’era persino un uomo, tale Joseph Liggins, che sosteneva di essere l’autore del romanzo.

Alla fine, il vero George Eliot fece un passo avanti e Marian Evans Lewes ammise di essere l’autore dell’opera. Le rivelazioni sulla vita privata di Eliot hanno sorpreso e scioccato i lettori più accaniti delle sue opere, ma a quanto pare non hanno intaccato la sua popolarità come autore. La relazione di Eliot con Lewes diede alla donna il coraggio e la stabilità necessari per scrivere romanzi, entrambi senza insicurezze, ma passò del tempo prima che la coppia fosse accettata dalla buona società. La piena accettazione fu infine confermata nel 1877, quando furono presentati alla duchessa di Argyll, figlia della regina Vittoria: entrambi erano lettori di George Eliot.

Dopo la popolarità di Adam Bede, George Eliot ha continuato a scrivere romanzi di successo per i successivi quindici anni.

Il suo romanzo più famoso è I Middlemarch, pubblicato nel 1871.

I Middlemarch

L’opera più famosa di Eliot, Middlemarch (Middlemarch: Provincial Studies), è un punto di svolta nella storia del romanzo. Usando abilmente il contrappunto e la trama, Eliot presenta la storia di un gruppo di abitanti di un piccolo villaggio inglese alla vigilia della riforma elettorale (Bill Reform) del 1832. I personaggi principali, Dorothea Brooke e Tertius Lydgate, bramano una vita eccezionale, ma sono molto limitati sia dalle proprie aspettative irrealistiche, sia dalla società conservatrice. Il romanzo si distingue per la sua profonda intuizione psicologica e sofisticati ritratti di personaggi.

Virginia Woolf chiamò I Middlemarch “Uno dei pochi romanzi inglesi scritti per adulti”. I numerosi adattamenti cinematografici e televisivi dei libri di Eliot hanno riportato questo autore alla ribalta, facendolo conoscere a molti lettori.

Gli scritti di Eliot rivelano un acuto senso di comprensione sui condizionamenti politici e sociali. Era capace di presentare episodi di esclusione sociale nelle piccole città come pochi. Nessun autore, dopo Jane Austen, era così ben informato e preciso per descrivere l’ipocrisia della società.

Ne I Middlemarch le crisi politiche sono il punto focale dell’opera. I lettori vittoriani apprezzavano i suoi libri soprattutto per le descrizioni di quella società di provincia, che Eliot dipingeva perfettamente ricorrendo ai propri ricordi d’infanzia.

Inoltre, George Eliot credeva che i dettagli mondani della vita di campagna fossero estremamente importanti. I suoi interessi, tuttavia, non rimasero confinati alle sue radici nella provincia britannica.

Altre opere di George Eliot

Romola, romanzo storico, ambientato a Firenze alla fine del XV secolo e che annovera tra i personaggi Savonarola, è la testimonianza di un allargamento della prospettiva. La zingara spagnola fu invece un tentativo ardito di scrivere in versi, ma non fu molto popolare.

Eliot era molto interessata alla filosofia morale e alla comprensione del fenomeno della religione da un punto di vista umano, a cominciare dalle sue prime traduzioni di Strauss, Feuerbach e Spinoza. L’influenza profonda di queste letture si avverte nel suo racconto, scritto con un senso tipico dell’umanesimo agnostico. Ad esempio, in Romola il protagonista interpreta il linguaggio religioso in termini umani e laici, in modo sorprendentemente moderno.

Oltre all’evoluzione del pensiero, gli elementi religiosi presenti nei romanzi di Eliot sono spesso dovuti all’educazione; ad esempio le esperienze di Maggie Tulliver, protagonista di “The Mill on the Floss”, sono simili a quelle della stessa Mary Anne Evans.

L’ultimo romanzo di George Eliot fu Daniel Deronda, nel 1876. Dopo questo lavoro lei e Lewes si trasferirono nel Surrey, ma da quel momento la salute di Lewes declinò e morì due anni dopo. Eliot trascorse i due anni successivi preparandosi per la pubblicazione dell’ultimo lavoro di Lewes, The Life and the Spirit e trovò conforto in John Walter Cross, un giovane agente d’affari scozzese che aveva recentemente perso sua madre.

Da George Eliot a Mary Ann Cross

Il 6 maggio 1880 anche George Eliot sfidò le convenzioni sociali del matrimonio, visto che lo sposo aveva vent’anni di meno di lei. Cambiò di nuovo il suo nome, questa volta legalmente, in Mary Ann Cross. Il matrimonio almeno soddisfece suo fratello Isaac, che aveva reciso i legami con la sorella a causa della sua convivenza con Lewes, ma in questa occasione ha inviato le sue congratulazioni.

John Cross aveva un carattere piuttosto instabile: durante la luna di miele a Venezia ebbe un attacco e si gettò dal balcone dell’albergo sul Canal Grande, mentre la moglie stava parlando con il medico in un’altra stanza. Sopravvisse e la coppia tornò in Inghilterra. Si trasferirono in una nuova casa di Chelsea, ma Eliot fu infettata da un’infezione alla gola che, insieme alla disfunzione renale di cui soffriva per diversi anni, portò alla sua morte il 22 dicembre 1880, all’età di 61 anni.

A causa del suo rapporto ineguale con Lewes, non poté essere sepolta nell’Abbazia di Westminster, come desiderava, ma è sepolta nell’Highgate Cemetery London, l’area riservata ai dissidenti religiosi, accanto a George Henry Lewes.

La casa dove morì George Eliot, Nº 4 Cheyne Walk a Chelsea, ha una targa commemorativa blu dal 1949. Molti luoghi invece hanno celebrato la scrittrice nella sua città natale, Nuneaton, dove una statua in bronzo é stata installata nel centro della piazza principale.

Conclusione

 George Eliot ha tanti meriti. Non ha avuto solo successo nelle vendite come autore. Era e rimane un’icona a cui ambire per stile e chiarezza di pensiero. Le strutture sintattiche di Eliot sono solide, libere e ben equilibrate; scrive con maestria, spirito di osservazione e tagliente ironia.

Durante la sua vita ha preso uno pseudonimo dal suono maschile in modo che il suo lavoro fosse preso sul serio. Sebbene le autrici di questo periodo pubblicassero liberamente con i loro veri nomi, l’uso di un nome maschile le avrebbe permesso di garantire che le sue opere non fossero viste come semplici romanzi rosa.

Alla fine ha rivelato la sua vera identità, facendo capire al mondo quanto una donna potesse essere capace. Una vera wonder woman! Ed è stata anche scandalosa, nel vivere una relazione con un uomo sposato e anche per aver sposato lei stessa un uomo di 20 anni più giovane.

Per questo, cara George Eliot, grazie.

#setwomenfree

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