Non può piovere per sempre

Illustrazione di Zoa Studio per Il Corvo
Illustrazione di Zoa Studio per Il Corvo

Non può piovere per sempre…una frase che la Generazione Z e forse neppure qualche Millennials sa da dove provenga.

Spesso la si trova nei social network in autunno, in zone (come la mia, il Veneto) dove la pioggia la fa da padrone per più di qualche settimana, ad indicare un senso di rassegnazione misto a disperazione che gli occhi nell’immagine qui sotto dovrebbero spiegare bene.

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Quello che la Generazione Z e forse neppure qualche Millennials non sa è che, per le persone della mia generazione quella frase, e il film da dove proviene, rappresentano tutt’oggi un fardello di emozioni, che nulla hanno a che fare con la meteorologia.

E ripeto fardello di emozioni, non utilizzando un’altra espressione, perché il film Il Corvo è un film cult, ma difficile da vedere o rivedere perché ha il sapore amaro della finzione tragica che imita la realtà.

Le’eco di quelle sensazioni riaffiorano proprio oggi  31 marzo, anniversario della morte di chi al Corvo Eric Draven ha dato il volto, Brandon Lee.

Per chi non avesse visto il film, la trama la potete trovare su wikipedia anche se, ovviamente, consiglio caldamente di andare a vedere (o rivedere) il film. Nell’opera viene pronunciata da Eric proprio la famosa frase dell’immagine soprastante. La dice Eric a Sarah, una ragazzina salvata da un pirata della strada, citando il verso di una sua canzone (Eric è un cantante rock). La città in cui è ambientato il film è infatti costantemente battuta dalla pioggia, ma “non può piovere per sempre” non ha una semplice valenza meteorologica. È ovviamente una metafora: le cose non possono sempre andare male, non si può essere sempre sfortunati o infelici, alla fine arriverà il sereno anche nelle nostre vite. Un inno alla speranza insomma.

Non si può essere sempre sfortunati, ma quel 31 marzo 1993, giorno della morte di Brandon Lee, fu una circostanza sfortunata a causare la precoce morte dell’attore. Mentre erano in corso le riprese finali del film Il Corvo, Brandon Lee morì colpito durante una ripresa per colpa di una pistola di scena caricata a salve, da cui partì accidentalmente il frammento di una pallottola che era rimasta incastrata durante una precedente ripresa. Le ultime scene che avrebbe dovuto girare Brandon Lee non sono state girate di persona ma grazie alla tecnologia e alle controfigure.

Brandon Lee
Brandon Lee makeup

Forse non tutti sanno che una sorte simile toccò al padre di Brandon Lee, il leggendario Bruce Lee, forse morto qualche tempo dopo un avvelenamento durante le riprese di un film. Si sono ipotizzate negli anni varie teorie che giustificassero questa serie di sfortunati e quasi maledetti eventi, ma tutt’oggi, non sono ancora state fornite prove evidenti.

Altra cosa che forse non tutti sanno è che il film Il Corvo è tratto da un fumetto omonimo di James O’ Barr. E cosa che si sa ancora meno e che, in parte, il fumetto e quindi il film sono autobiografici. La Shelley di Eric Draven è stata la Shelley di James O’Barr il quale, in giovane età, chiese alla fidanzata di allora di andare a prenderlo perché si trovava senza macchina per un motivo sciocco: l’assicurazione non pagata. La ragazza fu investita da un  guidatore ubriaco e fu uccisa sul colpo. Nella mente di O’ Barr “Shelley” era morta per colpa sua, così come nel fumetto “Shelley” era morta per colpa di Eric Draven, il Corvo, che non era riuscita a proteggerla.

Il Corvo di James O'Barr
Il Corvo di James O’Barr

Fu la fidanzata di Brandon Lee, Eliza Hutton, a salvare James O’Barr dallo sconforto ricordandogli che non era colpa sua per quanto accaduto alla sua “Shelley”, come non era colpa sua il fatto che se non avesse scritto quest’opera Brandon non avrebbe girato il film in cui avrebbe perso la vita.

Di certo come Eric Draven, anche Eliza Hutton e James O’Barr, dopo le sofferenze passate, sono andati avanti ricordando l’un l’altra che “non può piovere per sempre”. Quest’ultimo ha tramutato il proprio dolore nella “più bella lettera d’amore che io abbia mai letto” (parole dell’illustratore e musicista John Bergin)  mentre ad Eliza e al suo Brandon è stato dedicato il film Il Corvo.

A Brandon, nell’anniversario della sua morte, dedico invece una canzone dei 69 Eyes, che porta il suo nome.

#nohashtagstoday

#timetogoon

#Brandon Lee

Brandon Lee – The 69 eyes (lyrics)

What would there be
As the river of sadness turns into sea?
Could there be
Another thousand stories like you and me?

Wanted a heart, wanted a soul
More than anything else in this world
But we are doomed
Our flesh and wounds
I would never give in

Just like the moon does
We rise and shine and fall
Over you that I
Rise and shine and crawl
Victims aren’t we all?

What would there be
Beyond the eyes of Brandon Lee?
Could there be
A revenging angel left to bleed?

Wanted the truth, wanted the faith
More than anything else in this world
But we are doomed
Body and soul marooned
I would never give in

Just like the moon does
We rise and shine and fall
Over you that I
Rise and shine and crawl
Victims aren’t we all?

Just like the moon does
We rise and shine and fall
Over you that I
Rise and shine and crawl
Victims aren’t we all?
Aren’t we all?
Aren’t we all?

Just like the moon does
We rise and shine and fall
Over you that I
Rise and shine and crawl
Victims aren’t we all?

Just like the moon does
We rise and shine and fall
Over you that I
Rise and shine and crawl
Victims aren’t we all?
Aren’t we all?
Aren’t we all?
Angels

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Chef V. ha detto:

    Capolavoro immenso di film che mi provoca sempre emozioni ogni volta che lo riguardo😉👊Gran bel post!

    1. zoastudio ha detto:

      Grazie mille della condivisione! Anche secondo me è un bellissimo film e a causa della tragica storia che c’è dietro non riesco a guardarlo neppure in maniera distaccata ^.^

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