Lunga vita a Stephen King

Omaggio di Zoa Studio a Stephen King

Oggi, nella giornata del suo compleanno, vi raccontiamo la biografia di Stephen King, scrittore americano, nato appunto il 21 settembre 1947 a Portland. Scrittore di fama mondiale, il suo nome è diventato un vero e proprio brand generalmente associato al genere horror.

Tuttavia, i suoi romanzi sono più incentrati sul genere fantasy, con commistioni di horror, fantascienza, fantasy; talvolta ha scritto anche romanzi polizieschi. Ma, come si farebbe con un buon libro, partiamo dall’inizio!

Il giovane Stephen King

Stephen Edwin King è nato nel 1947 a Portland (Maine), in una famiglia più che modesta. Suo padre, Donald Edwin King è un capitano della marina mercantile mentre sua madre Nellie Ruth Pillsbury è una casalinga.

Bambino relativamente solitario, sia per personalità che per ambiente, il giovane Stephen ha scoperto una vera passione per la lettura e si è rifugiato in tutti i libri su cui ha messo le mani… compresi una scatola di libri fantastici appartenuta a suo padre che scopre con il fratello David nella soffitta di casa, quando il padre lascia la casa di famiglia con il pretesto di andare a comprare un pacchetto di sigarette, per non tornare mai più. La storia delle sigarette, ormai diventata una sorta di meme, per il giovane King era realtà!

Lettore assiduo, ha anche scoperto il proprio talento per l’immaginazione il raccontare storie, prima realizzando romanzi di film, come “Il pozzo e il pendolo” che vendeva al parco, poi immaginando e scrivendo le sue prime storie.

Nel 1965 riesce a pubblicare il suo primo racconto in assoluto “I Was a Teenage Grave Robber” pubblicato con il titolo “In a Half-World of Terror” in una fanzine horror. Solo due anni dopo, quando aveva appena 20 anni, Stephen King riuscì a vendere “The Glass Floor” alla rivista “Startling Mystery Stories”.

Riceve così il suo primo assegno per una storia, il primo di una lunga serie poiché pubblicherà a lungo racconti su riviste maschili come Playboy o Penthouse che pagano più che dignitosamente i testi di narrativa.

La difficoltà di diventare uno scrittore

Da giovane adulto e ancora molto povero, Stephen King completò comunque un corso universitario, scoprendo la letteratura all’Università del Maine d’Orono. Incontra anche Tabitha Jane Spruce, che diventerà sua moglie.

Stephen King iniziò quindi a lavorare prima come bidello e in una lavanderia, ispirando anche personaggi e racconti vari, prima di diventare professore di inglese all’università.

Sin dai suoi inizi, Stephen King ha incontrato molti rifiuti riguardo ai manoscritti di racconti e romanzi che sottopone agli editori. Avendo avuto diversi figli con la moglie, affrontando il rifiuto degli editori, King vive in qualche modo con la sua famiglia in una casa mobile, facendo lavori saltuari e scrivendo per cercare in qualche modo di ottenere assegni dalle riviste, in modo da poter coprire le spese mediche dei suoi figli. E di fronte a queste difficoltà, sprofonda gradualmente nell’alcolismo.

Nonostante le avversità, Tabitha, la moglie di Stephen King, continua a sostenerlo. E questo sostegno non sarà di poco conto poiché sarà lei che, nel 1974, recupera un manoscritto di più pagine che lui aveva gettato nella spazzatura e lo incoraggia a continuarlo. E ha ragione poiché dopo molte rielaborazioni, questo racconto sarà sviluppato e acquistato dall’editore Doubleday che pubblicherà il romanzo “Carrie” nel 1974.

Stephen King raggiunge il successo

Sfortunatamente, la madre di Stephen King non vedrà l’uscita del primo romanzo di suo figlio perché quest’ultima morirà qualche tempo prima. Ma riuscirà a sapere, prima della morte, che suo figlio è stato finalmente in grado di vendere uno dei suoi romanzi, per una somma iniziale di $ 2500, e quello sarà l’inizio della gloria.

Tuttavia, il novello scrittore non può ancora lasciare il suo lavoro per dedicarsi esclusivamente alla scrittura con questo assegno.

Questo accadrà pochi mesi dopo, quando il suo editore gli dice che i diritti del suo romanzo “Carrie” sono stati venduti per $ 400.000, metà dei quali gli andrà in tasca! Una cifra considerevole all’epoca, e ancor di più per uno che fino ad allora viveva in una casa mobile dividendosi tra vari lavori e scrivendo per sbarcare il lunario.

Il dopo Carrie

L’anno dopo la pubblicazione di “Carrie”, Doubleday, che aveva firmato un contratto di 6 libri con l’autore, pubblica “Salem”. Sempre l’anno successivo, nel 1976, “Carrie” divenne anche un film diretto da Brian de Palma. Un film che riscuote un enorme successo. 

Il successo è presente ma sarà innegabilmente il libro “Shining, the child of light”, pubblicato nel 1977 da Doubleday che lancerà ancora di più la carriera dell’autore. Questo terzo romanzo conferma il talento e l’interesse di Stephen King per il genere dei romanzi horror: si tratta della famiglia Torrance che trascorre l’inverno in un isolato albergo di montagna perché il marito possa scrivere un libro. Ma questo enorme hotel è infestato dai fantasmi.

Il libro diventa subito popolare, sia a livello commerciale che di pubblico, poiché le vendite hanno superato rapidamente le 50.000 copie ed è entrato nella lista dei bestseller del New York Times. Una prima per Stephen King, ma la prima di una lunga serie che continua ancora oggi.

Il successo commerciale del libro “Shining” di Stephen King ha attirato l’attenzione del regista Stanley Kubrick che ha deciso di farne un film: “Shining” è uscito nel 1980 con Jack Nicholson nel ruolo principale. Il successo è stato strepitoso e questo film rimane ancora oggi uno dei film più popolari e conosciuti al mondo. Nonostante il film sia relativamente diverso dal libro di Stephen King, contribuirà ovviamente all’influenza internazionale dell’autore.

Da allora in poi, Stephen King scrive e pubblica diversi romanzi all’anno, tra cui i famosissimi IT, Misery e Il Miglio Verde.

L’incidente di Stephen King e quello che accadde dopo

Il 19 giugno 1999 Stephen King fu vittima di un incidente che quasi gli tolse la vita. E che, ovviamente,  ebbe un impatto significativo sul resto della sua opera letteraria. Venne infatti travolto da un minivan. Le sette operazioni chirurgiche necessarie per guarire e la lunga e dolorosa convalescenza interrompono la proverbiale disciplina dello scrittore, non più in grado di lavorare ininterrottamente quattro ore ogni mattina per scrivere ogni giorno 2 500 parole.

Dopo aver preso la decisione di ritirarsi, King ricomincia a scrivere all’inizio del 2000. 

E ha ancora molte frecce nel suo arco. tra Nell’ottobre del 2005 King firma per la Marvel Comics una trasposizione a fumetti della serie, La torre nera, intitolata La nascita del pistolero.

A proposito di Torre nera, non dobbiamo dimenticare che “The Dark Tower” è inoltre l’opera maggiore di Stephen King: scritta in più di 30 anni, questa saga contiene 8 libri, ma anche e soprattutto ramificazioni nella maggior parte dei suoi racconti. Chiama questa storia la “Giove del suo sistema solare”.

Al di là di “The Dark Tower”, Stephen King moltiplica anche i riferimenti interni al suo lavoro, non esitando a citare qua e là un personaggio, un luogo di un altro libro.

Anche de La torre Nera è stato tratto un film, così come è accaduto alla maggior parte delle sue opere. L’autore non esita a farsi coinvolgere in progetti di adattamento: a volte scrivendo direttamente la sceneggiatura, o contribuendo ad essa. Inoltre, non esita, come Alfred Hitchcock, a usare la sua immagine per incarnare un personaggio visto brevemente durante una scena di uno di questi film e film per la TV.

La carriera di Stephen King

Solo nel 2022 sono usciti due romanzi di King, L’Ultima missione di Gwendy e Fairy Tale. Dall’inizio della sua carriera, l’autore ha venduto più di 400 milioni di libri in tutto il mondo, tradotti in più di trenta lingue. Essendo diventato uno degli autori più popolari di horror e fantasy, è uno di quegli scrittori emblematici la cui popolarità e ricchezza è desiderata da ogni apprendista autore. I suoi libri generalmente integrano personaggi comuni, l’americano medio per intenderci, che devono affrontare elementi soprannaturali o orrori nella loro vita quotidiana.

Nel frattempo King sta scrivendo un nuovo romanzo: Holly ambientato durante la pandemia di Coronavirus che stiamo attraversando. Ma non é la prima volta che King si occupa di virus pandemici. Il romanzo The Stand (in Italia L’Ombra dello Scorpione) pubblicato nel 1978 venne citato innumerevoli volte nel 2020 come una infausta descrizione di ciò che stava accadendo.

Nel romanzo viene descritta la morte di quasi tutta la popolazione dell’America settentrionale,  e successivamente del mondo tramite focolai, in seguito alla dispersione di un’arma batteriologica sfuggita al controllo dell’uomo dai laboratori del governo statunitense. Il virus é una mutazione letale dell’influenza, caratterizzato da un tasso di infettività e mortalità altissimi. E’ impossibile formulare un vaccino in quanto l’influenza di King muta ogni volta che il sistema immunitario di una persona arriva ad una posizione di difesa: anche se viene prodotto l’anticorpo corretto per difendersi dal virus, quest’ultimo é già mutato e la morte é invitabile. Vi suona familiare? Per fortuna, non siamo arrivati a copiare il romanzo!

Per tutte le news riguardo l’autore esiste un sito web internazionale: stephenking.com . Vi raccomandiamo la sezione FAQ perché ha un sacco di curiositàe aneddoti interessanti!

Gli pseudonimi

Nella sua vita da scrittore Stephen King ha usato ripetutamente uno pseudonimo. Primo fra tutti John Swithen per la pubblicazione di un racconto negli anni ’70, ma anche e soprattutto quello di Richard Bachman.

Il motivo per questa scelta era perché l’autore aveva scritto libri dai toni diversi a quelli a cui i suoi lettori erano abituati, ma anche per non inondare il mercato di libri di Stephen King. 

Cinque libri di Stephen King furono pubblicati sotto lo pseudonimo di Richard Bachman “durante la sua vita”. Poi lo pseudonimo fu dichiarato morto di “cancro dello pseudonimo”. Questo libro ispirerà anche il libro di Stephen King “The Dark Share” su uno scrittore che uccide il suo pseudonimo perché occupava troppo spazio nella sua vita.

Tuttavia, la “morte” di Richard Bachman non gli impedirà di pubblicare altri libri con questo pseudonimo poiché molti sono stati pubblicati postumi. Citiamo ad esempio “The Regulators” e “Blaze”, usciti con il pretesto che la vedova Bachman ha trovato una cassa di manoscritti in soffitta. 

Come abbiamo detto prima, i libri e i racconti di Stephen King sono stati adattati molte volte per il cinema e la televisione. Ad oggi, si contano circa un centinaio di adattamenti “ufficiali” e un altro numero considerevole di ulteriori ispirazioni. 

Conclusione

Stephen King non ha inondato il mondo solo con le sue opere, ma anche con la sua generosità. 

Dagli anni ’80, Stephen e Tabitha hanno ridistribuito parte del loro reddito annuale tramite donazioni locali o tramite le loro varie fondazioni. 

Considerando che, ogni anno, Stephen King guadagna circa 15 milioni di dollari, quello che viene donato non deve essere poco. 

Oltre ai riconoscimenti per le sue attività filantropiche, nel corso della sua carriera, Stephen King ha ricevuto numerosi premi letterari, principalmente nel campo dell’horror e del fantasy. Ma il vero cambiamento è arrivato principalmente nei primi anni 2000, quando King ha ricevuto premi per la carriera e per il contributo alla letteratura americana.

Tra i premi più gratificanti c’è senza dubbio la National Medal of Arts, consegnata alla Casa Bianca dal presidente Barack Obama nel settembre 2016.

Chissà quale sarà il prossimo!

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