Michael Hutchence, un mistero irrisolto

Michael Hutchence ritratto da Zoa Studio
Michael Hutchence ritratto da Zoa Studio

Per chi non conoscesse questo nome, Michael Hutchence era il giovane e carismatico frontman degli INXS, che oggi, 22 gennaio, avrebbe compiuto 60 anni. Purtroppo però, il 22 novembre del 1997, all’età di 37 anni, morì in circorstanze ancora irrisolte; forse per un presunto suicidio o per un macabro (e tragico) rituale sessuale. Partiamo dal’inizio, perchè, come emerge da numerose interviste, tutti quelli che lo conoscevano lo definivano un amante della vita ed uno sperimentatore; anche se a volte sfidava l’estremo, non sarebbe mai stato capace di compiere un simile gesto.

Il giovane Michael Hutchence

Michael Hutchence nasce a Sydney il 22 gennaio 1960, ma cresce ad Hong Kong. Ritorna nella sua città natale solo in tarda adolescenza: alla Davidson High School. Lì dove studia incontra Andrew Farriss. Insieme a lui, ai due fratelli di Andrew e ad alcuni amici, Michael fonda una band, The Farriss Brothers; successivamente chiamata con il ben più memorabile nome INXS. Quando i fratelli Farriss dovettero trasferirsi a Perth per esigenze familiari (ricordiamo che stiamo parlando di adolescenti), tutta la band si spostò, per poi rientrare a Sydney nel 1980 circa.

Appare evidente che gli stessi membri della band, seppur giovani, abbandonando la loro città per seguire il sogno della musica, compresero fin da subito che il successo e la fama li avrebbero baciati. E, in effetti, andò proprio così. La X contenuta nel nome già faceva presagire l’X Factor che la band australiana possedeva, in particolare il suo frontman. Un articolo del Guardian sottolinea proprio che era questo “star power” a contraddistinguere Michael Hutchence, così come i miti che lo avevano ispirato nelle movenze: Mick Jagger, Jim Morrison e Iggy Pop.

Gli INXS

Pronunciato “In Ex ess” (all’eccesso, già il nome è una dichiarazione di intenti), gli INXS fanno uscire il loro primo, e omonimo, album, nel 1980, a tre anni dalla formazione. Il primo album contiene la famosa (e stupenda se mi è concesso), Just Keep Walking, ripresa nel 2001 in una versione remix di Par-T-One che ha fatto ballare le discoteche di mezzo mondo.

Non tardano ad arrivare il secondo album, Underneath the Colours, e il terzo, Shabooh Shoobah, l’anno dopo ancora, entrato nella US Top 50. Fino al 1984 la fama degli INXS resta piuttosto relegata in Australia ma nel 1984, con l’uscita dell’album The Swing, il gruppo comincia a scalare le vette delle classifiche europee e statunitensi. Nel 1987 esce Kick, che contiene celeberrime canzoni quali New Sensation, Devil Inside e Need You Tonight, quest’ultima forse la canzone più famosa del gruppo. In questo periodo Michael Hutchence si consacra come un sex symbol, tanto da essere richiesto anche come attore, ad esempio nel film Dogs in Space, per cui gli INXS rilasciano anche un singolo, Rooms for the Memory.

Negli anni successivi prendono il via le tournée mondiali e nel 1988 la canzone Need You Tonight arriva prima nella classifica inglese, tra un pubblico che fino ad allora aveva, ingiustamente, poco apprezzato la band Australiana. Dopo il 1990 gli INXS si prendono una pausa, poi pubblicano altri album e nel 1994 il primo Greatest Hits. Nel 1997 esce Elegantly Wasted, l’ultimo album con il gruppo per Michael Hutchence, scomparso appunto il 22 novembre di quell’anno in circostanze molto controverse.

Michael Hutchence, la morte

Gli eventi che hanno portato alla misteriosa e controversa morte di Michael Hutchence nel 1997 sono forse da ricercare qualche anno prima nella sua vita privata. Da qualche tempo l’artista australiano ha una relazione con la bionda Paula Yates, e i due hanno una figlia di 15 mesi, Tiger Lily. La Yates però ha altre tre figlie dal precedente matrimonio con sir Bob Geldof (https://it.wikipedia.org/wiki/Bob_Geldof) e sta affrontando una lunga battaglia legale per ottenerle la custodia. I tabloid inglesi, ghiotti di scoop, braccano la Yates e Michael Hutchence, che la sostiene in questa lotta contro l’ ex-marito. Tutta questa pressione, e il fatto che l’artista non possa portare con sé in Australia la compagna e le sue bambine, ha sicuramente un effetto negativo sullo stato di salute di Hutchence. Nel 1995, infatti inizia a farsi prescrivere anti depressivi: farmaci che lo avrebbero accompagnato fino al giorno della sua morte.

Oltre alla relazione con Paula Yates, un’altra circostanza della sua vita privata che ha influito sullo stato emotivo del cantante australiano è da riscontrarsi nella lesione al cervello a causa di un’aggressione che aveva lasciato Hutchence privo del senso del gusto e dell’olfatto. Secondo un neurologo che il regista Lowestein aveva consultato quando Hutchence doveva interpretare Dogs in Space, il trauma subito dall’artista lo metteva in una categoria ad alto rischio di suicidio, perché incapace di gestire dilemmi emotivi a causa delle lesioni subite. Notizie integrate a quanto riportato sopra si possono leggere al seguente link (in inglese): https://news.sky.com/story/inxs-star-michael-hutchence-and-the-secret-he-took-to-his-grave-11838007

Il giorno precedente la morte

Il 21 novembre, nella sera precedente al giorno della sua morte, Hutchence cena con il padre, che ricorda il figlio in quella serata “in gran forma, sorridente e divertente” ma “agitato per la battaglia legale con Bob Geldof”. Fu proprio lui a dire, un paio di settimane dopo la morte del figlio “Sir Bob ha reso le loro vite infelici. Credo che ciò abbia molto contribuito a quanto è successo”.

Dopo alcune visite di amici per tutta la notte, che confermano di aver visto il cantante in ottima forma, felice ed eccitato, Michael Hutchence riceve una chiamata dalla compagna Paula Yates verso le cinque e mezzo. Paula comunica che il processo per l’affidamento è stato ancora posticipato; per questo motivo, non potrà lasciare l’Inghilterra con le figlie per raggiungerlo in Australia. Lui le dice che proverà ancora a parlare con Geldof, cosa che fa richiamandolo subito dopo e svegliando la donna che si trovava nella stanza d’hotel accanto alla sua.

A quel punto Hutchence chiama vari amici, forse per calmarsi dopo aver alzato i toni con Geldof, e lascia un messaggio nella segreteria della sua manager, Martha Troup: “Martha, sono Michael. Ne ho avuto abbastanza”. Poco dopo, verso le 10 del mattino del 22 novembre, Hutchence sente una sua ex fidanzata, Michelle Bennett, e inizia a piangere sembrando sconvolto. A quel punto la Bennett si precipita in albergo, ma nessuno risponde; probabilmente il corpo di Hutchence giaceva già esanime, ma lei non lo sapeva e si allontana.

Il ritrovamento

E’ mezzogiorno meno cinque all’Hotel Ritz Carlton di Double Bay e, nella stanza 524, viene ritrovato Michael Hutchence da una cameriera entrata per fare le pulizie.

Il cadavere è in ginocchio, nudo, dietro la porta. Vicino c’è una cintura di cuoio, usata per impiccarsi (secondo il coroner) alla leva di chiusura automatica della porta. Nel sangue della vittima vengono ritrovate tracce di alcool, cocaina, Prozac e altri medicinali. Questa morte scatena numerosi interrogativi. Gli amici e famigliari di Hutchence non credono possibile che l’artista si possa essere tolto la vita, non lui, che era una persona felice. In aggiunta il fatto che fosse nudo confermerebbe la sperimentazione sessuale che piaceva a questo “ragazzo pericoloso”, come definito dalla Yates.

Il funerale

Il funerale di Michael Hutchence viene celebrato il 27 novembre 1997. Durante la funzione vengono suonate due tra le più celebri canzoni degli INXS: By my side e Never Tear Us Apart. Dopo la cremazione, le ceneri vengono divise in tre parti: una al padre, una alla madre, e una a Paula Yates. Il padre, Kelland Hutchence, sparge la sua parte nella darsena di Sydney. I tabloid britannici riportano che il giorno prima di morire, Hutchence avesse inviato un mazzo di rose rosse alla fidanzata, con un biglietto recante la seguente frase “Alle mie splendide ragazze, con tutto il mio amore, Michael”. Quando i fiori arrivarono a Londra, però, Paula Yates era già in aereo, diretta al funerale del compagno con la figlia Tiger Lily.

Non so a voi, ma a me, in qualche modo, questi fiori mai ricevuti ricordano un po’ l’episodio che abbiamo raccontato su Janis Joplin, quando la cantante ricevette troppo tardi una lettera che forse avrebbe potuto salvarle la vita. https://www.zoastudio.com/2019/10/04/janis_joplin/

L’eredità di Michael Hutchence

Paula Yates dopo la morte di Michael Hutchence

Nel 1998 Paula Yates, a circa un anno di distanza dalla morte del suo amato, cerca di togliersi la vita, fortunatamente invano. Tuttavia il 17 settembre 2000 la Yates riesce nel suo intento, e il suo corpo viene ritrovato dalla figlia. La donna è rimasta soffocata dal suo stesso vomito, un po’ come successo ad alcuni degli appartenenti al club dei J27. La stanza viene trovata piena di bottiglie di vodka e droghe varie: dalla cannabis, all’eroina e ai barbiturici. Il referto legale archivierà il caso come suicidio da overdose. Come nel caso del compagno Michael Hutchence, nessuno saprà mai se l’azione fu intenzionale o meno. Da quel momento la Yates guadagna un macabro soprannome preso proprio dal titolo di una canzone degli INXS: Suicide Blonde.

Tiger Lily, la figlia di Michael Hutchence

E cosa ne è stato della figlia di Michael Hutchence e Paula Yates, dopo la morte di entrambi i genitori a distanza di 3 anni l’uno dall’altro? Sembra che oggi, la giovane nata nel 1996, ami stare lontana dalle luci della ribalta e che divida un appartamento con dei conquilini a Londra, in uno spazio simile a quello dell’ambientazione di Dogs in Space, il film in cui compariva il padre. Per altri tabloid, Tiger Lily sarebbe invece in Australia, con il fidanzato.

Quello che si sa per certo è che persone vicine a Michael Hutchence avrebbero invesito, poco dopo la sua morte, i capitali dell’artista in conti off-shore, cosa che avrebbe lasciato Tiger Lily con una modestissima eredità. Dopo la morte anche di Paula Yates, Tiger Lily fu adottata proprio da Bob Geldof, acerrimo nemico della famiglia Hutchence, riuscendo ad avere un ottimo rapporto con le tre sorellastre (una delle quali, Peaches Geldof, morì all’età di 25 anni, ma questa è un’altra storia…)

Hutchence più attuale che mai

Nel 2019 il regista di Dogs in Space, Richard Lowenstein, realizza un documentario sulla vita di Michael Hutchence dal titolo Mystify, definito una sorta di apologia del regista per non essere stato presente negli ultimi momenti di vita dell’artista australiano. Il titolo del documentario prende il nome dall’omonimo album Mystify: A Musical Journey with Michael Hutchence, uscito il 5 luglio 2019 in CD, cassetta, vinile e in formato digitale. Al suo interno numerose canzoni degli INXS e registrazioni mai distribuite fino ad allora. L’album fu lanciato come registrazione complementare  al citato film documentario di Lowenstein.

In Australia, patria dell’artista, il documentario è stato trasmesso dalla ABC Television il 24 novembre 2019 mentre la BBC Two inglese lo ha messo in onda il 28 dicembre scorso. Un bel regalo nel periodo natalizio per non dimenticare un grande artista. Cosa che, in piccola parte, vi facciamo anche noi ricordandolo nel giorno del suo compleanno.

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