C’era una volta…Hans Christian Andersen

Omaggio di Zoa Studio a Hans Christian Andersen

Oggi vi raccontiamo biografia e opere dello scrittore danese Hans Christian Andersen, l’uomo che reinventato il genere letterario del racconto. Gli dobbiamo in particolare la famosissima “Sirenetta” o “La regina delle nevi” riprese dalla Disney. Ma cominciamo come forse farebbe anche il protagonista di oggi. C’era una volta…

Biografia di Hans Christian Andersen

Lo scrittore Hans Christian Andersen nacque il 2 aprile 1805 a Odense (Danimarca) in una famiglia particolarmente povera. Suo padre era un calzolaio e sua madre una lavandaia. Andersen riuscì a diventare il primo autore danese ad elevare la sua classe sociale. 

La sua infanzia difficile lo spinse infatti giovanissimo a trasferirsi nella città di Copenaghen. La storia narra che, quando gli chiesero cosa avesse intenzione di fare lì, Andersen rispose:

“Sto diventando famoso! Prima soffri molto e poi diventi famoso”. 

Con la testa piena di sogni di gloria e fortuna, cercò di inserirsi nel mondo del teatro. Dopo qualche difficoltà, suscitò l’interesse del direttore del Teatro Reale, Jonas Collin. Quest’ultimo gli permise di seguire degli studi, che non ebbero però molto successo.

Andersen non imparò mai a scrivere nell’elegante danese dell’epoca. Così, il suo stile letterario, rimase vicino alla lingua parlata e questo lo rende ancora fresco e vivo oggi, a differenza della maggior parte dei suoi contemporanei.

Nel 1829, periodo che coincide con la fine degli studi, Andersen scrisse un diario di viaggio, Viaggio a piedi dal canale di Holmen alla punta orientale di Amager. Questo fu l’inizio del successo.

Traendo ispirazione dalla propria vita, produsse romanzi come L’Improvvisatore o  Soltanto un Violinista e varie raccolte di poesie. Dal 1832 iniziò a scrivere racconti, che furono pubblicati fino alla sua morte nel 1875.

Con accresciuta sensibilità e una scrittura più piacevole, Andersen diede vita a personaggi come La Sirenetta, Il brutto anatroccolo, La piccola fiammiferaia o anche La Regina delle Nevi. Dopo alcuni viaggi, tra cui in Inghilterra dove incontrò Charles Dickens, Hans Christian Andersen morì il 4 agosto 1875 a Copenaghen all’età di 70 anni. Il suo corpo viene deposto nel cimitero retrostante la chiesa dell’Assistenza nell’area della capitale danese nota come Nørrebro.

Opere di Hans Christian Andersen

Era relativamente tardi, nel 1835, che l’immaginazione straripante dello scrittore Hans Christian Andersen lo portò a pubblicare i suoi primi racconti. Fu in questo periodo che pubblicò la sua prima raccolta.

Il successo fu immediato e tutti i lettori furono commossi da La principessa sul pisello, Pollicina e La Sirenetta. Se è vero che i suoi primi racconti sono più pensati per i bambini, Andersen fa sapere già nel 1843 che questi non sono destinati solo ai giovani. Lo stesso anno pubblicò una nuova raccolta, seguita da altre.

Nella composizione dei suoi racconti, Andersen trae ispirazione dai ricordi della sua infanzia, o dall’osservazione della vita quotidiana. Le sue storie a volte sono autobiografiche. È il caso de Il brutto anatroccolo o La piccola fiammiferaia, scritto in riferimento alla nonna di Andersen. Lo scrittore compone in tutto più di 150 racconti. Se i loro esiti portano talvolta a situazioni tragiche o sfortunate, le loro conclusioni conferiscono sempre un’importante dimensione morale e filosofica.

Sebbene sia alle sue fiabe che deve il suo successo, Andersen non si limita solo a questo genere letterario. L’inizio della sua carriera artistica fu segnato dalla scrittura di poesie, Fantasie e Schizzi (1831), I dodici mesi dell’anno (1832), ma anche diari di viaggio. Si cimenta anche a teatro ed è anche autore di diversi romanzi, in particolare la sua autobiografia intitolata Storia della mia vita (1855), in riferimento ai tanti racconti che lo avrebbero reso famoso.

A proposito di racconti, parliamo di un paio dei suoi più famosi.

La Sirenetta

La Sirenetta è, come abbiamo appena detto, uno dei racconti più famosi di Hans Christian Andersen. Pubblicato nel 1937, racconta la storia di una giovane sirena, una meravigliosa creatura che vive in fondo all’oceano. Durante la sua prima ascesa in superficie, nel giorno della sua maggiore età, la Sirenetta si innamora di un giovane principe. Irresistibilmente attratta dal mondo degli uomini, decide di sacrificare tutto, compresa la sua vera natura, per sposare il principe.

La fiaba della Sirenetta è stata oggetto di numerosi adattamenti letterari e artistici, tra cui un famoso cartone animato con lo stesso nome della Disney. Tuttavia, l’adattamento differisce dall’originale principalmente per il suo lieto fine. Nel racconto di Andersen, infatti, il principe proverà solo amicizia per La Sirenetta. Possiamo affidarci alle illustrazioni di Harry Clarke per una narrazione più simile all’originale.

L’amore che tanto desiderava trovare rimane inaccessibile per la piccola Sirena, nonostante tutti i suoi sforzi. Finisce per gettarsi in mare: questo tragico finale sarebbe una metafora per l’autore per esprimere il suo amore omosessuale e impossibile per Collin, figlio del suo benefattore. La statua in bronzo della sirena situata nel porto di Copenaghen è stata realizzata in onore di questa storia.

La regina delle nevi

Pubblicato nel 1844, La regina delle nevi è uno dei racconti più lunghi di Hans Christian Andersen. I personaggi principali di questa storia sono due bambini, un ragazzo, Kay e una ragazza, Gerda. Un giorno, due dei pezzi di uno specchio magico inventato dal diavolo si posano negli occhi del ragazzo innocente che diventa un essere duro e indifferente. Quando viene rapito dalla Regina delle Nevi, Gerda va a cercarlo. Nella sua ricerca, incontra molti personaggi magici e fantastici. Più oscuro e più complesso della versione Disney, “Frozen” di Andersen inverte completamente i modelli di genere poiché è qui Gerda, l’eroina, che salva un ragazzo, Kay. Come molti dei racconti dell’autore, le donne sono presentate come personaggi forti e coraggiosi e quindi svolgono un ruolo di primo piano.

Caratteristiche delle fiabe di Hans Christian Andersen

Destinati principalmente ai bambini, i racconti di Andersen si rivolgono tuttavia ad un pubblico vastissimo, tanto per la loro narrazione poetica ma anche per la moralità che ne emerge e per i temi universali. Parliamo dalla religione.

La religione e la morte

La religione occupa un posto importante nell’opera di Andersen. In diverse forme (riti, Dio, angeli, morte), compare in quasi tutti i racconti. Andersen è cresciuto in una famiglia luterana e avrebbe dovuto essere osservante, proprio come lo era la società danese dell’epoca, ma non lo era molto.

La morte è presente in La sirenetta e La piccola fiammiferaia. In quest’ultima si fa esplicito riferimento a una vita nell’aldilà: «volarono via gioiosi…erano con Dio». Allo stesso modo, la Sirenetta desidera accedere all’umanità e garantire così l’eternità della sua anima. Più in generale, la morte non assume la dimensione tragica e dolorosa che troviamo comunemente in Andersen. Si presenta più come un culmine o addirittura una liberazione, in ogni caso l’adesione dell’anima all’eternità.

Dio è menzionato anche in molti racconti. Quando viene appunto menzionato, i personaggi sembrano spesso affidarsi completamente a lui e seguire scrupolosamente i suoi consigli e decisioni. Se in alcuni casi la parola divina viene messa in discussione o contestata, finisce per imporsi e per essere accolta.

La metamorfosi

Questo tema è presente in molti racconti ma assume forme e significati che possono variare. È intimamente legato all’esperienza dell’autore in quanto la metamorfosi può costituire un mezzo per fuggire da un ambiente o da una condizione. Proveniente da un ambiente modesto, Andersen non ha mai sentito di appartenere all’élite intellettuale o borghese della società danese dell’epoca. Inoltre, non è mai stato veramente amato e soffrì di qeusto. Pare si fosse innamorato anche di Jenny Lind, la cantante svedese la cui storia è riportata brevemente nel film-capolavoro The Greatest Showman. 

Andersen, inoltre, è sempre stato consapevole del fatto di essere diverso (anche fisicamente del resto). Come non vedere nella metamorfosi del brutto anatroccolo in cigno l’ascesa sociale e il successo di Andersen che ha superato i pregiudizi e le critiche di una ristretta élite?

Anche La Sirenetta è una variazione sul tema della metamorfosi. Se le motivazioni sono opposte alle precedenti (la sirenetta non risente del suo background sociale) l’approccio è lo stesso: cambiare natura per accedere a un’altra vita.

La natura e il viaggio

Tema preferito dei romantici, la natura occupa un posto di rilievo nella letteratura scandinava. Non sorprende, quindi, che questo tema sia ricorrente nel lavoro di Hans Christian Andersen. Piante e animali sono quindi personaggi a sé stanti (La lumaca e il cespuglio di rose, L’usignolo, L’ultimo sogno della vecchia quercia, Il brutto anatroccolo, ecc.). Tuttavia, a differenza di quelli di un altro scrittore famoso, La Fontaine, i racconti di Andersen non hanno uno scopo moralistico o una portata aneddotica. Le descrizioni sono sempre precise e rivelano la sua ottima conoscenza della flore e della fauna. Questo a volte è anche accompagnato da un lirismo e da un’enfasi che rivelano la sua ammirazione per la bellezza dei paesaggi e lo spettacolo della natura.

Viaggiatore impenitente, Andersen ha viaggiato in Europa per tutta la vita. Non sorprende quindi che il tema del viaggio e della scoperta sia una componente essenziale del suo lavoro. Non dimentichiamo che ha fatto la sua prima trasferta a 14 anni, quando ha lasciato Odense per Copenaghen!

Se il viaggio è fonte di meraviglia e di scoperta, è anche mezzo privilegiato di trasformazione e metamorfosi. Spesso consente l’accesso a un altro stato. Consideriamo quindi il volo del brutto anatroccolo che si unisce ai cigni come il mezzo per accedere alla sua vera natura e alla sua nuova esistenza. Quanto alla Sirenetta, è il suo primo viaggio in superficie che genera il suo desiderio di cambiare stato, il suo secondo viaggio dalla strega che le permette di assecondare questo desiderio e il suo terzo viaggio dal principe per conoscere la realtà del mondo degli umani. Molto spesso il viaggio degli eroi di Andersen è simile a un rito di passaggio in quanto richiede volontà, fatica e costanza da parte di chi lo intraprende.

La critica sociale

Come abbiamo detto all’inizio, Hans Christian Andersen è nato in una famiglia estremamente modesta. Molto presto iniziò a scrivere, aspirando alla gloria letteraria. Sebbene fosse riuscito a frequentare i circoli più importanti in Danimarca e in Europa, non dimenticò il suo passato tanto che i suoi scritti gli diedero l’opportunità di denunciare la durezza, la crudeltà della società del tempo. La piccola fiammiferaia può essere vista come una denuncia del lavoro minorile, delle loro condizioni di vita negli ambienti popolari e dell’indifferenza della società di fronte ad esso.

Come al solito, Andersen esprime le cose in maniera semplice e accessibile a tutti. Basta il commento di uno spettatore: “Voleva scaldarsi”. 

Familiare con le corti europee e l’alta società, ha anche deriso volentieri la vanità e la fatuità delle élite e dei potenti. Andersen ricorreva alla farsa e alla satira, come ne I vestiti nuovi dell’imperatore, dove si fa beffe dell’ossessione dell’esibizionismo e della stupidità di un uomo, ma anche di coloro che, per istinto di gregge, non osano smascherare lo scandalo. Infine, Andersen punta il dito contro le persone individualiste e dall’atteggiamento discriminatorio.Ne Il brutto anatroccolo, probabilmente il più autobiografico dei suoi racconti, possiamo vedere come essere diversi possa suscitare rifiuto o addirittura aggressività da parte degli altri.

Questa dimensione critica, però, fa a meno della moralità e i racconti di Andersen non sono dei manifesti. Andersen di certo ha mostrato gli errori dei suoi contemporanei, evitando però di assumere la posizione di dispensatore di lezioni. 

Lascito di Hans Christian Andersen

La fortuna dell’opera di Andersen è quasi del tutto legata alla produzione fiabesca che ha messo profonde radici nella nostra cultura. Tutti conoscono fiabe famose quali La Sirenetta, Il brutto anatroccolo, I vestiti nuovi dell’imperatore, La piccola fiammiferaia, La principessa sul pisello (si consideri che, al 2005, le fiabe di Andersen erano tradotte in ben 153 lingue).

Hans Christian Andersen resta, ancora oggi, un punto di riferimento, in particolare verso la letteratura per i più giovani: il giorno del suo compleanno, il 2 aprile, viene celebrato nel Mondo con la Giornata internazionale del libro per bambini.

Il 2005 è stato il bicentenario della nascita di Andersen, e la sua vita e le sue opere sono state celebrate in tutto il mondo. L’interesse per la figura di Hans Christian Andersen e per l’eredità culturale che ha lasciato non è mai stato più vivo, soprattutto in Danimarca, Paese di cui l’autore viene considerato il più importante esponente letterario.

Ed é proprio nel paese natale di Andersen, Odense, che é stato eretto un museo in suo onore: https://hcandersenshus.dk/en

Di recente rinnovo, é un must da visitare!

L’opera dello scrittore ha influenzato molti autori suoi contemporanei e successivi; si possono citare certamente Charles Dickens, William Thackeray e Oscar Wilde. Su Andersen e le sue opere sono state scritte biografie, realizzati pièce teatrali e film. I film ispirati alle opere sono centinaia, quelli della Disney hanno avuto enorme successo tuttavia non esiste un film che abbia diffuso alle masse quanto Hans Christian Andersen abbia fatto per la letteratura. 

Tim Burton, noi avremmo pensato a te a sistemare questa mancanza, ci stai leggendo?

#walkingonadream

#onceuponatime

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. The Butcher ha detto:

    Uno dei miei autori preferiti. Le sue storie avevano una profondità incredibile e riuscivano a narrare qualcosa di unico che difficilmente potrà essere imitato. Le sue opere sono sanno essere ancora oggi moderne e sono felice che un autore così sia ancora famoso e letto oggi (anche se di tanto in tanto qualcuno modifica le sue storie cambiando i finali).

    1. zoastudio ha detto:

      Concordo! E’ stato un autore complesso, ma soprattutto moderno. E chi cambia i finali non ha imparato nulla dal Trono di Spade!! LOL

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