Jim Morrison, this is NOT the end

Jim Morrison by Zoa Studio
Jim Morrison by Zoa Studio

Jim Morrison è un personaggio talmente iconico, entrato a far parte dell’immaginario collettivo come rock star maledetta, da farci pensare di sapere tutto di lui, ma è proprio così?

Oggi, 3 luglio, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa, vi raccontiamo alcuni aneddoti e curiosità, insieme alla storia della sua vita.

Jim Morrison – Infanzia e adolescenza

James Douglas Morrison nasce l’8 dicembre 1943 a Melbourne, una cittadina della Florida.

Il padre era un ufficiale della Marina, che si trasferiva da una base all’altra. Jim si stabilisce con la famiglia ad Alexandria, in Virginia, dove va a scuola. Frequenta il St. Petersburg Junior College e poi la Florida State University.

A scuola Jim Morrison è un genio, pieno di curiosità e con un enorme talento legato all’utilizzo della parola, cosa che gli tornerà utile nel futuro professionale. Sono i suoi familiari a raccontarlo, ecco il video:

Nel 1964 Jim Morrison si dirige verso la costa Occidentale. Due anni dopo, nel 1966, inizia a frequentare delle lezioni di cinema alla UCLA, dove incontra il suo destino: è lì infatti che Morrison trova Ray Manzarek.

In un’intervista del 26 luglio 1969 di Jerry Hopkins, come appare del volume Rolling Stone  – Le Grandi interviste, Jim Morrison racconta il suo interesse per il cinema (mai del tutto abbandonato).

“Sono interessato al cinema perché secondo me è l’approssimazione più vicina che ci sia nell’arte a un vero flusso di coscienza, sia per quanto riguarda la vita dei sogni sia per la percezione quotidiana del mondo”

Mentre Morrison e Manzarek si conoscevano casualmente come compagni di studio, un giorno si incontrano per caso, su una spiaggia di Venice, in California. Manzarek, tastierista, insieme a Morrison, il chitarrista Robbie Krieger e il batterista John Densmore, decisero di formare la loro rock band per mettere le loro parole in musica.

The Doors

Nascono The Doors. A voi una curiosità. Da dove viene questo nome? Il nome The Doors è ispirato a una citazione del poeta inglese del XIX secolo William Blake (1757–1827): “Se le porte della percezione fossero ripulite ogni cosa sembrerebbe così com’è, infinita”. Come diceva Morrison, “ci sono cose conosciute e cose sconosciute e nel mezzo ci sono le Porte”.

I Doors tengono numerosi concerti al Whiskey-a-Go-Go sulla Sunset Strip di Hollywood. Nel 1967 anche Patti Smith ne vede uno, e racconta nel suo libro Just Kids come questo evento abbia influito nella sua presa di coscienza come performer. Questo episodio, ed un altro ancora più divertente viene raccontanto dalla stessa Patti in questa intervista: PATTI SMITH ON JIM MORRISON!

Tutti questi eventi pubblici hanno permesso ai Doors di sviluppare la loro presenza sul palcoscenico, che alla fine ha attirato l’attenzione dei talent scout alla ricerca di nuove sensazioni discografiche. E la sensazione arriva con Jim Morrison, che cantava in un baritono roco, indossava pantaloni attillati e andava anche oltre Elvis Presley incorporando movimenti sessualmente suggestivi nelle sue esibizioni sul palco. Con testi come “Dai piccola, accendi il mio fuoco“, Morrison faceva impazzire orde di donne.

Ecco una curiosità: tutte queste notti e gli incontri con le groupie erano permessi dalla fidanzata di Morrison, Pamela Courson…si chiamava amore libero per qualcosa, no? Per Morrison ci sono anche alcuni incontri celebri, tra cui con le colleghe Janis Joplin, Grace Slick dei Jefferson Airplane e  l’affascinante Nico.

A voi il racconto dell’incontro tra quest’ultima e il protagonista di oggi, davvero un curioso ed interessantissimo aneddoto.

Jim Morrison e Pamela Courson
Jim Morrison e Pamela Courson

Jim Morrison e Nico

Danny Fields, un habituée della Factory e collaboratore dei Doors presenta la Nico dei Velvet Underground a Jim Morrison perché pensava che potessero formare una bella coppia.

Quando vengono presentati, Nico e Jim Morrison sembrano ignorarsi: rimangono in due punti lontani della stanza fissando il pavimento. Poi i le persone presenti li ricordano impegnati in una specie di lotta rituale/sciamanica, in cui Jim Morrison ad un certo punto trascina Nico per i capelli. Nico scappa nella stanza di Fields: “Daanny? Penso che vooglia uccidermi.

A quel punto Jim si spoglia e si mette a camminare nudo su un cornicione, mentre Nico sta in piedi dentro alla fontana in cui lui aveva cercato di affogarla e piange. “Questo fu il primo giorno della loro storia”. Staranno insieme per un mese scarso, fra il luglio e l’agosto del 1967.

Nell’85 Nico ha commentato: “Ci siamo picchiati a vicenda perché eravamo sbronzi e ci piaceva la sensazione.” Morrison, nel periodo in cui si conoscono, sta facendo la muta per diventare il Re Lucertola: ha le guance scavate e i pantaloni di pelle. Neppure 25enne, Morrison é in piena fase sperimentale: abusa di alcool, droghe e ha il vizio di schiaffeggiare pubblicamente le ragazze che si accompagnano a lui.

Con Nico il rapporto è, a quanto pare, migliore. Diventano amici, si amano teneramente e si scambiano il sangue durante un viaggio nel deserto tanto che nel 1986 in una intervista ad una radio Australiana, Nico ricorderà Jim così: “Lui era il mio fratello di sangue”. Vanno spesso nel deserto insieme, dove si procurano visioni con il peyote.

In effetti, Nico ha raccontato che Jim Morrison è stato il primo uomo di cui si sia davvero innamorata. Si tinge i capelli di rosso perché sono un personale feticcio di Morrison. Avrebbe voluto sposarlo ed avere un figlio da lui. In un certo senso lo ha avuto, perché è stato Jim Morrison a spingerla a scrivere da sola le sue canzoni, come racconterà in seguito in varie interviste. “Lui mi ha ispirata tantissimo. Confrontarmi con Jim era come fissare uno specchio“. È così che, fra il ’68 e il ’69, Nico si separa dai Velvet Underground e dà alla luce quel capolavoro che é The Marble Index.

Dopo la morte di Jim, Nico registrerà una cover storica dei Doors: This is the End con Brian Eno. Il brano accompagnerà Nico in tutti i suoi concerti. Nico scrisse anche un album dal titolo THE END. La Fine é stata l’ossessione che ha accomunato sia Jim che Nico, nella vita e nelle loro opere.

La carriera di Jim Morrison con i Doors

Dopo l’uscita del loro primo album, The Doors, il gruppo tornò in studio e creò Strange Days, entrambi usciti nel 1967. Altri album includevano Waiting for the Sun (1968), The Soft Parade (1969), Morrison Hotel (1970), Absolutely Live (1970) e LA Woman (1971). Morrison, interessato alle tradizioni dei nativi americani e alle immagini dei deserti americani, si autodefinì “Re Lucertola” e scrisse diverse canzoni, tra cui “Celebration of the Lizard“, in riferimento al suo alter ego rettiliano (un altro aspetto della personalità).

Catturato da un’ondata di popolarità, la giovane band si è trovata trasportata in un nuovo mondo, dove droga, alcol e sesso hanno avuto un ruolo importante. Morrison, il cui status di celebrità era iniziato quasi da un giorno all’altro, trovò difficile gestire il cambiamento. Se ricordate abbiamo già raccontato una storia simile, quella di Kurt Cobain, che ritroveremo tra poco in una curiosità.

Gli ultimi anni

Il 1 ° marzo 1969, Morrison e i Doors dovevano esibirsi al Dinner Key Auditorium nello stato della Florida. Durante l’esibizione della band davanti a migliaia e migliaia di spettatori urlanti, Morrison si è esposto brevemente al pubblico. Nulla è stato fatto fino a quando la pressione da parte dei disgustati residenti nell’area di Miami ha costretto la polizia locale a emettere un mandato di arresto per Morrison. Il cantante, che era stato in vacanza fuori dal Paese, si consegnò all’FBI e tornò a Miami, dove fu processato il 12 agosto 1970.

Ritenuto colpevole di atti osceni e ubriachezza, Morrison viene condannato a sei mesi di lavori forzati, anche se la pena viene rinviata mentre il suo avvocato ricorre in appello. Dopo il processo a Miami, la vita di Morrison divenne più caotica, i suoi rapporti con i membri della band più tesi. Cercando di recuperare il senso di se stesso, torna alla poesia che aveva amato da studente universitario. Nel 1970 pubblicò il suo primo libro di versi, The Lords [and] The New Creatures, che era stato stampato privatamente l’anno prima.

La morte

Il 3 luglio 1971 Pamela Courson, la fidanzata storica di Jim lo trovò morto nella sua vasca da bagno del loro appartamento a Parigi. I due infatti erano fuggiti da L.A dopo un matrimonio wicca di Jim con una giornalista e un aborto di Patricia. La causa della morte è stata determinata come un attacco di cuore, sebbene non sia mai stata eseguita un’autopsia: non ci sono infatti traumi  evidenti sul corpo. Morrison viene così sepolto nel cimitero di Pere-Lachaise a Parigi, in Francia. In questa città aveva infatti passato gli ultimi mesi perchè aveva raggiunto proprio Pamela che vi si era trasferita temporaneamente.

La morte di Jim Morrison viene tenuta segreta fino a dopo il funerale per evitare che le folle di fan rattristati partecipassero in massa.

Jim entra così a fare tristemente parte del Club J27. Come sappiamo, la lista è lunga, include artisti mancati proprio a 27 anni il cui nome inizia per J. Oltre Jim Morrison, questo club include altri di cui abbiamo parlato, come Jimi Hendrix, Janis Joplin e Kurt Cobain (anche se di quest’ultimo il nome non inizia con la lettera J).

Dopo la sua morte, i Doors fecero uscire altri due album, ma la scomparsa di Jim, icona della band (e non solo) fece sì che nel 1973 la band i restanti membri si lasciassero. Sia in vita che dopo, Jim Morrison è entrato nella cultura popolare come emblema di ribellione e di controcultura, cosa che rimane ancora oggi. Non a caso la sua tomba rimane uno dei siti più visitati di tutta Parigi. A questo link potrete trovare tutta la storia e l’evoluzione del luogo di sepoltura di Jim Morrison parismojo.fr/visual-history-of-jim-morrisons-grave. E’ un peccato che negli anni il bellissimo busto che lo scultore Mikulin aveva piazzato nel 1981 sia stato vandalizzato ed infine rubato.

busto sulla tomba di Jim Morrison
busto sulla tomba di Jim Morrison

Love me two times, cantava Jim. Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo in vita lo amava anche allora, a noi posteri le sue opere ce lo fanno amare anche oggi.

#wearestrangers

#wildchild

 

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