Enjoy The Silence…da trent’anni

Doppio cd Violator dei Depeche Mode con il brano Enjoy the Silence e trousse Zoa Studio con stampa Baroque Skull
Doppio cd Violator dei Depeche Mode con il brano Enjoy the Silence e trousse Zoa Studio con stampa Baroque Skull

Nel 1990 esce Violator, l’album che consacra i Depeche Mode al successo internazionale. All’interno di questo disco, capolavoro di musica elettronica, new wave e non solo, si trovano alcune tra le canzoni più celebri del gruppo, come Policy Of Truth, World in My Eyes, Personal Jesus e Enjoy The Silence.

Di Personal Jesus abbiamo già parlato brevemente (avremo occasione di rifarlo presto sicuramente), mentre oggi, 5 febbraio, raccontiamo la storia di Enjoy The Silence, secondo singolo dell’album, uscita proprio il 5 febbraio di 30 anni fa.

Enjoy The Silence, la genesi

Nel 1989 Martin Gore, compositore di quasi tutti i testi dei brani dei Depeche Mode, propone una ballata lenta in do minore ai suoi colleghi, suonata da un organo. La versione demo, reperibile in edizione limitata del singolo, è suonata con l’harmonium e cantata dallo stesso Gore. Fu poi un altro membro del gruppo, Alan Wilder, a chiedere che venisse accelerata e che ci fosse più beat.

In un’intervista alla rivista Mojo nel 2012, è proprio Gore a ricordare questa storia in dettaglio. “Il demo originale di Enjoy the Silence era molto lento e minimale, c’eravamo solo io e un harmonium e ad Alan (Wilder) viene questa idea di aggiungere più ritmo al pezzo. Abbiamo aggiunto gli accordi per il coro e il produttore (Flood) e Alan mi dissero Perché non ci aggiungi un po’ di chitarra? E’ stato in quel momento che me ne sono venuto fuori con il riff. Penso sia stato l’unico momento della nostra carriera in cui ci siamo guardati l’un l’altro e ci siamo detti Questa potrebbe diventare una hit”. Gore non si sbagliò.

L’uscita del singolo e dell’album

Come già scritto, il 5 febbraio 1990 esce appunto Enjoy the Silence, secondo singolo dell’album Violator. Sia il brano che l’intero album, uscito a marzo 1990, diventano un successo planetario, a cui i membri dei Depeche Mode non erano poi così pronti.

Lasciamo la parola a Dave Gahan (Try walking in Dave’s shoes )carismatico cantante della band britannica e lead voice del brano oggetto dell’articolo di oggi.

“Avevamo l’impressione di stare facendo qualcosa di sconvolgente. Violator ha delle sonorità blues (non a caso l’altro pezzo dell’album, Personal Jesus, era stato ripreso da Johnny Cash (A song that HURT-s) a cui Francois Kevorkian (dj newyorkese) ha aggiunto un tocco dance. Questo album è una riuscita combinazione di persone. Enjoy the Silence all’inizio era solo Martin al piano e mi era quasi dispiaciuto che Flood e Alan stessero portando il pezzo in una direzione diversa.”

E aggiunge “Alla fine però la canzone ha portato l’intero album ad entrare in un altro cosmo. Questi 10 anni sono stati una bella scalata, ma non credo fossimo preparati a quello che stava per accadere. L’album diventa un successo mondiale e tutto d’un tratto gli assegni per le royalties cominciavano a fioccare e potevamo fare quello che volevamo, quando lo volevamo – il sipario era sempre aperto”.

Enjoy the Silence divenne la più grande hit dei Depeche Mode a scalare le classifiche anche negli Stati Uniti.

Versioni successive e remix

Gli artisti che hanno rifatto, modificato, remixato Enjoy the Silence sono numerosissimi (alcuni riusciti, altri un po’ meno). Per citarne alcuni: Tori Amos, gli HIM, i Breaking Benjamin (in chiave alternative metal). E ancora i Tulia in chiave folk, i Keane e i Cluster e anche i Nada Surf (in chiave indie rock). Nel 2004 Mike Shinoda, membro dei Linkin Park, esegue un remix del pezzo, incluso nel doppio album dei Depeche Mode Remixes 81-04.

Corre l’anno 2006 quando è la voce di Cristina Scabbia dei Lacuna Coil ad intonare All I ever wanted, all I ever needed, is here, in my arms all’interno dell’album Karmacode. Nel 2017 un’altra donna ad interpretare il pezzo: Carla Bruni, cantante, modella ed ex premiere dame di Francia. Lancia il brano come singolo principale  del suo album French Touch. “Quello che mi piace della canzone è il testo”, ha affermato la Bruni “è molto dark ma è reso davvero potente perché, anche al giorno d’oggi, il rumore è ovunque. Abbiamo bisogno di silenzio. Il silenzio è guarigione”.

Non dimentichiamo anche la versione del gruppo DMK, dove un padre e i suoi due figli piccoli utilizzano una vecchia tastiera, vari giocattoli e oggetti domestici come strumenti. La storia di questo gruppo è anche raccontata nell’ultimo documentario sui Depeche Mode, Spirits in the Forest. Uscito nei cinema nel 2019 (noi c’eravamo!), è diretto da Anton Corbijn, lo stesso regista ad aver seguito la maggior parte dei video della band britannica, tra ci proprio quello di Enjoy the Silence.

Enjoy the Silence, il Video

Il video del brano è probabilmente uno dei più famosi dei Depeche Mode. Girato in diverse location e diretto appunto da Anton Corbijn, racconta la storia di un re (interpretato da Dave Gahan) con una sdraio in mano. Nella rappresentazione del re, appare chiara l’ispirazione a Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. L’idea del regista era quella di narrare la storia di un re che aveva tutto, ma che cercava solo un posto tranquillo dove sedersi. La cosa curiosa è che il gruppo inizialmente rifiutò questo video e, alla fine nel 1990, lo girarono sul tetto di una delle Torri Gemelle.

La versione definitiva fu quella voluta dal regista, con Dave Gahan vestito da re che attraversa le Alpi innevate in Svizzera, un’altra location in Portogallo e anche Balmoral, in Gran Bretagna.

Ancora una volta lasciamo la parola proprio a re Dave che ha raccontato il significato del video diretto da Corbijn (per leggerlo nella versione originale https://www.songfacts.com/facts/depeche-mode/enjoy-the-silence).  “Anton venne da me, sapete è olandese e, con il suo marcato accento mi disse Allora Dave, indosserai una corona. Sarai un re che cammina un po’ dappertutto e ti porterai dietro una sedia sdraio… Io non capivo di cose stesse parlando. Ma quando iniziammo e mi mostrò parte delle riprese capii quello che stava facendo: un uomo che ha tutto, ma che non prova niente. E ci trovammo in posti così remoti – tipo cinque miglia a nord sulle Alpi a camminare sulla neve, nell’Algarve in Portogallo, a Balmoral in Scozia. Camminammo per giorni e giorni senza vedere nessuno”.

Così come il brano fu ripreso da molti artisti, anche il video non fu da meno. Basti pensare a Viva la Vida dei Coldplay del 2008. Nel video il frontman Chris Martin, vestito da re, cammina attraverso vari luoghi, tra cui una città in miniatura.

Nonostante siano passati 30 anni oggi dall’uscita del brano, il testo, il video e la melodia sono più attuali che mai. A volte, in mezzo al rumore, a tutte le cose che possediamo e che spesso non apprezziamo, tutto ciò che serve è il silenzio…interrotto solo dalle note dei Depeche Mode.

#enjoydepechemode

#30yearsinsilence

 

2 commenti Aggiungi il tuo

Rispondi