The legend of Jack Daniel’s 

Jack Daniel's bottiglie di whiskey e articoli Zoa Studio
Jack Daniel’s gift box, Jack Cola bottiglietta, astuccio e apribottiglia magnetici di ZOA-STUDIO (zoastudio.etsy.com)

La leggenda del whiskey Jack Daniel’s.

Se vi dicessi che l’11 ottobre 1911 si spense Jasper Newton Daniel a chi pensereste? E se vi suggerissi che lo abbiamo metaforicamente “bevuto” praticamente tutti, in abbinata con la Coca Cola, anche nelle sue varianti honey e alla cannella?

Ebbene, oggi ricordiamo la scomparsa, oltre un secolo fa, di Jack Daniel’s, l’uomo che creò l’omonimo whiskey in Tennessee.

Ma come ha fatto Jasper Newton a creare il whiskey più iconico e commercializzato al mondo?

Scopriamo brevemente la sua storia.

Breve storia del whiskey Jack Daniel’s

Jasper Newton Daniel nasce a Lynchburg, Tennessee, nel 1849. Quest’anno infatti si celebra il centosettantesimo anniversario della nascita del fondatore del leggendario Jack Daniel’s. All’età di 7 anni, Jasper “Jack” resta orfano di padre (aveva anche altri 12 fratelli) e viene dato in affidamento alla famiglia di un pastore luterano, Dan Call, proprietario di una distilleria di whiskey.

La storia narra che, nel 1875, dopo aver ereditato dei soldi dal padre, Daniel li investa e fondi la sua prima distilleria in collaborazione con Call. Poco dopo rilevò la parte di Call, in quanto quest’ultimo decise di ritirarsi per perseguire al meglio la propria carriera religiosa.

Nearis Green

Sembra però, secondo alcuni articoli usciti qualche anno fa, che il whiskey più famoso al mondo in realtà esista grazie a uno schiavo di Call, Nearis Green, che insegnò a Daniel il processo per arrivare al distillato. La schiavitù si concluse con la ratifica del 13° emendamento nel 1865 e Daniel aprì la sua distilleria un anno dopo, impiegando due figli di Green. In una foto di Daniel e dei suoi operai scattata alla fine del 19° secolo, un uomo di colore, forse uno dei figli di Green, siede alla sua destra. Un netto contrasto con le foto contemporanee di altre distillerie, dove i dipendenti neri furono fatti stare nelle righe posteriori.

Jack Daniel's whiskey
In una foto nel vecchio ufficio di Jack Daniel, Daniel, con baffi e cappello bianco, siede nella sua distilleria nel Tennessee alla fine del 1800. L’uomo alla sua destra potrebbe essere un figlio di Nearis Green, uno schiavo che ha aiutato a insegnare a Daniel come preparare il whiskey.

Questa versione non è mai stata tenuta segreta, certo, ma solo recentemente è stata usata in modo esplicito anche per le campagne pubblicitarie e sui social media.

Come ha dichiarato al New York Times (www.nytimes.com/2016/06/26/dining/jack-daniels-whiskey-nearis-green-slave ) Phil Epps, direttore del marchio globale per Jack Daniel’s presso Brown-Forman, che possiede la distilleria da 60 anni: “Non credo che sia mai stata una decisione consapevole. Tuttavia, è improbabile che qualcuno nel Jim Crow South abbia pensato che un whisky commercializzato ai bianchi avrebbe dovuto enfatizzare le sue radici nere.”

Un business basato sul contributo degli schiavi potrebbe non sembrare un punto di forza, il che potrebbe spiegare perché Jack Daniel sta prendendo le cose lentamente. Ovviamente la storia di Nearis Green non è scritta e mai potrà essere provata, ma cambia la prospettiva con la quale si guarda a un industria che in America vale quasi 3 miliardi di dollari!

Ma torniamo al fondatore Jack Daniel’s. Nel 1884 acquistò il terreno su cui oggi sorge la distilleria. Già negli anni ’80 del 1800 la sua era una delle 15 distillerie più importanti del Tennessee. Iniziò ad usare la celebre bottiglia quadrata nel 1897 nel tentativo di lanciare un messaggio di onestà e integrità.

E proseguiamo con 5 fatti curiosi che riguardano il whiskey Jack Daniel’s.

1 – La data scritta sull’iconica bottiglia 1866

Nonostante sulla bottiglia sia riportata la data 1866, il biografo ufficiale di Mr Daniel’s ha dimostrato che essa non è accurata, e che la distilleria non sarebbe potuta entrare in funzione prima del 1875.

2 -“Old n.7”

  Lo storico ufficiale della Jack Daniel’s Distillery oggi afferma che la domanda più frequente durante i tour negli stabilimenti é: perchè n.7? Come potete immaginare, molte teorie sono state avanzate. Jack aveva sette ragazze. Jack credeva che il numero sette fosse fortunato. Jack stava onorando un amico commerciante che possedeva sette negozi che distribuivano il liquore di Jack. Jack aveva smarrito un lotto di whiskey per sette anni e, dopo averlo trovato e lo ha etichettato “Old n. 7.” In realtà nessuno sembra sapere il vero perché.

Jack Daniel's whiskey Logo
Etichetta Jack Daniel’s – Old No.7

Il biografo ufficiale di Jack Daniel, Peter Krass, ci fornisce la spiegazione più plausibile e tutt’altro che sexy . In poche parole, a Jack era stato originariamente assegnato un numero di accertamento fiscale del distretto in cui si trovava la distilleria, il numero 7. Ma a causa di un cambio nei distretti fiscali del Tennesse, gli venne arbitrariamente riassegnato il numero 16. Jack non voleva confondere i suoi fedeli consumatori, e certamente non voleva piegarsi al governo, così iniziò a etichettare le sue bottiglie “Old n. 7.” Più di 125 anni dopo, questo atto di sfida fa ancora risaltare le sue etichette!

3 – Jack Daniel’s bourbon

Sapete che Jack Daniel’s non sarebbe un vero e proprio whiskey? Il prodotto soddisfa i criteri normativi per la classificazione come bourbon semplice, sebbene la distilleria Jack Daniel’s non accetti questa classificazione. Commercializza il liquore semplicemente come Tennessee whiskey piuttosto che come Tennessee bourbon. Come definito nell’accordo di libero scambio nordamericano, il Tennessee whiskey è classificato come un bourbon autorizzato a essere prodotto nello stato del Tennessee. La legge del Tennessee impone inoltre alla maggior parte dei produttori di whiskey del Tennessee di filtrare il liquore attraverso il carbone prodotto dall’acero prima dell’invecchiamento, oltre a soddisfare i requisiti di cui sopra.

4 – Il Tennessee é un dry state

Altra cosa tremendamente singolare è la questione della divisione tra “Stati asciutti” e “Stati bagnati” (wet and dry). In breve, ai tempi del proibizionismo, in alcuni stati era consentito bere, in altri no. Il Tennessee, ancora oggi, è uno stato asciutto, quindi ci sono grosse restrizioni sull’acquisto e il consumo del prodotto nei negozi o nei ristoranti all’interno delle due contee. Ad esempio, nella contea di Moore-Lynchburg, dove si trova la distilleria, non si può comprare o bere alcool nei negozi e nei locali. Ma la contea di Lynchburg, con la sua distilleria Jack Daniel’s, come detto prima, produce alcool per miliardi di dollari. Idoli!
In realtà l’unico posto in cui si può comprare alcool a Lynchburg è il gift shop della distilleria, ma si può comprare solo la bottiglia commemorativa e non è consentito berla ad esempio dentro un ristorante. Se si vuole farlo si deve uscire dalla contea.

5 – La morte di Jasper Newton Daniel

Ultimo fatto molto curioso, per concludere questo salto nella storia del whiskey più famoso de mondo e del suo fondatore, è proprio la morte di Jasper Newton Daniel. Daniel morì per avvelenamento del sangue a Lynchburg l’11 ottobre 1911 (è anche curioso anche il fatto che alcuni siti riportino l’11, altri il 9). Un racconto spesso narrato è che l’infezione sia iniziata da una delle dita dei piedi, che Daniel ferì una mattina al lavoro dando un calcio alla sua cassaforte non riuscendo ad aprirla (si diceva che avesse sempre avuto problemi a ricordare la combinazione). Tuttavia, il moderno biografo di Daniel ha affermato che la storia non è vera.

Che sia vera o meno la storia, non è la cosa più importante per cui ricordiamo Jack Daniel’s. La sua memoria rivive Infatti ogni giorno nelle bollicine del Jack Cola (che ora si chiama Lemmy dopo la morte del cantante dei Motörhead, Lemmy Kilmister), nella cannella del Jack Fire o nel calore del Christmas Jack (da non confondere con Jack Skellington!) che accompagnano le nostre giornate e soprattutto serate!

#cheers
#gobblegobblegobble

Jack Daniel's whiskey flavors
Diverse tipologie di Jack Daniel’s.

 

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