L’Assenzio degli Elettroliti

L'Assenzio - Elettroliti
Copertina dell’EP “L’Assenzio” degli Elettroliti – Design e illustrazione di ZOA_STUDIO (www.facebook.com/ZOA.STUDIO.Official)

L’Assenzio e l’ep degli Elettroliti

Da qualche anno ormai ho iniziato a conoscere questo gruppo di giovani musicisti di Primiero San Martino di Castrozza che si fanno chiamare Elettroliti (www.facebook.com/glielettroliti). Si sbattono un sacco per la loro musica e non solo, tanto da organizzare un festival rock-metal ai piedi delle Alpi in quel di Mezzano conosciuto come Rockmantica Mezzano ( www.facebook.com/RockManticaMezzano ).

Da poco più di un paio d’anni, tra un live e un altro, hanno cominciato a scrivere dei loro pezzi prog rock e qualche tempo fa hanno preso la decisione di registrare il loro primo EP con 4 dei loro brani. Il titolo é: l’Assenzio.

A seguito di questa decisione si dovevano predisporre le grafiche per il disco ed è qui che entra in gioco ZOA-STUDIO.

L’Assenzio

L’impressionismo

Ricevo prima di Natale una serie di messaggi che culminano con l’invio di una immagine che avrebbero voluto prendere come riferimento per la copertina dell’EP:  il celebre dipinto ad olio di Edgar DegasL’Absinthe” che ritrae un barbone e una prostituta al Cafè de la Nouvelle-Athènes in Place Pigalle mentre bevono vino e la bevanda della fata verde. L’Assenzio è il titolo di uno dei brani degli Elettroliti e sarebbe stato anche il titolo del loro EP.

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Edgar Degas – L’Assenzio

Tutto del dipinto indica la Belle Epoque: lo stile vicino all’impressionismo, gli abiti dei protagonisti, l’ambiente che li circonda. Ma siamo prossimi al 2020, la musica degli Elettroliti non rievoca il XIX secolo e quindi come me ne esco?

Propongo l’approccio “Coldplay” dove hanno usato La libertà che guida il popolo di Delacroix come cover e l’hanno riproposta paro paro con un titolo molto grunge, ma mi viene riposto che preferirebbero una reinterpretazione. Scrivo una letterina a Babbo Natale se mi fa trovare una macchina del tempo nella calza! Ma non funziona *.*

Il tema del quadro è molto attuale: l’alienazione dell’essere umano. La coppia  é seduta una accanto all’altro ma è come se fossero isolati l’uno dall’altro. Ognuno è in compagnia del riflesso distorto di sé stesso, complici le bevande alcoliche a buon mercato, ma anche il tentativo di fuga da una realtà che è sgradevole. Sono insieme, ma allo stesso tempo soli, infelici, gusci vuoti in cui scorrono liquidi inebrianti e allucinogeni.

 

 

L’assenzio e l’Art Nouveau

Le autorità francesi del tempo bandirono l’assenzio a causa della sua tossicità, ma viene prodotto ancora e le etichette delle bottiglie anche nel XXI secolo richiamano lo stile Liberty o Art Nouveau del tempo. Tra l’altro il prog rock degli anni ’70 ha usato in maniera continuativa quel tipo stile dettagliato, organico e connotato da una linea morbida ma definita e dai colori pastello in una variante più psichedelica. Quindi avevo trovato l’area di scavo.

L’assenzio degli anni 2000

Perchè il riferimento al quadro di Degas sia riconoscibile, mutandone lo stile, i protagonisti dovevano necessariamente posizionarsi esattamente come l’impianto originale. L’ambiente doveva ricordare l’orginale. Degas usa lo spazio in maniera distorta, creando una sorta di prospettiva allucinata: i piani dei tavoli sono allungati e sospesi a mezz’aria, non sono sostenuti da gambe. Quindi dopo aver riportato con la matita il disegno a grandi linee del quadro vado a ridisegnarlo con china e acquerelli.

L'Assenzio
A sinistra cover de L’Assenzio (Elettroliti), a destra particolare de l’Assenzio di E.Degas

A questo punto però un grande dilemma è rimasto indietro che riguarda gli abiti dei nostri protagonisti. Avrebbe avuto senso riproporre degli abiti di fine ‘800 nel 2020 per una band molto giovane  e dal sound moderno o valeva la pena tentare di universalizzare l’impatto visivo?

L’alienazione

Una cosa è certa. La fuga dalla realtà, l’alienazione, quel sentimento per cui “più un cuore è vuoto e più pesa” è qualcosa che c’era, c’é e ci sarà e la tecnologia si colloca rispetto a qesto tema proprio sul crinale in cui da una parte c’è l’interconnessione universale H24 e dall’altra troviamo in maniera diametralmente opposta l’isolamento umano.

Rimani nel dubbio che ti rende uomo

Non dar per scontato che sia tutto vero

Lo vediamo tutti i giorni ad un tavolo di più persone in cui ognuna guarda lo schermo del proprio smartphone ignorando l’essere umano che è di fianco. Com’è che fa la canzone L’Assenzio?

La gente ti è attorno, non nota l’umore

ormai contagiata da questo tumore;

La musica ha uno strano potere, riesce ad isolare in nostro pensiero e probabilmente l’introduzione dell cuffie ha ampliato questa caratteristica, ma dall’altra riesce ad unire le persone in maniera irrazionale, attraverso il nostro sentire e non attraverso il nostro intelletto.

Sbagliare la strada, aver l’auto in panne

non so più emozioni che scuotono dentro

così anche le lettere ormai si son perse

non occupan spazio, rimangon nel vento

L’800 è l’era dei bustini e dei corsetti e dell’industrializzazione. Gli abiti nel dipinto di Degas sembrano qualcosa che la coppia si ritrova addosso, un ulteriore strato, dopo la carne del corpo che racchiude la loro essenza disorientata, spenta. L’effetto di una armatura, un esoscheletro protettivo da cui i pensieri scappano, si dissolvono, evaporano come i fumi delle sostanze artificiali.

Come vivete in mondo di false vite?

Dove le foto della loro magia son private

E che inducono  l’ansia della prestazione

E creano il timore di non piacere

L’Assenzio degli Elettroliti

Nell’EP vi sono 4 brani e per questo progetto mi sono occupata anche di tutta l’impaginazione del booklet. Ecco una anteprima animata:

L’ EP di debutto degli Elettroliti si intitola: L’Assenzio ed é uscito nel Giugno del 2019 e si può attualmente trovare su SoundCloud e Spotify. Cercatelo!

#l‘absinthe2020

#allucinazionetecnologica

 

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