“Liberace” nos a malo

Liberace di Zoa Studio
Ritratto a matita di Liberace di Zoa Studio

Prima domanda fondamentale, chi è Liberace?

Se me lo avessero chiesto qualche tempo fa sicuramente non sarei stata in grado di rispondere poiché, mettendola in chiave marketing, banalmente non è in “linea con il mio target d’età”. O forse perché nel Bel Paese Liberace non è molto noto anche se l’Italia dona al protagonista metà della sua provenienza, l’altra metà la Polonia. Potremmo invece dire che all’Italia (e non solo), Liberace ha regalato intrattenimento, glamour, oltraggio e, probabilmente indirettamente, qualche diritto civile, incarnando tutte le aspirazioni e le ipocrisie intrinseche dell’America del XX secolo meglio di qualsiasi altra celebrità. La sua storia non si è limitata a raccontare la travolgente ascesa e influenza dei mass media, ma ha rappresentato anche il dilagante materialismo e le contraddizioni insite in una società capitalista ascendente.

Raccontiamo brevemente la sua storia:

Liberace, all’anagrafe Władziu Valentino Liberace, nasce esattamente 100 anni fa oggi in una famiglia cattolica italo-polacca vicino a Milwaukee. E’ stato un attore, pianista, personaggio televisivo, nonché artista di music-hall statunitense.

Essendo un giovane pianista da concerto nel Midwest dell’epoca della Depressione, Liberace si rese conto che non sarebbe mai potuto diventare un grande musicista “serio” come il suo idolo, il genio polacco Ignacy Jan Paderewski; né avrebbe mai guadagnato molti soldi nei ristretti e restrittivi regni della musica classica.

Quindi, come aspirante figlio di immigrati in difficoltà, si dedicò alle sole ambizioni di diventare famoso e favolosamente ricco; entrambi i quali realizzò oltre i suoi sogni più sfrenati. E, ahimè, lungo la strada, perse completamente la sua anima, così come accadde al Faust di Goethe un secolo prima che Liberace nascesse.

Il colpo più brillante di Liberace fu quello di rendere la musica classica “accessibile” alle masse. Lo ha fatto non prendendosi sul serio, mescolando le sue produzioni di musica da camera con pezzi di pop contemporaneo e brani di Broadway, coinvolgendo completamente il suo pubblico e deliziandoli (a volte anche indignandoli) con costumi e scenografie sempre più selvaggi e dettagliati.  Togliendo tutti i freni inibitori, Liberace diventa un fantastico intrattenitore, se non un grande musicista. Il pubblico – che fosse a Las Vegas o nelle sale da concerto o nel nuovo mezzo televisivo – se lo mangiò di gusto.

Il successo

Liberace ebbe un successo così travolgente da diventare l’intrattenitore più pagato del pianeta negli anni ’50 e nei primi anni ’60; anzi, all’epoca era popolare come Frank Sinatra ed Elvis Presley (se non più popolare). Ma mentre Sinatra ed Elvis rimangono icone della cultura pop e riverite a livello mondiale, la stella di Liberace crollò nel corso degli anni; forse a causa dell’intellighenzia e della serietà di alcuni critici e fan della musica che hanno deplorato quel modello di show-biz.

Pensate però che tra le tante apparizioni di Liberace in televisione in quegli anni, si annovera anche la partecipazione nel 1966 in due episodi della serie televisiva Batman con Adam West recitando il doppio ruolo del concertista per pianoforte Chandell e del suo gemello gangster Harry. Gli episodi di questa storia in due parti “The Devil’s Fingers” e “The Dead Ringers”, secondo The Official Batman Batbook di Joel Eisner, furono i picchi di massimo spettacolo di tutti gli episodi.

L’eredità

Dobbiamo però essere onesti: se Liberace non esistesse, probabilmente non ci sarebbero stati Little Richard, né Elton John, né Freddie Mercury, né David Bowie, giusto per citarne qualcuno.

Infatti, Elton John, forse la più grande popstar del mondo negli anni ’70, deve a Liberace tutta la sua vistosa personalità teatrale. Da ragazzo in Inghilterra negli anni ’50 (dove Liberace godeva di un’enorme popolarità), Reginald Dwight (il vero nome di Elton) fu ipnotizzato da Liberace e in seguito lo definì un’ispirazione e persino un “eroe”.  Forse anche Elvis deve molto a Liberace  in termini di stile e personaggio. (Fun fact: Il giovane Elvis ha anche chiesto a Liberace un consiglio sulla sua performance, e il pianista gli ha immediatamente regalato una giacca in lamé dorato, che ha rafforzato il suo fascino scenico e ha sdoganato il fatto che le rock star sembrassero più sfarzose).

Elvis e Liberace
Elvis e Liberace

Testimonianza

Il giornalista Palash Ghosh ha scritto in un brillante articolo sull’International Business Times (tradotto): “Si potrebbe anche tracciare una linea diretta dall’eccessivo rigoglio di Liberace sulle tastiere a un Pete Townshend – il leggendario chitarrista del super-gruppo rock britannico The Who, che entusiasmò il pubblico con il “windmill strumming” e poi fracassò la chitarra a pezzi seguendo un prestazione. Questo atto di violenza forzata non ha aggiunto nulla alla “sostanza musicale” di Who, ma ha creato un’immagine visiva indimenticabile che ora non si può separare dall’eredità complessiva di Townshend.

Allo stesso modo, Jimi Hendrix che incendia la sua chitarra potrebbe anche essere collegato alla serie infinita di “trucchi” e “trucchi” di Liberace per animare le sue esibizioni sul palcoscenico. Naturalmente, la musica di Liberace e quella di Who e Hendrix non potevano essere più diversi, ma entrambi facevano la stessa cosa, regalare al pubblico uno spettacolo che non avrebbero mai dimenticato attraverso atti di ingrandimento attentamente considerati”.

Behind the Candelabra

Se voleste saperne di più su Liberace, nel 2013 è uscito il film Dietro i candelabri (Behind the Candelabra). E’ diretto da Steven Soderbergh, con protagonisti Michael Douglas e Matt Damon; rispettivamente nei ruoli del musicista e del suo giovanissimo amante e autista Scott Thorson. La pellicola racconta lo showman come un uomo italo-polacco cattolico ossessionato dal voler nascondere la sua omosessualità agli occhi del pubblico. Cercherà di celarla a tutti i costi, anche pagando profumatamente il suo manager Seymour perché si inventi qualsiasi scusa pur di giustificare l’assenza di una donna al suo fianco.

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Locandina del film Behind the Candelabra

Morì all’età di 67 anni per complicazioni causate dall’AIDS, ma non fece mai coming out.

Se voleste saperne ancora di più su Liberace, riduttivamente considerato solo un’icona gay (cosa che negò tutta la vita rischio incriminazione), potreste anche andare a vedere il museo a lui dedicato.  La Collezione del Museo Liberace comprende molti costumi di scena, automobili, gioielli, pianoforti riccamente decorati e numerose citazioni per atti filantropici appartenuti all’artista e pianista americano. Originariamente esposta nell’ex “Museo Liberace” situato a Paradise, nel Nevada, la Liberace Foundation for the Performing and Creative Arts ora ospita la collezione principale di Thriller Villa, l’ex casa di Las Vegas di Michael Jackson. ( https://liberace.org/liberace-museum-collection )

Ovviamente per recarvi al museo, vestitevi così:

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#100yearsofliberace

#musicforthemasses

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Rieccomi! Di Michael Douglas è molto bello anche Sindrome cinese: l’hai visto?

  2. zoastudio ha detto:

    Ciao! Sai che non ho ricordi di aver visto il film?? Ora lo cerco!

    1. wwayne ha detto:

      Mi è piaciuto così tanto che gli ho dedicato un post: https://wwayne.wordpress.com/2019/04/06/combattere-per-un-ideale/

      1. zoastudio ha detto:

        Ah già! L’avevo letto il post! Se lo trovo, lo guardo!! Cmq anche quello su Liberace è interessante. E’ stato grazie a quello che io ho scoperto il personaggio ;.)

        1. wwayne ha detto:

          Pur non avendo visto il film, anch’io ho saputo dell’esistenza di Liberace soltanto perché hanno fatto un biopic su di lui. E non è la prima volta: anche Johnny Cash ottenne moltissimi fan post mortem grazie al film a lui dedicato. Grazie per la risposta! 🙂

          1. zoastudio ha detto:

            A te per l’intervento ;.))) Grande Johnny Cash !!!

          2. wwayne ha detto:

            E grande anche Joaquin Phoenix, che lo interpretò divinamente. E’ uno scandalo che non gli abbiano ancora dato l’Oscar, specialmente se consideriamo che l’hanno vinto più volte degli attori che valgono meno di una sua scureggia. Buon fine settimana! 🙂

          3. zoastudio ha detto:

            Concordo! Grande attore! Buon week end anche a te!

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