Rock and Roll Hall of Fame: la cerimonia vista da un insider

Illustrazione di Zoa Studio
Illustrazione di Zoa Studio

Tra 7 giorni esatti a partire da oggi, quindi il 29 marzo (per chi si trovasse a leggere questo articolo un altro giorno oltre al 22) si terrà un evento unico, con personalità che hanno fatto e continuano a fare la storia della musica: stiamo parlando della ammissione alla Rock and Roll Hall of Fame, il museo dedicato alla storia del Rock.

Ma, esattamente, come si svolge questo evento e chi viene premiato? In effetti, la cerimonia di premiazione della Rock and Roll Hall of Fame ha uno svolgimento estremamente diverso dagli Oscar, ecco come funziona.

The Cure

Facciamo finta che io sia Robert Smith, frontman dei The Cure. Nel 1976 in Inghilterra io e alcuni compagni di scuola, sfigati come me, mettiamo su una band in pieno periodo new wave. L’anno dopo, io e i miei amici firmiamo un contatto discografico che annulliamo dopo 10 mesi perché l’etichetta voleva farci suonare solo cover di canzoni famose. A fine anni ’70 arrivano i primi successi e il primo album. Negli stessi anni ci facciamo un culo come una capanna come gruppo di supporto ai Police, ai Joy Division e ai Siouxie and the Banshees. Nel 1982 esce Pornography e il mondo musicale comincia a considerarci gli eredi dei Joy Division. Dopo una svolta pop negli anni ’80 (bisogna anche mangiare).

Nel 1986 esce la nostra prima raccolta di singoli. Sempre nel 1986 nasce la Rock and Roll Hall of Fame. Il 23 gennaio di quell’anno vengono ammessi nella Hall of Fame Chuck Berry, Ray Charles, Sam Cooke, Buddy Holly, Jerry Lee Lewis e, oltre a queste leggende molte altre, tra cui Elvis Presley.

Anno dopo anno vengono proposti singoli artisti e gruppi che hanno giocato un ruolo significativo nella storia del rock and roll e che, conditio sine qua non, abbiano effettuato la loro prima incisione almeno 25 anni prima. Capirete che nel 1986 dei The Cure neanche l’ombra perché il nostro primo lavoro risale solo a 10 anni prima. Facendo quattro conti, dovremmo aspettare dal 2001 in poi. Per essere ammessi alla Hall of Fame si può rientrare in 4 categorie: performers, non performers, early influencers e sidemen (quest’ultima categoria a partire dal 2000).

La premiazione

La votazione coinvolge circa 1000 esperti del settore, tra cui giornalisti, accademici, produttori e così via. Contando che, ogni anno, a partire dal 2001, ci sono tra le 5 e le 7 ammissioni, io e i The Cure abbiamo avuto un centinaio di opportunità di essere ammessi, e non è mai accaduto.

Ma succederà tra una settimana, il 29 marzo, a New York, noi, i The Cure, verremo finalmente inseriti nel firmamento delle stelle del rock , che annovera tra i suoi astri più brillanti i Queen, i Pink Floyd, Johnny Cash, i Led Zeppelin, David Bowie e i Doors. Insieme a noi a salire su quel palco i Radiohead, i Def Leppard, Stivie Nicks, The Zombies e Janet Jackson. Janet Jackson? Cosa c’entra Janet Jackson con il rock and roll? In effetti nel 2017 era stato premiato anche Tupac Shakur. Pace all’anima sua, ma questi due stanno al rock and roll come i Pooh stanno al death metal.

Mi piace pensare che Robert Smith dirà questo alla premiazione la prossima settimana, che si incazzerà di brutto, per aver aspettato così tanto ad essere ammesso con i suoi The Cure e per dividere il palco con una che ha mostrato le tette al Super Bowl per far sì che la sua performance venisse ricordata.

#sorryrobertsmith
#sorrytoyoutoojanet

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. zoastudio ha detto:

    Penso proprio che Robert dovrebbe dire così ^.^

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